Carocci editore - Le metamorfosi di Atlantide

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Le metamorfosi di Atlantide

Marco Ciardi

Le metamorfosi di Atlantide

Storie scientifiche e immaginarie da Platone a Walt Disney

Edizione: 2011

Ristampa: 3^, 2017

Collana: Quality paperbacks (342)

ISBN: 9788843057863

  • Pagine: 184
  • Prezzo:14,00 13,30
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In breve

Il mito di Atlantide, la civiltà perduta descritta da Platone intorno al 360 a.C., ha affascinato donne e uomini di ogni epoca ed età. È stato discusso da filosofi e scienziati, specialisti e dilettanti, in migliaia di volumi, saggi e articoli. Ha ispirato tutte le forme d’arte, dalla letteratura al cinema, alla musica, ai fumetti, tanto da rendere difficile distinguere gli elementi scientifici da quelli fantastici, le teorie plausibili da quelle inattendibili. L’unico modo di fare chiarezza è ripercorrere la storia delle metamorfosi del racconto di Platone, analizzando come i diversi generi, dalle testimonianze degli antichi fino alle incredibili avventure dell’universo Disney, si sono sviluppati, intersecati o sovrapposti nel corso del tempo. Soltanto alla fine di questo straordinario viaggio potremo tentare di rispondere alla domanda: dov’era Atlantide?

Indice

Introduzione. Istruzioni di viaggio per la ricerca di Atlantide
1. Dal mito alla scienza
L’origine del mito
Atlantide nel mondo antico
Il Medioevo: dalla fenice alle scoperte geografiche
L’America e Atlantide
L’ipotesi dell’isola atlantica
Lo spostamento delle Colonne d’Ercole
Atlantide non e mai esistita
2. Dalla scienza alla letteratura
Atlantide e Lemuria
L’origine dell’uomo e della civiltà fra scienza ed esoterismo
Le città perdute dei Maya, la scoperta di Troia e Ignatius Donnelly
Deriva dei continenti, civiltà minoica, diffusionismo
Lo spiritismo e la nascita dell’Atlantide esoterica
Le razze colorate e la città delle porte d’oro
I canali di Marte e gli extraterrestri
3. Dalla letteratura al cinema
Fantascienza e fantasy
Burroughs: John Carter e Tarzan
Il racconto di Aelita
La regina Antinea
Conan Doyle e l’abisso di Atlantide
Da Yambo a Namor, principe di Atlantide
4. Dov’era Atlantide?
Archeologia terrestre e archeologia spaziale
Giornalismo, divulgazione e comics
La fine del continente atlantico
Creta e Santorini
Scettici a oltranza
Disney e dintorni
Conclusione. Martin Mystere e la soluzione dell’enigma
Bibliografia
Indice dei nomi

