Carocci editore - Moda

Password dimenticata?

Registrazione

Moda

Sofia Gnoli

Moda

Dalla nascita della haute couture a oggi

Edizione: 2012

Ristampa: 6^, 2017

Collana: Sfere (68)

ISBN: 9788843063390

In breve

Dall’egemonia francese della seconda metà dell’Ottocento a oggi, il volume ripercorre la storia della moda così come si è venuta ad affermare nella sua fase moderna quando con Charles Frederick Worth nacque la fi gura del sarto inteso non più come semplice artigiano, ma come ideatore di fogge, per arrivare all’età contemporanea. Accanto ai profi li dei più importanti designer internazionali da Chanel a Dior, da Armani a Valentino, da Gucci a Prada, vengono ricostruite le tappe fondamentali dell’affermazione della moda e seguiti i suoi passaggi dalla haute couture al prêt-à-porter, fino alla globalizzazione e alla fast fashion che hanno caratterizzato il primo decennio del Duemila.

Indice

1. Tra haute couture francese e moda italiana
Da Rose Bertin a Charles Frederick Worth
"Una moda di pura arte italiana"
Verso la semplificazione delle fogge
Paul Poiret: il sultano della moda
Mariano Fortuny e Maria Monaci Gallenga
2. La guerra e la garçonne
La flapper e la garçonne
Chanel e la donna moderna
Madeleine Vionnet: la purezza della linea
Le "battaglie della moda"
Contaminazioni: l’influenza del Futurismo
3. Femme fatale o angelo del focolare?
Matrimoni regali
Pagine di moda
Il modello hollywoodiano e i telefoni bianchi
Elsa Schiaparelli: l’arte è di moda
Una questione scottante: lo sport
4. L’autarchia
L’Ente nazionale della moda
Salvatore Ferragamo: il "calzolaio dei sogni"
I tessuti autarchici
La moda alla vigilia della guerra
5. La moda di guerra e la "donna fiore"
La moda durante la Seconda guerra mondiale
Christian Dior e il new look
Balenciaga: il "Picasso della moda"
6. Roma Hollywood sul Tevere
Vacanze romane
Le Sorelle Fontana e il battesimo della moda italiana
Emilio Schuberth o del fasto romano
Roberto Capucci: lo scultore della seta
7. Le signore dello stile italiano
Lo "snob appeal" e Irene Brin
Gabriella di Robilant: una pioniera dello sportswear
Simonetta: "The Glamorous Countess"
Giovanna Caracciolo e Irene Galitzine: le principesse della moda
I drappeggi di Fernanda Gattinoni e il nitore estetico di Maria Antonelli
Le regine della Scala
8. Firenze e la Sala Bianca
Giorgini e la Sala Bianca
Emilio Pucci: "The Prince of Prints"
Gli ultimi fuochi d’artificio e l’inizio del tramonto della Sala Bianca
"Rosso" Valentino
9. La democratizzazione della griffe
Gli anni sessanta: verso il prêt-à-porter
Yves Saint Laurent: tra haute couture e street-style
La Swinging London: tra musica e moda
Il ready to wear americano: i casi di Roy Halston e di Diane von Fürstenberg
La contestazione giovanile e l’antimoda
Dal couturier allo stilista: Walter Albini
10. Il made in Italy
La nascita del made in Italy
Due esempi: Max Mara e Genny
Giorgio Armani: il re del cross-dressing
Gianni Versace: la sublimazione del corpo
Gianfranco Ferré: l’architetto delle forme
Krizia e Missoni: fra tradizione e innovazione
Le nuove leve: Moschino, Gigli e Dolce & Gabbana
11. La globalizzazione
Il supermarket degli stili
La new wave inglese e i "sei di Anversa"
Miuccia Prada: l’equilibrista del rischio estetico
Gucci: da Tom Ford a Frida Giannini
Fendi: l’arte della sperimentazione
Antonio Marras: artigiano di storie
12. All’alba del terzo millennio
La moda dopo l’11 settembre: dai brics alla fast fashion
Il valore dell’heritage tra recupero dell’artigianato e moda etica
Verso il nuovo Rinascimento della moda italiana
Note
Bibliografia
Indice dei nomi

