Carocci editore - Il silenzio delle sirene

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Il silenzio delle sirene

Fabio Acerbi

Il silenzio delle sirene

La matematica greca antica

Edizione: 2010

Collana: Saggi (59)

ISBN: 9788843055791

In breve

La matematica greca antica è raramente presentata al lettore come oggetto di attenzioni storiche o filologiche. L’autore di questo volume, invece, si propone di farlo, descrivendo i metodi di analisi dei testi matematici antichi, conducendo il lettore dietro le quinte delle mode storiografiche e sfatandone alcuni miti, offrendo un quadro dettagliato della tradizione testuale delle opere principali. Il "contenuto matematico" delle ricerche antiche è adeguatamente contestualizzato, ed esposto per grandi linee tematiche privilegiando le tecniche dimostrative e il linguaggio utilizzato nella loro elaborazione. Viene dato spazio a domìni di ricerca solitamente trascurati come i fondamenti e la teoria dei numeri. Ne risulta un quadro organico, ricco di informazioni, forse spiazzante per la messa in prospettiva decisamente inusuale.

Indice

Fonti di uso frequente e loro sigle
Nota liminare
1. Metodi
Che cos’è la matematica greca: una mappa per sottogeneri/Come è scritta la matematica greca/Come venne diffusa la matematica greca/Come muore la matematica greca/Come ci è giunta la matematica greca: la trasmissione diretta/Come ci è giunta la matematica greca: le fonti greche indirette/La collocazione cronologica dei matematici antichi
2. Problemi
Contesto e interpretazione/Miti storiografici/Tecniche/La classificazione delle linee irrazionali e dei poliedri regolari/Le quadrature e il cosiddetto «metodo di esaustione»/Elementi di teoria delle sezioni coniche; le proprietà caratteristiche; il metodo di «applicazione delle aree»; il luogo a 3 e 4 linee/Curve speciali; la classificazione dei problemi e dei luoghi/Sistemi numerici, algoritmi e tradizione metrica/Teoria dei numeri/Trigonometria e geometria sferica
Appendice. La tradizione manoscritta
A1. Le opere principali
A1.1. Un solo manoscritto, conservato, a capo di tutta la tradizione: Collectio di Pappo, Coniche di Apollonio, Metrica di Erone / A1.2. Due recensioni differenti per varianti marginali: Elementi e Data di Euclide / A1.3. Due recensioni antiche radicalmente differenti: Ottica e Fenomeni di Euclide / A1.4. Una recensione (tardo)-
antica e una bizantina: i Commentari di Pappo e Teone all’Almagesto e di Teone alle Tavole facili di Tolomeo; gli anonimi Prolegomena all’Almagesto / A1.5. Tradizione antica a più rami: Almagesto di Tolomeo e corpus archimedeo / A1.6. Tradizione bizantina e bipartita: Arithmetica di Diofanto / A1.7. Mostri filologici: Geometrica e Stereometrica inclusi nel corpus eroniano / A1.8. Palinsesti
A2. La formazione di corpora settoriali
A2.1. Il corpus astronomico minore / A2.2. Il corpus analitico / A2.3. Un corpus astronomico-matematico tardo-bizantino / A2.4. I corpora scoliastici
A3. Traduzioni arabe e arabo-latine
Onomasticon
Bibliografia
Indice dei manoscritti e dei papiri
Indice dei nomi
Indice dei nomi geografici e astronomici
Indice dei passi citati da autori non matematici
Indice analitico