Recensioni

, la Repubblica, 01-05-2011

«Se non puoi fare le vacanze ad Atlantide, tanto vale che te ne resti ai giardinetti della stazione a contemplare sparse bucce d’anguria», scherzavano Fruttero e Lucentini nella loro Breve storia delle vacanze. Ma come si può visitare questo luogo straordinario, verde di frutti e di fiori, popolato di grande varietà d’animali, dagli elefanti alle fenici, ricco di minerali preziosi, abitato da una civiltà superiore, ben governato e di gran gusto urbanistico (con «un’architettura paragonabile forse alla toscana», come avrebbe detto, lusingandoci, Giulio Verne)? La guida tradizionale è Platone, che ci dice di navigare oltre le Colonne d’Ercole; ma per trovare oggi solo mare o quello che resta, in un punto più melmoso, di un antico continente inabissato. E questo perché tra la nostra ambita meta e noi c’è stato purtroppo il diluvio. Come fare allora ad accertare dove sia stata Atlantide, e se sia esistita davvero? Bisogna comunque intraprendere un viaggio. Quello che consiglia Platone ci porta tra Gibilterra e l’America, ma soprattutto istruisce su come concepire filosoficamente il miglior governo. Ci sono poi anche guide letterarie (qualcuno resterà sorpreso a trovare tra coloro che hanno scritto di Atlantide Leopardi, Bacchelli, Tolstoj o Conan Doyle), che ci parlano di un paese colmo di meraviglie sospese tra un passato mitologico, affiorante nella memoria collettiva, e un futuro sognato. E ci sono anche le guide dei geografi e dei geologi, degli archeologi e degli antropologi, dei navigatori e degli esploratori darwiniani, perfino degli spiritisti; quelle che raccolgono e accomodano dati e indizi, e che nell’indicare rotte, forse solo ipotetiche e vane, favoriscono lo stesso intuizioni e “scoperte? (Kant attribuiva la reale scoperta delle Canarie e delle Americhe alla “speranza di trovare gli avanzi? di Atlantide). Alcune di queste guide smentirebbero Platone e ci porterebbero vicino a Santorini, nel Mediterraneo, dove l’evento di un cataclisma terracqueo appare più probabile, e dove la civiltà scomparsa e tramandata nei racconti potrebbe essere la minoica. Altre ancora ci fanno andare più lontano, tra favole e visioni, e le selezionate illustrazioni del libro ce ne danno un’idea. Marco Ciardi, fiorentino, docente di Storia della scienza e della tecnica all’Università di Bologna, è sicuramente il maggior esperto mondiale della storia di Atlantide. Da lui ci si aspetta una risposta su quale agenzia di viaggi sia la più affidabile. La risposta non può essere che quella di uno storico serio, che non cessa mai di rammentarci le raccomandazioni dei maestri, tra cui quelle di uno storico delle idee come Paolo Rossi o di uno storico dell’antichità come Momigliano: le vie della storia attraversano i luoghi più diversi e curiosi, anche quelli delle rappresentazioni cinematografiche e fumettistiche dei fatti (s’impara da Martin Mystère come dalla ricerca d’archivio), ma pagando sempre il dazio alla filologia e a un raffronto scientifico, meglio se scettico, delle ipotesi. Alla fine, ci rassegnamo volentieri all’idea che il bello di farsi portare da un bravo storico sta nel godimento assoluto del viaggio, pur sapendo che potremmo non arrivare mai.

