Carocci editore - Le orecchie e il potere

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Le orecchie e il potere

Le orecchie e il potere

Aspetti socioantropologici dell'ascolto nel mondo antico e nel mondo contemporaneo

a cura di: Andrea Cozzo

Edizione: 2011

Collana: Aglaia (11)

ISBN: 9788843057566

  • Pagine: 280
  • Prezzo:26,50 22,53
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In breve

Il volume, frutto di una ricerca collettiva che parte dall’esigenza di mettere in relazione passato e presente, affronta con taglio comparativo "antichità-attualità" il problema del rapporto tra potere e ascolto. Convinti che uno dei principali nodi della società odierna sia non più la presa di parola, l’accesso alla quale è ormai largamente diffuso, bensì la capacità di dare ed ottenere ascolto, gli autori hanno studiato la tematica indagandone alcune sue specifiche articolazioni. Sono stati così considerati il ruolo e la valenza simbolica e politica dell’orecchio – che metaforicamente rinvia ora a chi obbedisce, ora a chi presta attenzione, ora a chi spia – e le possibilità di implementare la "presa dell’ascolto" in diversi regimi politici della Grecia antica e del mondo di oggi, i problemi della comunicazione tra nemici nella guerra del Peloponneso e in quella condotta da G.W. Bush in Iraq, le dinamiche dell’ascolto "efficace" in diversi contesti latini e nella nostra società, l’udito paranoico del potere autocratico nel trattato senecano su I benefici e nel racconto Un re in ascolto di Italo Calvino, il rapporto tra educazione all’ascolto musicale e cittadinanza nella cultura greca e in quella odierna.

Indice

Introduzione. Modo e senso di una ricerca comparativa sull’ascolto di Andrea Cozzo
1. Premessa sul modo di lavorare adottato
2. La definizione del campo di ricerca e la costituzione dell’oggetto
3. Il rapporto con il pubblico
4. La scelta del tema: ovvero ascolto, potere e società
1. La presa dell’ascolto. Dalle lotte rivendicative all’autonomia sociale di Giuseppe Burgio
Il centro della democrazia/Il dispositivo della democrazia/L’oggetto della politica/La parola e l’ascolto/La rivendicazione dell’ascolto/La presa dell’ascolto/La governance/L’impossibile partecipazione/L’autonomia e l’empowerment/La pedagogia e l’autonomia
2. Ascolto e politica nella Grecia antica e oggi di Andrea Cozzo
Il governante autocratico/Alleati, ascoltatori sottoposti e ascoltatori sottomessi/Ascolto e regimi costituzionali/Problemi di ascolto nelle democrazie rappresentative/Non ci sono alternative?
3. Ascoltare (o no) in guerra. Alcune considerazioni sulle dinamiche dell’ascolto fra belligeranti nelle Storie di Tucidide di Maurizio Civiletti
La guerra come relazione di non-ascolto/L’indisponibilità all’ascolto come principale causa
della guerra/Due esempi di comunicazione pretestuosa. Ovvero la ricerca del non-ascolto/Guerra e ascolto: un binomio impossibile
4. Tracce musicali: educare all’ascolto, educare alla cittadinanza di Roberto Pomelli
Ascolto e musica/La paidéia musicale nella Grecia antica
5. Le orecchie vuote dei Romani. Regole antiche e moderne per un ascolto efficace
di Isabella Tondo
Premessa/Meglio sordi o ciechi? L’ordine dei sensi (ieri e oggi)/L’oratore e le orecchie del popolo/Lucrezio e le orecchie di Memmio/Le orecchie di Pseudolo. La comunicazione non comunicante/Conclusioni
6. Ascolto e potere ne I benefici di Seneca (e in un racconto di Calvino) di Pietro Li Causi
L’ascolto paranoico di un re (e il suo palazzo-orecchio)/Il princeps in ascolto/L’ascolto (impossibile?) della parrhesía/Più che conclusioni, suggestioni finali (e rimandi)
Indice degli autori moderni
Gli autori

Recensioni

Amelia Crisantano, la Repubblica ed. Palermo, 03-04-2011

Una ricerca a più mani sugli antichi e sull’età contemporanea, sei autori che comparano fenomeni lontani cercando di individuare un ponte tra passato e presente: i saggi pubblicati a cura di Andrea Cozzo in Le orecchie e il potere mettono a fuoco le relazioni di forza che regolano il fenomeno dell’ascolto, soprattutto nella sua dimensione pubblica. Sono quindi saggi sul rapporto fra il singolo cittadino e il potere, riflessioni sulla democrazia e il persistere dei suoi significati nel tempo. Per svelare gli equivoci della retorica si torna alle radici, all’età greca, a quel «diritto di parola» che sempre presuppone l’ascolto altrui. Nel mondo contemporaneo quel diritto - tradotto in «libertà d’espressione» - in teoria non si nega a nessuno. Ma nella nostra società solo la democrazia formale regna sovrana, e l’analisi ne mostra il carattere retorico: il rapporto governanti/governati è regolato dalla televisione, l’ascolto si è trasformato in audience. Sono fenomeni tipici della modernità? Già nel mondo greco un araldo divulgava notizie controllate, e per il filosofo Aristotele la città ideale non dev’essere troppo grande: tutti devono essere a portata di voce, altrimenti «chi sarà il comandante o l’araldo, se non uno dalla voce stentorea?». Il rischio della demagogia è sempre in agguato. Siamo nell’ antica Grecia, così vicina al mondo attuale: perché in entrambe l’ascolto dei cittadini rimane una condotta estranea al potere.

Antonella Borgo, Atene e Roma, 01-06-2012