Recensioni

Sabrina Fallea, Vogue, 01-04-2012, virgilio, 13-04-2012, la Repubblica, 14-04-2012, Europa, 14-04-2012Maria Vittoria Alfonsi, L'Arena, 16-04-2012, www.it.fashionnmag.com, 16-04-2012Serena Tibaldi, Velvet_la Repubblica, 01-05-2012Eva Grippa, D_ la Repubblcia, 12-05-2012Gianna Greco, Io Donna, 19-05-2012, Il Tempo, 20-05-2012, Vanity Fair, 21-05-2012

Da Charles Frederich Worth, primo sarto couturier alle grandi maison dei giorni nostri: Sofia Gnoli autrice di Moda. Dalla nascita della haute couture a oggi (Carocci editore, pp. 368, 34 euro)ripercorre passo passo l’ascesa di griffe del calibro Chanel, Dior, Armani, Valentino, Gucci e Prada e l’affermazione delle catene fast fashion nell’era della globalizzazione passando per l'evoluzione del costume femminile durante le due Guerre Mondiali e il fenomeno hollywoodiano italiani a Cinecittà.

, Adnkronos, 24-05-2012

Presentato all'Orto Botanico di Roma, il libro di Sofia Gnoli sulla storia della 'Moda, Dalla nascita della haute couture a oggi'. Il maestro Roberto Capucci colpito dal ritratto del 'ciabattino' Ferragamo (ASCOLTA): ''Il successo arriva con calma e solo se dedichi al lavoro il 100% della vita''. Silvia Fendi: ''Il futuro della moda italiana? Si scrive anche sul passato''.

''Un libro che parla dei creatori della moda. Ma non è una biografia completa degli stilisti. In poche pagine, tre quattro per ciascuno, l'autrice descrive il carattere, lo stile, il modo di lavorare e il tipo di clientela di ogni sartoria. E' questo il tratto affascinante del libro''. Il maestro dell'Alta moda italiana, Roberto Capucci usa l'aggettivo ''meraviglioso'' per il libro di Sofia Gnoli 'MODA - Dalla nascita della haute couture a oggi' (Carocci editore), presentato mercoledì nella cornice dell'Orto botanico di Roma, alla presenza tra gli altri, di Silvia Venturini Fendi e Bonizza Giordani Aragni.

Trecentosessantotto pagine, con un centinaio di immagini, in cui la giornalista ('Il Venerdì' di Repubblica 'Vogue') e insegnante di storia della Moda alla Sapienza di Roma ripercorre la storia della moda a partire dal primo sarto Frederick Worth all'età contemporanea. Un percorso che attraverso stilisti come Chanel, Dior, Armani, Valentino, Gucci ricostruisce il passaggio dall'Alta moda al pret-à-porter fino alla globalizzazione e alla fast fashion del nostro Duemila. ''Il pret-à-porter è un fenomeno più importante dell'alta moda, che ormai è una professione che sta sparendo perché dedicata solo ad una elite. Anche se io lo conosco poco, facendo solo haute couture'', ammette lo stilista 81enne, dall'alto dei suoi 62 anni di lavoro.Capucci ricorda il monopolio della Francia, la nascita all'inizio del '900 delle prime sartorie italiane, la figura del marchese Giorgini (''grande mecenate di Firenze, che negli anni '50 diede inizio alla moda italiana. Un uomo eccezionale ma dimenticato solo ultimamente gli hanno dedicato una lapide nella strada in cui abitava''). Ma il ritratto che lo ha colpito di più è quello di Salvatore Ferragamo. ''Un 15enne che lascia il suo paese nel napoletano, Bonito, per andare in America a fare il ciabattino e che poi è diventato Ferragamo. E' la dimostrazione per tutti i giovani che il nostro lavoro non è solo divertimento. Sacrifici, aspettative, dolori e soddisfazioni. Il successo, la notorietà arrivano con calma e solo se dedichi al lavoro il 100% della vita''.Storia, documenti, aneddoti. Ma quel che fa la differenza nel libro della Gnoli è la capacità di non annoiare il lettore perché, come sottolinea Bonizza Giordani Aragno, ''la storia degli stilisti è importante ma tutto dipende da come viene raccontata, a volte ci si può anche addormentare''.La scarsa capacità italiana di sfruttare, in maniera competitiva e guardando all'oggi, il 'bagaglio' costruito negli anni, è il punto dolente individuato dalla Fendi. ''Ci sono pochi paesi capaci di riempire pagine e pagine. La Francia detiene il primato storico ma, secondo me, lo detiene insieme all'Italia'', dice la stilista, pilastro del pret-à-porter italiano, nonché dell'attuale settore degli accessori. ''L'Inghilterra arriva dopo, l'America recentemente sta cominciando, facendo sistema in maniera compatta, a trovare un suo posto sempre più importante nel panorama internazionale - continua la stilista - In questo l'Italia non è stata capace di creare un sistema, soffriamo un po'. I libri di moda sono una rarità mentre in altri paesi la moda riempie non solo pagine e pagine di libri ma anche musei. Abbiamo un panorama storico vastissimo che dovrebbe trovare uno sbocco in un Museo nazionale della Moda'', afferma rilanciando una storica proposta che continua a rimanere nel mondo dei sogni.Per la Fendi ''il futuro della Moda italiana si deve scrivere anche sul passato. Ci sono paesi come la Cina che incalzano, che non hanno e che adorerebbero avere una storia del genere alle spalle. Pensate che ormai le settimane della moda sono più di 100, è un settore sempre più agguerrito dove i paesi hanno capito che non c'è solo un indotto commerciale ma anche culturale. Noi abbiamo la fortuna di avere una enorme legittimità ma dobbiamo fare sistema''.