Luca Gasperini, Luce e ombra, 01-06-2011
Il professor Marco Ciardi, storico della scienza con cattedra al-la facoltà di Filosofia di Bologna, dopo una prima ricognizione compiuta quasi un decennio fa (Atlantide. Una controversia scientifica da Colombo a Darwin, Carocci, Roma, 2002) torna a levare le ancore per salpare in direzione di Atlantide, il mitico continente perduto. Ma non a-spettatevi il solito libro a favore o contro l’esistenza di Atlantide, sulla sua scomparsa durante l’era glaciale, o sul suo influsso o meno sulle più antiche civiltà del pianeta e via discorrendo. Di pubblicazioni del genere ne esi-stono a centinaia, dal momento che Atlantide è ancora oggi al centro di dibattiti solitamente condotti con faziosità da scettici e da sostenitori della sua esistenza, che si combattono a col-pi di corpose pubblicazioni nelle quali il continente è inesorabilmente spostato avanti e indietro nel tempo, nello spazio, o nell’immaginazione di questo o quel pensatore. La maggioranza di quelle opere, ribadisce Ciardi, cerca di risolvere il mistero di Atlantide ricorrendo ai mezzi e ai risultati delle più disparate discipline scientifiche; la cosa buffa, o snervante, è che così facendo ogni autore sembra portare a di-fesa della propria tesi dei ragionamenti e degli indizi affatto plausibili, spesso presentati come «le prove definitive», rendendo estremamente difficile, per il lettore, la scelta critica e ponderata di una posizione. La grande assente, che la fa invece da padrona nell’opera del professor Ciardi (e di non molti altri), è la storia e il suo metodo. Analizzare storicamente la “questione Atlantide”, come qualsia-si altra questione, significa non solo ricorrere alle fonti storiche, cosa che fa praticamente qualsiasi autore, ma soprattutto riportare le fonti, qualunque esse siano, al loro contesto, cercando di capire perché in un dato periodo certe teorie e certi discorsi potevano essere plausibili o meno; e non sradicare concetti e dati dal loro ambito, magari con il rischio di falsarne il significato, per avvalorare le proprie tesi e smentire quelle altrui. Riteniamo che l’approccio utilizzato da Ciardi nello scrivere Le metamorfosi di Atlantide, da lui presentato il 27 aprile scorso in una conferenza alla Fonda-zione Biblioteca Bozzano-De Boni, sia sicuramente tra i più corretti: perché Atlantide, prima di essere un luogo o una civiltà antidiluviana, fu ed è un’idea. Idea che l’autore, con acribia e rigore storico (qualità che in genere mancano agli pseudo-archeologi), ricostruisce per noi nel suo lento evolversi, nei suoi percorsi, nei suoi slittamenti semantici, nelle sue metamorfo-si appunto, prestando attenzione a tenere uniti tutti i vari registri del “discorso atlantologico” e dei suoi partecipanti – mitico, scientifico, letterario, cinematografico – e il loro intrecciarsi e sovrapporsi nell'arco di 2500 anni. L’analisi storica dell’idea Atlantide, che si snoda per cinque capitoli, parte dall’origine, il mito platonico contenuto nel Timeo e nel Crizia, passando per il periodo che va fino alla prima metà del XIX secolo, quando Atlantide fu un’ipotesi scientifica a tutti gli effetti discussa da eminenti personalità della storia della scienza, in sede geologica, storica e cronologica, arrivando poi alla seconda metà del XIX secolo, quando cambiò contesto passando dalla scienza all’esoterismo, per inoltrarsi infine nel XX secolo, quando divenne uno dei temi preferiti da scrittori di fantascienza, fumettisti e cineasti, che la fecero entrare prepotentemente nell’immaginario collettivo, pur rimanendo al centro delle indagini e-rudite degli pseudo-archeologi, nonché di quelle più “serie” condotte da varie personalità del mondo accademico. Lo spazio non consente di ricostruire minuziosamente tutti gli argomenti trattati; basti però sapere che il libro è godibilissimo, oltre che istruttivo anche dal punto di vista dei consigli metodologici, e riesce così a sfatare il mito che un libro di storia debba per forza essere noioso o appannaggio di pochi appassionati.Ma allora dov’era Atlantide? A questa domanda, che molti hanno insistentemente posto all’autore, egli risponde che forse non lo sapremo mai, poiché «senza documenti non c’è storia»; anche se, eventualmente, sarebbe giusto attenersi alle indica-zioni fornite da Platone, la fonte originaria, e cercarla oltre le Colonne d’Ercole. Ma la mancanza di documenti non ha impedito che Atlantide continuasse a suscitare interrogativi e a promuovere ricerche, e per Ciardi è giusto che continui così. L’importante è mantenersi in uno stato di apertura critica, cosa che gli scettici accaniti e i sostenitori a oltranza evitano accuratamente di fare. Presupposto imprescindibile per questo stato mentale è l’atteggiamento storico, che permette di destreggiarsi nella complessità dell’argomento: e l’obiettivo di Ciardi è promuoverlo, «così da poter fornire ai lettori uno strumento per stabilire la differenza tra i dati che ancora oggi possono essere considerati scientifici e quelli che non lo sono più. (…) Oppure un mezzo per individuare gli elementi attendibili da un punto di vista scientifico contenuti in un romanzo o in un fumetto, da Jules Verne fino a Topolino». Penso che con Le metamorfosi di Atlantide, così come con Atlantide. Una controversia scientifica da Colombo a Darwin, egli sia riuscito egregiamente nel suo intento.