Carocci editore - A settant'anni dalle leggi razziali

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A settant'anni dalle leggi razziali

A settant'anni dalle leggi razziali

Profili culturali, giuridici e istituzionali dell'antisemitismo

a cura di: Daniele Menozzi, Andrea Mariuzzo

Edizione: 2010

Collana: Studi Storici Carocci (162)

ISBN: 9788843056552

  • Pagine: 380
  • Prezzo:35,00 33,25
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In breve

Si raccolgono qui i contributi presentati in occasione degli incontri promossi dalla Regione Toscana per ricordare il settantesimo anniversario dell’introduzione in Italia delle leggi razziali – avviate dal regio decreto firmato il 5 settembre 1938 da Vittorio Emanuele iii – presso le istituzioni universitarie presenti sul territorio. Se i vari saggi costituiscono una ulteriore testimonianza della vivacità e della profondità con cui nei diversi ambiti (da quello politico a quello culturale, da quello giuridico a quello antropologico) gli studi storici hanno negli ultimi anni affrontato una delle pagine più vergognose dell’Italia contemporanea, il quadro complessivo restituisce un approfondimento su alcune questioni (la continuità o meno dell’antisemitismo nella storia d’Italia; la ricezione delle misure antiebraiche presso la popolazione civile; i processi di rimozione della vicenda nella coscienza collettiva) che sono al centro dell’attuale dibattito.

Indice

Prefazione di Ugo Caffaz
Presentazione di Daniele Menozzi
Introduzione. Le radici culturali dell’antisemitismo europeo tra le due guerre di Enzo Collotti
Parte prima
Ideologie e mentalità dell’antisemitismo
Fascismo, antisemitismo, razzismo. Un dibattito aperto di Ilaria Pavan
L’antisemitismo sulla stampa cattolica italiana tra Otto e Novecentodi Annalisa Di Fant
Transfert e circolazione di temi antiebraici nell’Europa tra le due guerre: l’esempio delle caricaturedi Valeria Galimi
Un "eccitatore" di cultura antiebraica: Paolo Orano di Michele Battini
Meditazioni dell’esilio. Leggi razziali e stampa antifascista: la dichiarazione del Comitato centrale del Partito comunista d’Italia (5 agosto 1938) di Alberto Cavaglion
Parte seconda
Le leggi razziali e la loro applicazione
Il corpus delle leggi razziali di Paolo Caretti
La legislazione razziale in Italia e in Germania. Spunti per una comparazione di Valerio Di Porto
Consensi e rimozioni: la dottrina giuridica italiana e la legislazione razziale fascista di Silvia Falconieri
Le leggi razziali e i giudici (1938-43) di Giuseppe Speciale
Antisemiti militanti, antisemiti funzionari, profittatori e altra misera umanità di Dianella Gagliani
Parte terza
La persecuzione antiebraica nelle istituzioni culturali
Leggi razziali e università di Bernardo Sordi
La gioventù universitaria italiana di fronte alle leggi antiebraichedi Elisa Signori
La Scuola per stranieri di Siena tra la Prima guerra mondiale e le leggi razzialidi Maurizio Sangalli
Scienza, razza e politica tra fascismo e repubblica. Il caso Pende-Terracinidi Tommaso Dell’Era
Auschwitz as a Model of "Germanization" and Annihilationby Sybille Steinbacher
Indice dei nomi

Recensioni

Simona Salustri, Il Mestiere di storico, 01-12-2011
Frutto di una serie di convegni coordinati da Ugo Caffaz e promossi dalla Regione Toscana in occasione del settantesimo anniversario dell’emanazione delle leggi razziali in Italia, il volume raccoglie una selezione degli oltre venti interventi presentati durante il ricco calendario di incontri che, fra ottobre e dicembre 2008, hanno visto coinvolte le sedi universitarie di Firenze, Pisa, Siena, la Scuola Normale superiore di Pisa e l’Università per stranieri di Siena.
Come dichiara Daniele Menozzi nella sua presentazione, il libro si articola attorno a tre microaree tematiche: ideologie e mentalità dell’antisemitismo; le leggi razziali e la loro applicazione; la persecuzione antiebraica nelle istituzioni culturali. I confini sono delimitati dal saggio di Enzo Collotti che, affrontando il tema dei nazionalismi e del declino delle democrazie continentali, traccia le linee guida entro le quali si sviluppò l’antisemitismo/razzismo in Europa (e in modo particolare in Germania) tra le due guerre, e dall’intervento di Sybille Steinbacher su Auschwitz, paradigma non solo dello sterminio degli ebrei per mano dei nazisti, ma anche del modello di espansione dello spazio vitale tedesco in prospettiva di una «germanizzazione» dell’Europa «ariana».
I singoli saggi, se pur con toni e argomentazioni diverse, hanno il pregio di inserire le leggi razziali italiane nel più ampio processo di costruzione dello Stato totalitario fascista, senza dimenticare di considerare diverse categorie sociali e differenti gradi di adesione all’antisemitismo (Elisa Signori) né le matrici culturali profonde di un certo antigiudaismo. Si vedano, ad esempio, il saggio di Annalisa Di Fant per la matrice cattolica, o più in generale, il contributo di Michele Battini su Paolo Orano come emblema di una tradizione antisemita nazionale. Altri interventi non si sottraggono ad una riflessione che inserisce l’antisemitismo italiano in un contesto che supera i confini nazionali (Valeria Galimi lo sottolinea attraverso le vignette satiriche francesi), cogliendone specificità e somiglianze rispetto alla legislazione tedesca (Valerio Di Porto).
Spingendosi dopo il 1943 e affrontando la continuità delle idee razziste e degli apparati fascisti antisemiti anche oltre il ventennio, i lavori di Dianella Gagliani e di Tommaso Dell’Era si aprono ai temi della rimozione e dell’autoassoluzione degli italiani che trovano voce anche nei contributi di Silvia Falconieri e Paolo Caretti sul mondo giuridico e la legislazione post-bellica.
Stupisce come a questa ricchezza di analisi facciano da contraltare alcuni saggi che non tengono in debito conto le acquisizioni storiografiche più recenti. Ne è un esempio il testo di Bernardo Sordi sulle leggi razziali nelle università, che non fa riferimento alle pubblicazioni che, affrontando il quadro nazionale, hanno messo in luce da oltre un quindicennio continuità e fratture del 1938 nel contesto della fascistizzazione degli atenei e del mondo culturale italiano.