Carocci editore - TV a nudo

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TV a nudo

TV a nudo

Stereotipi, valori ed intrattenimento televisivo

a cura di: Elisabetta Ruspini

Edizione: 2010

Collana: Biblioteca di testi e studi (575)

ISBN: 9788843055319

  • Pagine: 128
  • Prezzo:13,50 12,83
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In breve

Quali caratteristiche presenta la tv italiana del 2010? Le trasmissioni del palinsesto quotidiano sono innovative o permeate da tradizionalismi? L’offerta televisiva si è adattata alla diversificazione della domanda, esemplificata dall’intenso e costante mutare delle modalità di convivenza e dei rapporti tra generazioni; dalle trasformazioni delle identità di genere; dalle contaminazioni etniche e religiose? Il volume si propone di dare risposta a queste ed altre domande. Scritto con linguaggio fresco, coraggioso e sincero − da studenti e studentesse della laurea magistrale in Sociologia dell’Università di Milano-Bicocca, – il libro raccoglie suggestive analisi di trasmissioni televisive che si propongono di comprendere i messaggi, talvolta espliciti e talvolta impliciti, inviati durante la comunicazione mediatica. Oltre a individuare e decostruire gli stereotipi di età, genere, etnia, orientamento sessuale veicolati, il testo intende far emergere i valori che sostengono e guidano le trasmissioni stesse.
 

Indice

Introduzione. I "vestiti nuovi" della TV di Elisabetta Ruspini
Parte prima
La TV "popolar-tradizionale"
1. Con Mattina in famiglia il catechismo va in TV di Elena Pullano
2. Conservatorismo e tradizione. Mezzogiorno in famiglia di Manuela Rossi
3. La prova del cuoco: una scuola di cucina tra ruoli e stereotipi di genere di Francesca Fumagalli e Claudia Traini
Parte seconda
La TV "della realtà"
4. In amore (e in guerra) tutto è permesso. Il programma Uomini e donnedi Floriana Bianco e Manuela Rossi
5. Quali uomini nel Grande fratello? Riflettere sulle mascolinità in TV di Linda Serrao
6. Soffrire e rinascere con il VIP. L’Isola dei famosidi Valentina Iannaccone ed Eleonora Pezzoli
Parte terza
La TV "degli esperti e di nicchia"
7. I dualismi di TV talk di Claudia Traini
8. Tutto benessere, la spiritualità in TV di Alberto Corradini e Francesca Fumagalli
9. Tatami. La TV pretenziosa di Elena Pullano ed Elisabetta Ruspini
Postfazione di Monia Azzalini
Riferimenti bibliografici
Autrici e autori

Recensioni

Linda Dabicco, www.tafter.it, 20-10-2010

Il testo, a cura della docente Elisabetta Ruspini con post fazione di Monia Azzalini dell’Osservatorio di Pavia, raccoglie le analisi di trasmissioni televisive che sono state presentate e discusse da studentesse e studenti della laurea magistrale in Sociologia presso l’Università di Milano-Bicocca. L’analisi si sviluppa su due piani: il primo approfondisce il rapporto tra comunicazione mediale e processi di socializzazione, il secondo tra media e rappresentazione del mutamento sociale. Il primo presuppone che i media rappresentino la nuova agenzia di socializzazione: sono infatti una presenza costante nella nostra vita e hanno la possibilità di arrivare a tutti i componenti della società. Da un lato, i mezzi di comunicazione, possono diventare i coprotagonisti della ridefinizione di identità personali e relazioni sociali, dall’altro continuano a proporre concezioni tradizionali e stereotipi. Il secondo confida nelle potenzialità dei media, in quanto sistema informativo potrebbero rivedere  esperienze passate quindi proporre e favorire inediti comportamenti e situazioni, preparando il terreno a processi di mutamento. Le autrici e gli autori si sono soffermati sulle rappresentazioni di femminilità e mascolinità e sulle relazioni tra queste, le posizioni e i ruoli dei soggetti all’interno delle trasmissioni, utilizzando la tecnica dell’analisi documentaria applicata a documenti mediatici. Le trasmissioni televisive prese in esame sono diverse e declinano le varie dimensioni della comunicazione televisiva (la TV "popolar-tradizionale"; della "realtà", degli "esperti di nicchia") toccando varie fasce dell’ascolto: mattina, pomeriggio e week-end – La prova del cuoco (RAIuno), Mattina in famiglia (RAIdue), Mezzogiorno in famiglia (RAIdue), TV talk (RAItre); Uomini e Donne (Canale 5), Tutto benessere (RAIuno); prima e seconda fascia serale: L’Isola dei famosi (RAIdue), Tatami (RAItre), Grande fratello (Canale 5). Lo scenario che emerge è quello di una televisione sostenuta da stereotipi di genere, come ad esempio La Prova del cuoco: ai fornelli tra ruoli e clichè, oppure la riflessione sulle mascolinità a partire dagli uomini del Grande fratello, che propongono un’Italia distante dalle tendenze di mutamento sociale.
E’ forse proprio la peculiarità del gruppo, ricercatori alle prime esperienze di analisi della televisione, ma al tempo stesso con un’adeguata preparazione, che rende il testo vario a seconda delle diverse capacità di giudizio e di riflessione, suggerimenti che puntano a ripensare e rinnovare programmi sbilanciati e superati. E’ necessario allora pensare ad un nuovo linguaggio visuale che rifletta i profondi mutamenti sociali di identità, genere e orientamento sessuale.

