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Alcol e generazioni

Alcol e generazioni

Cambiamenti di stile e stili in cambiamento in Italia e in Finlandia

a cura di: Franca Beccaria

Edizione: 2010

Collana: Biblioteca di testi e studi (582)

ISBN: 9788843056873

  • Pagine: 248
  • Prezzo:24,50 20,83
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In breve

Italia e Finlandia sono state a lungo citate come esempi di nazioni che presentano modelli di consumo alcolici contrapposti. La prima è caratterizzata da un consumo quotidiano integrato nell’alimentazione, nella convivialità e nelle relazioni sociali in cui la bevanda prevalente è il vino; la seconda da consumi di spiriti – concentrati soprattutto nel fine settimana o in occasioni speciali – la cui finalità principale è l’intossicazione. Anche le politiche sull’alcol sono state a lungo profondamente diverse: in un caso si è privilegiato il controllo della produzione per garantire la qualità dei prodotti, nell’altro è stato demandato allo Stato il controllo sulla produzione, sulla distribuzione e sulla disponibilità delle bevande alcoliche. Ma questa contrapposizione è ancora valida oggi? Il libro prova a rispondere a tale quesito analizzando gli stili di consumo alcolici delle due nazioni. L’obiettivo è esplorare le differenze dei modelli di consumo, studiando – in ciascuno dei due Paesi – quattro generazioni di uomini e donne. Si descrivono così i cambiamenti avvenuti in ciascun Paese e si evidenzia, nella comparazione, il persistere di differenze e l’emergere di similitudini. I risultati della ricerca contribuiscono a colmare la carenza di studi sui consumi alcolici nel Sud Europa e sulle differenze rispetto alle nazioni anglosassoni e nord europee, e stimolano il dibattito su quali orientamenti delle politiche dell’alcol a livello europeo e nazionale possano essere considerati più opportuni.

Indice

Prefazione. Le culture del bere di Amedeo Cottino
Introduzione di Franca Beccaria, Franco Prina, Sara Rolando, Jenni Simonen, Christoffer Tigerstedt, Jukka Törrönen
1. Le culture del bere in Europa
2. Le culture italiana e finlandese come paradigmi dei cambiamenti del bere
3. Obiettivi della ricerca
4. Cornice teorica e concetti di riferimento
5. Metodologia di indagine
6. Descrizione del campione
Parte prima
Cambiamenti di stile e stili in cambiamento di Franca Beccaria, Sara Rolando
1. I processi di socializzazione alcolica
Primi ricordi/Primi assaggi/Dalle prime bevute al consumo regolare/Prime ubriacature
2. Il bere giovanile oggi e ieri
Stili dei giovani oggi/Stili dei giovani di ieri
3. Gli stili di consumo degli adulti
Stili del bere tra i giovani adulti/Stili del bere tra gli adulti/Stili del bere tra gli anziani/Forme di controllo
4. I cambiamenti nei consumi alcolici
Cambiamenti negli stili giovani/Cambiamenti negli stili adulti/Possiamo ancora parlare di cultura bagnata?
Parte seconda
Le abitudini alcoliche finlandesi alla luce delle interviste di gruppo di Christoffer Tigerstedt, Jenni Simonen, Jukka Törrönen
5. La socializzazione alcolica in Finlandia: dalla prima infanzia all’adolescenza
Primi ricordi/Primi assaggi e prime ubriacature/Stili del bere nella tarda adolescenza e nella prima età adulta
6. Gli stili del bere nell’età adulta
Occasioni di consumo/Motivazioni e spiegazioni del bere/Regole informali
7. I cambiamenti di stile nel tempo
Liberalizzazione dei consumi: l’alcol come bene quotidiano/Atteggiamenti polarizzati
Conclusioni. Continuità e cambiamenti in due culture del bere di Franca Beccaria, Sara Rolando, Franco Prina, Christoffer
Tigerstedt, Jukka Törrönen
Contesto/Socializzazione all’alcol in Italia e in Finlandia/Consolidamento delle abitudini alcoliche/Com’è cambiato il rapporto con l’ubriacatura in Italia dal
1960 ad oggi?/Com’è cambiato il rapporto con l’ubriacatura in Finlandia dal 1960 ad oggi?/Per finire
Bibliografia
Gli autori

