Carocci editore - Luigi Longo, una vita partigiana (1900-1945)

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Luigi Longo, una vita partigiana (1900-1945)

Alexander Hobel

Luigi Longo, una vita partigiana (1900-1945)

Prefazione di Aldo Agosti

Edizione: 2013

Ristampa: 1^, 2014

Collana: Studi Storici Carocci (209)

ISBN: 9788843069729

  • Pagine: 376
  • Prezzo:38,00 32,30
  • Acquista

In breve

La vita di Luigi Longo si identifica in misura rilevante con la storia del Partito comunista italiano, ma rappresenta anche un itinerario emblematico della storia del Novecento. Della sua ricchissima biografia, finora poco esplorata, questo volume ricostruisce la prima metà, gli “anni eroici” 1900-1945: dalla Torino operaia di Gramsci e dell’occupazione delle fabbriche ai vertici della Gioventù comunista, all’attività clandestina, alla guida del Centro estero giovanile e poi dell’organizzazione del PCd’i, tra la Svizzera e la Francia. Dalla Mosca del Comintern alla Parigi del Fronte popolare, dalla guerra di Spagna – durante la quale è alla testa delle Brigate internazionali – alla Resistenza – che pure lo vede al vertice delle Brigate Garibaldi e del Corpo volontari della libertà –, “Gallo” vive da protagonista momenti decisivi del secolo breve, assieme alla sua compagna Teresa Noce e ad altri dirigenti comunisti come Pietro Secchia e Palmiro Togliatti, col quale proprio in questi anni si delinea un asse destinato a durare anche nel secondo dopoguerra.

Indice

Ringraziamenti e fonti consultate

Prefazione di Aldo Agosti

1. Da Fubine a Torino. “Lo studente” diventa comunista(1900-20)

L’infanzia, la formazione, l’avvicinamento al socialismo/Da giovane socialista a giovane comunista

2. Dirigente della FGCI. La lotta allo squadrismo fascista e il primo viaggio a Mosca (1921-22)

Il Congresso di Livorno e quello di Fiesole/Primi passi da dirigente della FGCI/I problemi della propaganda, la “conquista delle masse”, le “squadre comuniste”/Il primo viaggio a Mosca e il IV Congresso del Comintern

3. Nella clandestinità, responsabile della FGCI nel Nord Italia. Il distacco da Bordiga, il Congresso di Lione, lincarico nel KIM (1923-26)

Il primo arresto/Il distacco da Bordiga/Il Congresso di Lione/Rappresentante della FGCI al KIM

4. Alla guida del Centro estero della FGCI. Il confronto con Togliatti, le premesse della svolta (1927-28)

Il dibattito sulla rivoluzione italiana. Il confronto a Mosca, la lettera di Longo/Tra Parigi e la Svizzera, a capo del Centro estero FGCI. Il dibattito sulla “lotta per la pace” e Assemblea repubblicana/La II Conferenza del partito e quella della FGCI/Nuove discussioni tra Mosca e la Svizzera. Una missione in Italia

5. Protagonista della svolta (1928-30)

Al VI Congresso del Comintern/L’arresto in Svizzera e la ripresa del dibattito sull’organizzazione/Il plebiscito fascista, la giornata del 1° agosto, il X Plenum/Il caso Tasca e il rapporto Gallo sull’organizzazione del partito/L’asse con Togliatti, lo scontro con i “tre”, la “svolta”

6. Responsabile dell’organizzazione (1930-32)

La svolta alla prova/Il IV Congresso del PCd’I/I problemi dell’organizzazione, la polemica con GL/La “svolta nella svolta” e la dimensione internazionale della lotta

7. Tra Mosca e Parigi. Rappresentante italiano al Comintern,

protagonista dell’unita d’azione (1933-36)

A Mosca, rappresentante italiano nella IC. La corrispondenza con Togliatti/Il ritorno a Parigi e il patto d’unita d’azione col PSI/Dall’unita d’azione ai fronti popolari. Il VII Congresso della IC, la lotta contro la guerra d’Etiopia, il confronto con Rosselli/I problemi della politica unitaria, l’asse Mussolini-Hitler

8. Nella guerra di Spagna, alla testa delle Brigate internazionali (1936-39)

L’inizio del conflitto. Commissario politico della XII Brigata/Da Albacete a Guadalajara. Ispettore generale delle Brigate internazionali/L’incontro di Annemasse e il ritorno in Spagna/L’ultimo anno di guerra

9. L’Unione popolare, il Vernet, Ventotene (1939-43)

Il ritorno in Francia, l’esperienza dell’Unione popolare al Vernet/Nelle mani del nemico. Da Regina Coeli a Ventotene

