Carocci editore - Dervisci

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Dervisci

Alberto Fabio Ambrosio

Dervisci

Storia, antropologia, mistica

Edizione: 2011

Ristampa: 1^, 2012

Collana: Quality paperbacks (358)

ISBN: 9788843060955

  • Pagine: 192
  • Prezzo:16,00 15,20
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In breve

Chi sono i dervisci? Perché la loro danza è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio intangibile dell’umanità? A che cosa si deve il profondo interesse che la confraternita Mevleviye ha suscitato e continua a suscitare in Europa e in Nord America? Partendo dalla vita, le opere e il pensiero di Mevlâna Rûmî, il più importante poeta mistico dell’Islam a cui tale confraternita si ispira, il testo ripercorre in chiave storica e antropologica i rituali e le pratiche di iniziazione e formazione dei dervisci, colmando un vuoto ingiustificato e offrendo al lettore l’opportunità di apprezzare la loro raffinata cultura, nonché la loro celebre danza, il semâ.

Indice

Note sulla traslitterazione e la traduzione
Introduzione
1. Rûmî, un appassionato di Dio
Dal viaggio esteriore al viaggio interiore
La poetica, espressione di una mistica
Pensiero mistico in versi
2. La storia della confraternita: fra tradizione e creazione
Le fonti e i problemi della storia mevlevî
Dal regno dei selgiuchidi alla soppressione: una confraternita ottomana
La rinascita della tradizione: dal 1925 a oggi
3. Geografia dell’espansione mistica
L’Anatolia per culla e l’Impero ottomano per orizzonte
L’organizzazione del potere spirituale
Le grandi figure dell’espansione
4. Architettura sacra: gli spazi per Dio
Il "convento" mevlevî
Spazi esteriori ed educazione interiore
Dall’abito agli oggetti: lo spirito della cultura materiale
5. Iniziazione e arcano
Entrare nella confraternita
Il patto spirituale
La formazione: dalla cucina alla cella
6. La cultura dei dervisci
A tavola con i dervisci
Letteratura e calligrafia
Musica, maestro!
7. Il cammino iniziatico nella confraternita
L’adab mevlevî: l’etichetta sufi
La scala della progressione spirituale
Oratio secreta: il nome di Allah
8. Un Dio che danza: il semâ
Una storia della danza sufi
Il rituale
Tra simboli ed estasi
9. La mistica universale
Rûmî, i dervisci e l’Occidente
Un patrimonio spirituale dell’umanità
Deus absconditus e Deus fugens
Conclusione
Appendice
Bibliografia
Indice analitico

Recensioni

Maurizio Schoepflin, Libero, 15-09-2011
A Edmondo De Amicis, che ebbe l'opportunità di incontrar li durante il suo soggiorno sulle rive del Bosforo in qualità di inviato de La Nazione, non piacquero affatto. Nel volume Costantinopoli, edito nel 1879, considera la loro famosa danza «Una fredda rappresentazione teatrale» e scrive severo: «Male estasi, i rapimenti, i volti trasfigurati, che tanti viaggiatori videro e descrissero, io non li vidi ... Vìdi anzi delle risa represse ... Ah gl'ipocriti!». Ma di chi sta parlando l'autore di Cuore? Nientemeno che dei dervisci, la cui danza, che tanto deluse lo scrittore di Oneglia, nel2007 è stata proclamata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Essi costituiscono una confraternita religiosa, nata all'interno dell'islam, portatrice di tradizioni da molti (per esempio la cultura New Age) considerati di rara profondità e raffinatezza.
Un contributo chiaro alla comprensione di questa componente della religione musulmana lo dà il frate domenicano Alberto Fabio Ambrosia, docente presso la Pontificia Università Gregoriana, che nel libro Dervisci. Storia, antropologia, mistica (Carocci, pp. 190, euro 16) offre al lettore le informazioni necessarie per capire questa complessa realtà, dall'architettura dei loro" conventi" alla formazione dei neofiti, dall'alimentazione alla preghiera, dall'abbigliamento al rituale della danza, vero culmine mistico. Furono i francesi a definire derviches tourneurs (dervisci rotanti) gli adepti a una comunità che si ispirava alla figura e al messaggio di Rùmì, il grande poeta persiano del XIII secolo considerato il più alto cantore del sufismo. Il termine derviscio sta genericamente a indicare i sufi dell'area storico-geografica persiana e ottomana: «Tradotto in termini spirituali», scrive Ambrosia, «il derviscio è colui che, bisognoso di Verità, si mette alla ricerca e bussa alla porta di coloro che possono aiutarlo a trovarLa>>. L'autore dedica i primi tre capitoli alla storia della confraternita mistica dei mevlevi, così chiamati dal nome, Mevlàna, di Rùrni; poi si sofferma sulle loro pratiche e infine indica le chiavi di lettura della mistica, dei riti e dei doveri religiosi.
Farian Sabahi, Il sole 24 ore, 12-08-2012, Missioni, 01-02-2016