, www.imore.it, 30-05-2012, Burda style, 01-06-2012Diana Barbetta, Fashion Illustrated, 01-06-2012Maura Badusci, www.imore.it, 12-06-2012

Il ciclo di seminari intitolato “I Professionisti della Moda” inaugurato a dicembre con l’intervento del Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli, si è concluso il 31 maggio: gli studenti del Corso di Scienze della Moda e del Costume dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il Direttore Creativo di Fendi e Presidente di AltaRoma Silvia Venturini Fendi.

L’incontro è stato introdotto da Alessandro Saggioro, Presidente dell’Area didattica in Scienze della Moda e del Costume della Sapienza e si è concluso con l’intervento della docente, giornalista e scrittrice Fabiana Giacomotti. Ha presieduto all’incontro Sofia Gnoli, storica della moda e giornalista per testate come Vogue e Il Venerdì di Repubblica, docente presso l’Università romana. L’ultimo libro dell’autrice “Moda. Dalla nascita della haute couture a oggi” (edito da Carocci) sta riscuotendo un grande successo è stato presentato il 23 maggio nella spettacolare cornice dell’Orto Botanico capitolino, alla presenza della stessa Venturini Fendi, di Roberto Capucci e di Bonizza Giordani Aragno.

La relatrice d’eccezione ha conquistato l’uditorio e ha risposto a numerose domande degli studenti, il suo intervento è partito dalle origini, l’infanzia e i ricordi legati all’atelier, alla base del legame fra la straordinaria creativa e il mondo della moda. Silvia Venturini Fendi ha praticamente “respirato moda” sin dalla nascita e ha capito, da subito, che l’universo del fashion sarebbe stato il suo futuro. Ha saputo conservare il suo posto al timone dell’azienda di famiglia, anche dopo l’acquisizione da parte della holding del lusso Louis Vuitton Moët Hennessy, grazie ad indiscutibili capacità professionali e personali.

Fra gli innumerevoli meriti e primati della maison Fendi va ricordata la capacità di rivoluzionare la concezione classica di un capo glamour come la pelliccia, che è stata reinventata perdendo la sua accezione tradizionale di status symbol. Le sorelle Fendi e Karl Lagerfeld tolsero strati di fodera, iniziarono a mostrare la parte “meno interessante”, a tagliuzzare pelli e pellicce, a renderle reversibili e a tingerle. Fendi fu la prima azienda ad applicare i principi della Convenzione di Washington quando questi, non erano stati ancora tradotti in legge. Oggi l’azienda è un brand globale, protagonista assoluto e con tutte le sue linee, del mondo del fashion internazionale.

Fra le geniali invenzioni di Silvia Venturini Fendi è impossibile non ricordare la Baguette, la prima hit bag, borsa di culto lanciata nel 1997 che ha letteralmente rivoluzionato il settore della pelletteria. La Baguette è nata “per una disobbedienza”, poiché rispose in modo sovversivo alla richiesta di realizzare una borsa minimal, in linea con il gusto degli anni ’90. Silvia Fendi ha ideato, invece, un prodotto unico dotato di un successo planetario e inossidabile, minimal esclusivamente nella forma: un inno alla creatività e all’individualità. La Baguette fu la prima borsa con un nome proprio e una personalità indipendente (fino a quel momento, le borse più note ereditavano il nome di una celebrity o di una diva che le aveva amate e indossate). La Baguette interamente realizzata a mano e in numerose versioni, ha generato una vera e propria febbre; proprio in questi giorni è uscito il volume illustrato “Fendi Baguette” edito da Rizzoli e firmato da Silvia Venturini Fendi che celebra i primi 15 anni di questa creazione iconica insignita nel 2000 del Fashion Group International Award per la sezione Accessori.