10. Alla guida della lotta di Liberazione (1943-45)

Il confronto tra i centri dirigenti del PCI, l’inizio della Resistenza, i distaccamenti “Garibaldi”/Tra lotta partigiana e mobilitazione operaia. La riflessione sui CLN/Alla guida della lotta di Liberazione/Sulla via dell’insurrezione nazionale

Indice dei nomi

Recensioni

Antonio Carioti, Corriere della sera, 19-03-2014

Per gli storici la prima metà del XX secolo è un campo minato: fascismo, comunismo, guerre mondiali restano materie roventi. Forte è la tentazione, per chi ricostruisce gli eventi, di ergersi a giudice severo (se non tendenzioso) di coloro che allora agirono, senza sforzarsi di comprenderne le motivazioni. E poi c’è l’errore opposto, frequente nelle biografie: assecondare il punto di vista del protagonista, fino a comporre una trama piuttosto deterministica, in cui quasi ogni comportamento trova con naturalezza la sua giustificazione.

Non va esente da questo limite il pur ricco e interessante libro di Alexander Höbel Luigi Longo, una vita partigiana (1900-1945), edito da Carocci, che segue passo passo, fino alla Liberazione, l’attività del dirigente comunista alessandrino che fu all’avanguardia contro il fascismo, in esilio, in Spagna e nella Resistenza, per raccogliere poi nel 1964 (Höbel ne parlerà in un auspicabile secondo volume) la successione di Palmiro Togliatti alla guida del Pci. Il saggio contiene tutto ciò che è necessario sapere per capire le ragioni che spinsero Longo alla militanza rivoluzionaria, per apprezzarne il coraggio, la determinazione, le doti umane, le capacità organizzative e la «furbizia contadina», per valutare la solidità della sua intesa di fondo con Togliatti. Resta invece un po’ in ombra lo stalinismo, con la realtà fosca delle sue pratiche di potere, cui il Pci non fu certo estraneo.

Per esempio il tema dello scontro all’interno del campo repubblicano nella guerra civile spagnola non viene approfondito, anche se Höbel osserva che Longo fu «partecipe» della campagna stalinista contro anarchici e marxisti eretici, sfociata in una violenta repressione. Assai fuggevole e un po’ fuorviante è anche l’accenno ai dissidi in Friuli tra le brigate comuniste Garibaldi e la formazione moderata Osoppo, che venne poi colpita brutalmente con la strage di Porzus. Insomma, i «prezzi molto alti» pagati dal Pci per farsi strada in quell’epoca di ferro e di fuoco, richiamati da Aldo Agosti nella prefazione del volume, avrebbero meritato qualche spazio in più. Il fatto è che non si rende un buon servizio all’antifascismo sottacendo i suoi lati «più contraddittori e oscuri» (parole sempre di Agosti), come fa per esempio Massimo Recchioni nel libro Francesco Moranino, il comandante «Gemisto» (DeriveApprodi), dedicato alla figura forse più controversa della Resistenza comunista piemontese.

Moranino, già vittima del tribunale speciale fascista, fu un audace comandante garibaldino, che nel dopoguerra, divenuto deputato, venne incriminato e condannato per aver ordinato l’uccisione di cinque partigiani non comunisti e delle mogli di due di loro. Fuggì nell’Est europeo per sottrarsi al carcere, poi fu graziato e amnistiato. Spesso è stato raffigurato come un assassino sanguinario, anche da Giampaolo Pansa nel suo recente libro Bella ciao (Rizzoli), e il volume di Recchioni ha il pregio di restituirci un profilo più umano del personaggio.

Nel merito però la tesi che i cinque eliminati potevano essere spie e le loro mogli potevano diventarlo convince fino a un certo punto. Anche la magistratura la prese in considerazione e infatti gli esecutori materiali dell’eccidio vennero scagionati. Ma i giudici ritennero che Moranino fosse consapevole che quei cinque non erano al servizio dei fascisti (per non parlare delle due donne) e su questo nodo Recchioni non fornisce dati sufficienti a suffragare la tesi innocentista, anche perché sull’andamento dei processi si sofferma troppo poco.

Certo, tenendo conto di quanti fascisti non meno spietati di Moranino rimasero impuniti grazie alle varie amnistie, si può pensare che con «Gemisto» la giustizia abbia avuto la mano pesante. Del resto alla fine ne uscì senza scontare un giorno di carcere e anzi tornò in Parlamento. Ma il problema vero resta la difficoltà di guardare a quegli anni tragici con più equilibrio, superando l’abitudine manichea di dividere il mondo in buoni e cattivi.

Alexander Höbel, Luigi Longo, Una vita partigiana, Prefazione di Aldo Agosti, Carocci 2013, pp. 374, € 38

Massimo Recchioni, Francesco Moranino, il comandante «Gemisto». Un processo alla Resistenza, prefazioni di Pietro Ingrao, Alessandra Kersevan, Lidia Menapace, DeriveApprodi 2013, pagine 190, € 17

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