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Giovanni e Gesù

Edmondo Lupieri

Giovanni e Gesù

Storia di un antagonismo

Edizione: 2013

Collana: Frecce (161)

ISBN: 9788843068401

In breve

Dalle paludi della Mesopotamia alle nebbie azzurrognole delle montagne del Chiapas, la figura di Giovanni Battista e quella di un suo probabile discepolo, quel Gesù poi diventato più famoso di lui, appaiono legate in un abbraccio ideale che talora ne soffoca una, più spesso esalta entrambe, ma qualche volta le trascina assieme negli abissi della tenebra satanica. Il libro attraversa alcune religioni tardoantiche (giudaismo, samaritanesimo, cristianesimo, mandeismo, islam) e altre da esse derivate, dalle conventicole gnostiche ai culti tribali amerindiani, fino ad arrivare a gruppi religiosi recentissimi, dispersi nella nebulosa del New Age. Lo scopo dell’indagine è capire come sia stato possibile che due predicatori – forse profeti – palestinesi, uniti da un comune destino di morte per mano delle autorità politico-militari, siano sopravvissuti nella fede e nell’immaginario di popolazioni sparse su tutto il globo assumendovi caratteristiche talora antitetiche, in ogni caso lontane da quella che possiamo immaginare come la realtà storica in cui nacquero, vissero e finirono giustiziati.

Indice

Premessa

Prologo

1. Il Battista e il Nazareno

Parallelo e subordinazione

Il battesimo e la morte

La versione di Luca

La reazione di Matteo

Il quarto evangelista

2. Verso la storia

Giuseppe Flavio

Giovanni e Gesù

3. Il santo e il Dio

Confronto improponibile

Le libertà degli apocrifi

Il padre dei monaci

4. Il Cristo e l’Anticristo

Cristianesimo e cristianesimi

L’eresia del male

Fra consustanzialità e demonizzazione

Verso Oriente

Giovanni Cristo

5. Un Cristo satanico

Dalle paludi della Mesopotamia

Il Vangelo secondo i mandei

Il Libro di Giovanni

Il battesimo del Messia

Antenati e fondatori

6. Destini comuni

Due malfattori?

Profeti di Allah

Il dio dell’acqua e il dio del mais

7. Fede e ragione

Riferimenti bibliografici

Letture consigliate

Indice delle fonti citate

Indice dei nomi moderni

Recensioni

, Paulus 2.0, 28-05-2013

Ritorna in libreria, in una forma completamente rivista e aggiornata, Giovanni e Gesù. Storia di un antagonismo di Edmondo Lupieri. Della prima edizione (Mondadori, 1991), il volume ha conservato freschezza e agilità: due caratteristiche che si aggiungono da un lato all’enorme competenza dell’autore, tra i massimi conoscitori a livello mondiale delle tradizioni relative al Battista, e dall’altro al carattere unico e innovativo di questo suo contributo. A tutt’oggi, in effetti, non ci sono studi che affrontino il problema del rapporto fra Giovanni e Gesù con un così ampio respiro. L’indagine offerta da Lupieri, ora arricchita nelle note e nell’apparato bibliografico, spazia con disinvoltura e acribia dalle fonti più antiche, che comprendono ovviamente l’opera di Giuseppe Flavio e il testo dei quattro vangeli canonici, fino al continente sommerso – e spesso ancora inesplorato – rappresentato dalla letteratura apocrifa, dagli scritti gnostici, dalle fonti rabbiniche e dai primi autori dell’Islam. Non mancano poi le incursioni in territori inconsueti, come quello dei culti tribali dell’America Latina, con le infinite rifrazioni di quella che oggi definiamo «religiosità popolare», ma che è stata per lungo tempo una normale espressione di fede per milioni di cristiani. Aiutato da uno stile coinvolgente, che però non cede mai alle facili approssimazioni di tanta saggistica divulgativa, il testo di Lupieri guida il lettore attraverso venti secoli di storia, ricostruendo i mille rivoli scaturiti dalla memoria del Battista, e dalla comprensione del suo rapporto con quello che fu il più illustre tra i suoi sostenitori: Gesù di Nazareth.