Recensioni

Armando Torno, Corriere della sera, 07-01-2010

Le enciclopedie sono antiche quanto il sapere occidentale. Sotto diverse forme hanno sempre cercato di raccogliere, catalogare. Se qualche studioso seguendo Umberto Eco indica nel Physiologus, opera greca di anonimo del II o III secolo, un repertorio che rappresenta il primo bestiario morale dell' Occidente e l' inizio del genere, va altresì ricordato che le radici delle enciclopedie affondano in autori come Aristotele, Vitruvio, Quintiliano o Agostino. Potrà stupire che in Gargantua e Pantagruel, uno dei rutilanti libri del Rinascimento che dobbiamo alla penna di Rabelais, nel capitolo 20 del secondo libro, allorché Thaumastes loda la cultura del giovane Pantagruel, si legga: «Mi ha dischiuso il vero pozzo e l' abisso dell' enciclopedia». E che un' opera come l' Encyclopedia of Unified Science, progettata negli anni Trenta del secolo scorso dal neopositivista Otto Neurath quale punto di incontro dei sostenitori di una filosofia scientifica del momento, si trasformasse alla fine in una macchina da guerra contro la metafisica e il pensiero tradizionale. Ma se le enciclopedie del tempo che fu - compresa quella consacrata alle idee di Einaudi degli anni 70-80 - fotografavano lo stato del sapere in quel momento con un occhio al passato, i sei ponderosi tomi del XXI Secolo pubblicati dall' Istituto dell' Enciclopedia Italiana Treccani opera diretta da Tullio Gregory e appena conclusa si sono prefissati un altro obiettivo: chiedersi quello che sta succedendo, le trasformazioni in atto nelle scienze, in filosofia, nei mezzi di comunicazione, nelle norme e nelle arti, nel corpo e nella mente o anche nella diffusione di quella «cosa» che si crede di volta in volta cultura. Sei volumi dedicati a questo decennio breve d' inizio millennio: è il primo tentativo, sul mercato mondiale, di affrontare le dinamiche politiche e culturali che si sono innescate dopo il 2000. I canoni letterari li vediamo sconvolti, la filosofia è affittata alle scienze e, queste ultime, temono le opinioni, tanto che si direbbero più attente ad esse che alla ricerca. Un filosofo ha cessato di essere quel riferimento assoluto a cui ci hanno abituato i manuali scolastici e, a seconda del momento, si chiede in prestito alla medicina o semplicemente alla dietologia, senz' altro alla biologia o alla fisica o alle discipline informatiche. Insomma, XXI Secolo esamina un presente incerto e sonda il futuro, ovvero si apre alle recenti problematiche senza aggrapparsi a conclusioni indiscutibili. Vi hanno collaborato grossi nomi della cultura italiana e internazionale, nobel, testimoni e autori del secolo in corso. Dai nuovi scenari aperti dalla comunicazione ai modi dei diritti, dalle frontiere della genetica alla biomedicina valuta gli spostamenti dei valori di riferimento, senza dimenticare il sommovimento che tocca ogni cosa. Un' opera che non teme la morte dei dipinti e la vittoria delle installazioni in arte, nella quale ogni foto è stata scelta attentamente, che segnala il ritorno di malattie epidemiche sconfitte da tempo e osserva quelle emergenti. Gregory confida: «Venti, venticinque anni fa non si poteva non leggere Vittorini, Pavese, Pratolini, ma oggi appartengono alla storia lontana; nemmeno Proust in Francia ha più una presenza forte. Questo per non parlare dei riferimenti politici; è inoltre in corso una dinamica delle lingue tutta da valutare: da un lato la neologia irrompe con oltre un migliaio di vocaboli l' anno, dall' altro centinaia di idiomi stanno estinguendosi e l' Unesco ha avviato un programma apposito». Il virtuale, inoltre, ha rotto schemi e orizzonti, tanto che talune situazioni mostrano l' uomo al servizio della macchina e non viceversa. «La nostra quotidianità - prosegue Gregory - in questi ultimi anni, tra le Torri di New York e la crisi economica del 2008, è mutata radicalmente; anzi è come se avessimo una seconda vita che fa concorrenza a quella reale, che si sovrappone a essa e la condiziona sempre più. Le frontiere della genetica più che rivoluzionate sono stravolte, e non è esagerato affermare che gli stessi concetti di vita o di morte siano in crisi». I nuovi filosofi, è naturale aggiungere, si chiamano Bill Gates o Robert Geoffrey Edwards, il premio Nobel per la medicina 2010 pioniere della Fivet, la tecnica utilizzata nella procreazione assistita. Non sono saltati dunque soltanto i canoni letterari ed estetici, non solo si mettono in discussione consolidati punti di riferimento economici e sociali, anche quelle poche certezze che avevamo sull' universo non conoscono requie e l' ipotesi che sia piatto trova ormai credito. Persino i testi del mondo classico stanno subendo aggiornamenti epocali, anche se in Italia si fa pochissimo. Le Belles Lettres di Parigi si apprestano a riproporre una nuova edizione di Senofonte, da Oxford sta arrivando il testo di Platone con varianti che non conoscevamo, i classici del Rinascimento cominciamo a leggerli nella collana «I Tatti» di Harvard e la matematica antica è rivoluzionata dai libri trascritti in arabo di Apollonio di Perge e da prospettive clamorose sintetizzate efficacemente nel libro di Fabio Acerbi Il silenzio delle sirene, edito da Carocci. E la mondializzazione di ogni avvenimento, di tutti i problemi? Nota Gregory: «Il mondo in cui viviamo si sta trasformando per dinamiche interne e non soltanto per la globalizzazione. Ci sono nuove realtà emergenti come India, Cina, Brasile che cambieranno non soltanto le regole economiche. Oggi sulla Terra sono operanti oltre 3 miliardi di telefonini, di cui circa 500 milioni sono quelli della Cina: è tutto successo negli ultimi anni e ogni giorno, anzi ogni ora, aumenta la pervasività dell' informazione incontrollata. L' anno scorso si è diffuso in Italia l' iPad, ma a febbraio sarà commercializzato quello di nuova generazione». Parrà strano ma XXI secolo, con i sei volumi rilegati secondo la tradizione Treccani, è opera realizzata su carta. Poi avrà una sua vita in Internet. L' enciclopedia, sottolinea Gregory, a differenza dell' informazione che catturiamo in Rete «fa nostra una notizia, la inserisce e la seleziona in un contesto, permette una conoscenza oltre la pura informazione». Per questo XXI Secolo è un successo editoriale. Aggiunge Gregory: «Se ne stanno vendendo venti copie al giorno, ma ora che è terminata potrebbero aumentare». E ancora: «Tra le nuove manipolazioni non dimentichiamoci che c' è Internet, che sta sconvolgendo ma è a sua volta contaminato. Personalmente difendo gli hacker termine statunitense che si può rendere con «maneggino» o «smanettone», ndr che dimostrano come la Rete sia debole e insicura». Forse l' annuncio della fine della galassia Gutenberg, la morte di libri e giornali strillata dagli anni 80, comincia ad avvertire a sua volta un malessere. In un mondo senza più riferimenti, la crisi della crisi è la nuova certezza.

Alberto Cappi, Giornale di Astronomia, 01-01-2013