Recensioni

Allaman Allamani, il Manifesto, 10-11-2010
Il libro appena uscito a cura di Franca Beccaria sui consumi giovanili in Italia e in Finlandia è benvenuto: è un rimedio allo sconforto suscitato così spesso dai media che insistono sui danni prodotti dal binomio giovani/alcol; e alle perplessità per le soluzioni proposte dagli esperti - che si rifanno acriticamente alle norme proibizionistiche in vigore nel nord Europa. È importante che ci siano ricerche italiane in un campo dove gli studi sono in prevalenza fatti all’estero: in nord Europa o nord America, con culture del bere tanto lontane dalle nostre. Franca Beccaria è una ricercatrice sull’alcol, tra i pochi in Italia: sociologa, proviene dalla scuola torinese di Amedeo Cottino. Col suo gruppo di lavoro e con colleghi finlandesi ha confrontato gli stili del bere e le loro trasformazioni in Italia e in Finlandia negli ultimi 60 anni. Mediante la moderna tecnica dei gruppi focali, si sono intervistate circa 200 persone di quattro generazioni (a Torino e a Helsinki): i nati dei decenni 1940, 1950, 1960, e infine la generazione tra il 1980 e il 1990. Il testo riporta le memorie di prima infanzia, giovinezza, età adulta e anziana, che attraverso il filo comune delle abitudini al consumo dipingono diverse epoche, famiglie, condizioni lavorative e di tempo libero dell’Italia dagli anni 50 fino ai giorni nostri. Dai risultati emergono comportamenti assai diversi in Italia e in Finlandia. Per i Finlandesi (che negli ultimi 40 anni hanno aumentato cospicuamente i consumi) il primo assaggio, le prime bevute e le prime ubriacature coincidono con un’iniziazione al bere intorno ai 15 anni, alla presenza di amici e lontano dai genitori. Lo scopo principale è raggiungere l’ubriacatura; tale condotta si può mutare nell’età successive in abbuffate alcoliche – bere 6 o più bicchieri di birra o liquori, nei momenti di festa o nel fine settimana, fuori dai pasti. In Italia, il vino, che resta la bevanda più bevuta, negli ultimi 40 anni ha visto i consumi dimezzati per le trasformazioni sociali legate al passaggio dalla cultura rurale, predominante fino agli anni sessanta, a quella industriale e postindustriale; e, negli ultimi decenni, per il diffondersi degli atteggiamenti salutisti e col propagarsi dell’orientamento consumistico. Altri aspetti restano invece stabili. I primi assaggi – solitamente vino- avvengono verso i 7-8 anni, in famiglia e ai pasti, come condivisione col mondo degli adulti. Il primo bere regolare (vino) accade verso i14 anni o dopo, in famiglia, mentre per le ultime generazioni si beve, con coetanei, birra e combinazioni di alcolici. Iniziare a bere presto non appare affatto come segnale di un problema (come forse è in altri paesi): è un modo attraverso cui la famiglia trasmette l’uso del bere, in forma moderata. I giovani delle ultime generazioni bevono in modo diverso da prima. Certamente aumentano nel tempo le occasioni di consumo, la disponibilità economica, e il moltiplicarsi di offerte dei locali pubblici. I giovani, spiega Beccaria, cercano oggi con la bevanda alcolica esperienze di piacere, che attivino il proprio mondo emozionale e accrescano le percezioni corporee. Ma ciò coesiste con lo stile conviviale e socializzante, tipico della tradizione. Seppur le ubriacature appaiono più numerose che in passato, sono generalmente un prodotto collaterale dei momenti di socializzazione, mai o quasi mai obiettivi primari del consumo. Piuttosto che avere particolari condotte trasgressive, come certi luoghi comuni ci propongono, i giovani oggi sembrano piuttosto propensi ad accettare lo statu quo, accogliendo nuove suggestioni di consumo, ma mantenendo continuità col passato. Inoltre molti di loro sono consapevoli del rischio degli eccessi. A ciò può aver contribuito l’applicazione delle recenti leggi sulla guida sotto effetto dell’alcol. Le conclusioni, per una volta, non sono improntate al pessimismo. Si conferma da un lato che la frequenza degli episodi di abuso riguarda un periodo giovanile limitato. E in seguito, nelle età più adulte, subentra una rivalutazione della tradizione: uno stile più moderato, rivolto più alla qualità della bevanda che alla quantità dell’assunzione.