La stilista ha sottolineato l’importanza della libertà e del coraggio nell’atto della creazione. Ha parlato della Scuola Romana e della specificità del marchio, come elemento fondamentale per costruire un futuro e avere successo in un mercato estremamente competitivo. La fedeltà nei confronti delle radici, il DNA di un brand, diventano oggi argomenti centrali per l’universo della moda. L’Italia possiede assieme alla Francia, e rispetto ad altri paesi, una tradizione e una storia importantissima ma per utilizzare al meglio questo vantaggio“bisogna capire che la moda non è semplicemente legata a qualcosa di effimero e all’atto del consumo, ha anche una valenza molto importante a livello culturale” ha sottolineato Silvia Venturini Fendi che ha accettato la proposta di diventare Presidente di AltaRoma alla luce di queste convinzioni, ha capito l’importanza di “fare sistema” credendo profondamente nelle grandi risorse che il nostro paese vanta, non solo nel campo della moda, ma anche del design e dell’arte. La Presidenza del Direttore Creativo di Fendi, alla guida dell’Alta Moda capitolina, ha sempre puntato su una serie di fattori chiave come la valorizzazione del talento dei giovani creativi, la tutela, il rilancio e lo sviluppo della manualità e delle competenze artigianali.

Who is On Next?, concorso per giovani talenti nato nel 2005 e organizzato assieme a Vogue Italia, che prevede ormai una forte sinergia con la Settimana della Moda di Milano e con Pitti Uomo e Bimbo, è divenuto uno dei contest più importanti a livello mondiale per la scoperta e il lancio di nuovi fashion designers. Nell’ambito di AltaRoma l’idea di artigianalità si lega a una fortissima carica innovativa e di sperimentazione creativa. Iniziative come AI Fair danno spazio a giovani creativi che propongono i loro pezzi unici e le loro serie limitate. A gennaio è stato inaugurato il progetto Room Service che dà la possibilità ai giovani di vendere le loro creazioni “dal produttore al consumatore” saltando la catena dei buyers e instaurando un rapporto diretto con la clientela (una logica particolarmente coerente con il rituale classico dell’alta moda); non bisogna dimenticare progetti speciali come Limited/Unlimited e le iniziative di Re-edition.

Silvia Venturini Fendi stimolata dalle domande e dalle riflessioni di Sofia Gnoli ha quindi approfondito alcuni argomenti, dalla nascita della Peekaboo, borsa regina del lusso sussurrato, al rapporto profondo che la lega a Karl Lagerfeld. Il Direttore Creativo per le linee di accessori e la moda maschile di Fendi ha raccontato il legame personale e gli anni di lavoro passati assieme a Kaiser Karl, a sua volta eccezionale Direttore Creativo della moda donna della maison e Direttore Creativo di Chanel. L’inizio del rapporto professionale di Lagerfeld con la griffe romana risale al 1965, dando vita, probabilmente, alla collaborazione più duratura nel mondo della moda fra una maison e un fashion designer. E’ emerso il ritratto di un uomo geniale, dotato di un grande temperamento e di un vivace senso dell’umorismo, in possesso di una cultura eccezionale e di un’intelligenza particolarmente acuta. Una personalità fuori dal comune, oltre la perfezione delle sue creazioni, che Silvia Venturini Fendi ha definito fondamentale per la sua formazione, che le ha insegnato a guardare sempre avanti.

Nel corso dell’incontro con gli studenti della Sapienza, sono stati proiettati video relativi a prodotti, sfilate e progetti citati nel dibattito.

Sergio Caroli, Gazzetta di Parma, 25-07-2012Erika Re, FilmTv, 26-08-2012Sergio Caroli, La Sicilia, 14-09-2012Roberta Scorranese, Corriere della sera, 20-09-2012Giorgio Dell'Arti, La Stampa, 07-09-2013Gennaro Malgeri, Il Giorno, 27-09-2013Gabi Scardi, L'Indice dei libri del mese, 01-09-2014, Burda style, 01-05-2016Massimiliano Panarari, MODENA MONDO OUTLOOK, 01-06-2016