Paulus 2.0

Mario Iannaccone, Avvenire, 08-06-2013Stefano Stimamiglio, Famiglia Cristiana, 09-06-2013Raffaele Nigro, Gazzetta del mezzogiorno, 13-06-2013Antonio D'Ettoris, Corriere del Sud, 01-07-2013Edoardo Borra, Gazzetta d'Alba, 02-07-2013Fabrizio Mastrofini, Vatican Insider, 11-07-2013

Giovanni Battista è stato un precursore di Gesù perchè ha fornito i presupposti per «denazionalizzare» il messaggio di salvezza; infatti Luca e Matteo lo presentano come colui che estende la misericordia divina fuori da Israele. Tuttavia la figura di Giovanni è presente in altre tradizioni antiche, fino a sbarcare nei miti amerindi. Mettere in luce le diverse tradizioni ed il loro significato è il pregio dell’ultimo libro del prof. Edmondo Lupieri, docente alla Loyola University di Chicago (una Università dei gesuiti). In questo caso l’oggetto della ricerca storica è diventato il processo di formazione del mito. Nel libro lo si percorre in due sensi. Il primo è quello dei Vangeli che interpretano teologicamente la storia ed il secondo parte dalle tradizioni religiose tardoantiche e arriva ai culti amerindi che storicizzano i miti.

 

Quale è il nodo di fondo della sua argomentazione su Giovanni e Gesù?

I nodi di fondo sono almeno due: quello, forse in parte insolubile, del rapporto storico fra i due uomini, entrambi vittime di morte crudele nella Palestina del primo secolo, e quindi del perché le loro figure, proiettate nel creduto di religioni diverse, abbiano assunto valenze così  contraddittorie, anche se sempre giocate nella tensione fra continuità e, appunto, antagonismo.

 

Come spiega l'importanza assunta da queste due figure?

L’indagine puramente storica ci conduce sino ad un certo punto. Il credente di tradizione cristiana dovrà accettare che il piano di salvezza, orchestrato da Dio, nel mistero della sua misericordia abbia contemplato la presenza di un precursore e del suo sacrificio, preparatorio in qualche modo di quello del Figlio. In ogni caso, per quanto va oltre l’indagine storica, la ragione dovrebbe accompagnarci, credenti e non, nel necessario discrimine fra le molte e diverse cose che, come esseri umani, siamo o saremmo disposti a credere.

 

In generale, per quanto riguarda l’impegno accademico negli Usa, quali sono i temi portanti della sua ricerca?

In questa parte della mia traiettoria accademica sono sempre più affascinato dallo studio dei meccanismi secondo i quali noi esseri umani rielaboriamo figure o eventi storici all’interno del nostro credo religioso. Presto uscirà una nuova edizione italiana di un libro in cui analizzo le trasformazioni del cristianesimo nel suo incontro con le culture extraeuropee, dall’epoca delle grandi scoperte geografiche sin quasi ai giorni nostri. Quindi ho in cantiere un lavoro a molte mani sulla costruzione e gli sviluppi dell’immagine di Maria Maddalena, dal Nuovo Testamento alla New Age, nonché uno, anche questo in collaborazione, sull’idea del Vitello d’Oro nelle tradizioni giudaiche, cristiane e islamiche.

 

Lei si occupa molto dei rapporti tra fede e ragione. È sufficente dire che devono procedere insieme (la nuova alleanza di cui ha spesso parlato Benedetto XVI)?

Per questo particolare aspetto, mi sento molto in sintonia con il magistero di Benedetto XVI. In un universo di 16,8 miliardi di anni, anche se forse alcuni non se ne sono accorti, non solo non c’è spazio per il vecchio barbuto seduto sulle nuvole con il triangolo in testa, ma rischia di scomparire anche quello per un Dio personale e provvidente. Quanti fra noi vogliono ancora considerarsi credenti in un mondo post-darwiniano, devono necessariamente accettare la sfida aperta del dialogo franco con le scienze. Lo strumento privilegiato per tale dialogo è la ragione, quella ragione che a mio avviso dovrebbe guidarci a una fede non dogmatica, bensì dubbiosa e pensante, tale da permetterci di evitare il gorgo del fondamentalismo e insieme quello del relativismo assoluto.

 

Lei ha nel suo bagaglio l'esperienza italiana e quella statunitense. Come si configura per lei uno stato laico e quali rapporti deve avere con le confessioni religiose?

Proprio negli Stati Uniti d’America che, nella loro prima istituzione, insegnarono al mondo civile la separazione fra lo stato e le chiese, vedo con molta preoccupazione crescere il coinvolgimento di centri di potere religiosi nella gestione della cosa pubblica, negli intrighi del mondo finanziario, nelle stanze del potere politico. La storia del Vecchio Mondo dovrebbe insegnare quanto un tale coinvolgimento, se pure sembra portare vantaggi immediati a questa o quella chiesa, alla fine porta un impoverimento di tutti, causato dal tradimento degli ideali evangelici. Il sia pur breve magistero di papa Francesco mi pare esemplare in questa direzione.

Vatican Insider


, Il Popolo, 01-08-2013Armando Torno, Corriere della sera, 01-09-2013Donatella Ferrario, Jesus, 01-10-2013Gianfranco Ravasi, Il Sole 24 Ore, 27-10-2013

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