Carocci editore - Gesù

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Gesù

Giorgio Jossa

Gesù

Storia di un uomo

Edizione: 2010

Collana: Saggi

ISBN: 9788843057375

In breve

È possibile scrivere una storia di Gesù? Gli studiosi di solito dicono di no, per il carattere particolare delle fonti su cui la ricerca dovrebbe basarsi (i vangeli), che è insieme teologico nello scopo e frammentario nella narrazione. Ma non si rischia in tal modo di fare di Gesù un personaggio mitico, e del cristianesimo un fenomeno inspiegabile? In realtà lo storico non può rinunciare a compiere questa ricerca, sia per comprendere meglio la persona di Gesù, sia per spiegare le origini del cristianesimo. E nel racconto dei vangeli, che pure non vogliono essere "vite di Gesù", ci sono d’altra parte delle svolte così significative (il distacco da Giovanni, l’annuncio del regno in Galilea, la decisione di salire a Gerusalemme, gli accenni all’eventualità della morte, la condanna del sinedrio e di Pilato) che invitano chiaramente a cimentarsi con la ricostruzione dei fatti. Con il suo stile chiaro e accattivante, accessibile a una vasta cerchia di lettori, il libro cerca di trovare un filo conduttore che spieghi nella maniera più convincente lo sviluppo della vicenda di Gesù in Galilea e leghi questa vicenda con la sua condanna a morte a Gerusalemme.

Indice

Introduzione. È possibile scrivere una storia di Gesù?
1. La Palestina al tempo di Gesù
2. Gesù aderisce al movimento del Battista
3. Gesù annuncia la venuta del regno di Dio
4. Gesù compie "opere straordinarie"
5. Gesù prende posizione nei confronti della legge mosaica
6. Gesù manifesta la sua pretesa messianica
7. Gesù assume la morte nella sua missione
8. Gesù è condannato a morte
Conclusione. Un profilo storico essenziale di Gesù
Note
Bibliografia
Indice dei nomi
 

Recensioni

Mario Iannaccone, Avvenire, 18-11-2010
Anche se mancano fonti di carattere tecnicamente 'biografico' sulla vita di Gesù, lo storico Giorgio Jossa, autore di Gesù. Storia di un uomo (Carocci, euro 16,80, pp.168), è convinto che un racconto della sua breve vicenda pubblica possa essere scritto fondatamente. Non è una questione di poco conto se si considera che gli storici che si muovono entro l’ambito della cosiddetta ricerca del Gesù storico affermano che sia per loro impossibile scrivere una 'storia di Gesù' ovvero un racconto coerente della sua vicenda terrena, a causa della loro impostazione, che è squisitamente storica non teologica. Preferiscono così presentare i vari aspetti della sua figura all’interno di medaglioni: il Gesù carismatico, il Gesù profeta, il Gesù guaritore, Gesù e il Regno (così Theissen, Meier). Tale metodo ha i suoi vantaggi ma costringe a rinunciare a un’interpretazione non frammentaria e potrebbe denunciare, secondo Jossa, «un residuo inconsapevole di impostazione dogmatica» e «una fondamentale carenza di senso storico», consegnando un Gesù proiettato fuori dal tempo. In realtà, i Vangeli canonici, pur non essendo biografie in senso stretto, non sono affatto privi di valore per ricostruire gli aspetti biografici di Gesù. In Marco, ad esempio, «i dati storici fondamentali… sono riconosciuti attendibili da tutti gli studiosi e costituiscono la base» per ogni sua presentazione; su tale testo, sosteneva Wrede, ricade «l’intero peso della responsabilità di tutti i problemi attinenti al vero e proprio racconto su Gesù» e tuttavia – aggiunge lo stesso – gli elementi di carattere 'dogmatico' sono 'determinanti' tanto da rendere impossibile «ogni prospettiva storica sulla vita reale di Gesù». Dissentendo, Jossa argomenta però che Marco non è «una fonte diversa da tutte le altre fonti storiche» e va perciò usato. Del resto, sui fatti essenziali della vita di Gesù c’è «accordo sostanziale fra gli studiosi». Nessuno dubita seriamente che sia stato battezzato da Giovanni sul fiume Giordano, che abbia annunciato in Galilea la venuta del regno di Dio, che abbia compiuto guarigioni, che abbia consumato l’ultima cena, che si sia sentito investito di una missione eccezionale. Jossa mostra i limiti della ricerca liberale, della scuola di Bultmann e della 'terza' ricerca auspicando una nuova stagione nella quale si possa riconoscere l’innegabile continuità tra Gesù e il giudaismo ma anche quello che esiste fra Gesù e il cristianesimo. La terza ricerca tende a dismettere come 'dogmatico' (e dunque inutilizzabile) tutto quanto non troverebbe riscontro nel giudaismo del tempo. È un criterio unilaterale e invalido, secondo Jossa, giacché non conosciamo abbastanza il giudaismo del tempo, tanto da poter affermare cosa è oppure non è in continuità con esso. E, d’altra parte, «perché Gesù non avrebbe potuto fare affermazioni che non hanno alcun parallelo nel giudaismo del suo tempo?» Nell’auspicare una ricerca libera dagli insufficienti criteri di autenticità adoperati dalle tre principali scuole moderne, Jossa traccia, in questo libro-riflessione sul lavoro dello storico, una storia della vicenda di Gesù che comprende le sue «opere straordinarie», l’annuncio messianico, la condanna a morte. Rinuncia però a trattare la passione e l’annuncio della resurrezione in quanto – scrive – si propone di essere «non confessionale» e «non teologico». Tuttavia, questo indugiare sulla soglia dell’evento, questo esitare sugli stessi testi che lo hanno portato a scrivere la storia sin lì, di fronte alla croce, è sintomatico delle contraddizioni della ricerca storica quando deve affrontare l’evento scandaloso, così come è stato annunciato: la Resurrezione. È qualcosa di eternamente imbarazzante per gli storici che se ne tengono prudentemente alla larga giustificati «dal metodo» oppure che, più chiaramente, negano la validità delle testimonianze apostoliche. Il primo atteggiamento è comprensibile, date le premesse, ma presuppone una selezione in base alla percentuale di 'dogma' denunciato dall’episodio secondo criteri a loro volta, e inevitabilmente, dogmatici.
Pierino Marazzani, L'incontro, 01-09-2012