M.L.S., Conquiste del lavoro, 23-10-2010
Trasmissioni televisive per tutti i gusti: cucina, appunto, ma anche famiglia, amore, benessere, reality… E tuttavia i palati degli eterogenei spettatori non sono affatto soddisfatti. I programmi del palinsesto quotidiano delle varie reti sembra proporre in realtà qualcosa di pretenzioso: vesti nuove per contenuti vecchi. Questo, almeno, ciò che traspare da un libro "novello" scritto da un gruppo di studenti della laurea magistrale in Sociologia dell'Università di Milano-Bicocca (TV a nudo, Carocci, Roma 2010, pp. 127, euro 13,50). Nel testo, curato dalla docente di Sociologia Elisabetta Ruspini e accompagnato da una postfazione della ricercatrice Monia Azzalini, vengono presi in esame alcuni programmi rappresentativi dei canali RAI e di Canale 5: Mattina in famiglia; Mezzogiorno in famiglia; La prova del cuoco; Uomini e donne; Grande fratello; Tutto benessere; Tv talk; Tatami. Ne affiora una critica mirata soprattutto al riscontro di alcune frequenti lacune: assenza di parità tra i generi; scelte di rappresentazione sociale legate alle tradizionali divisioni dei ruoli; inadeguatezza nella parificazione delle opportunità fra generazioni. La donna ricopre frequentemente un ruolo stabilito dalla sua esperienza empirica di mamma e casalinga invece che dalle conoscenze professionali; i giovani sono inesperti quando non "fannulloni"; l'omosessuale è ritratto nei modi convenzionali; il nostro Paese è "un'Italia idilliaca, provincial-rurale". Stereotipi duri a morire, soprattutto all'interno di trasmissioni di taglio popolare che si rivolgono ad un pubblico nostalgico e tradizionalista. Ma anche programmi come Tatami, innovativo nelle tematiche come nell'allestimento ricercato e tecnologico dello studio, sorprendono per il riproporsi dei modelli convenzionali e per la mancanza di approfondimento e a volte di psicologia nell'analisi di temi rilevanti. Gli autori, preoccupati della mancanza di corrispondenza tra i modelli televisivi proposti e i mutamenti sociali in atto, propongono talvolta degli accorgimenti mirati ad una innovazione delle trasmissioni analizzate. Così, secondo i casi, si suggerisce l'introduzione di omosessuali o bisessuali; casalinghi; donne; giovani. Ogni sforzo degli analisti appare dunque centrato a rinnovare i programmi televisivi approssimandoli il più obiettivamente possibile alla realtà sociale in cui viviamo. Piuttosto, sarebbe interessante leggere proposte riguardo un discorso più complesso di "educazione televisiva". E conoscere il parere dei sociologi riguardo al problema della profusione di denaro pubblico e privato finalizzato alla realizzazione dei programmi di intrattenimento. Si coglie in alcuni casi una consistente insofferenza verso le "infiltrazioni religiose di matrice cattolica"…" in contrasto con la sempre maggiore complessità, multietnicità e ricchezza sociale". Ma un approccio come quello evidenziato nel libro rischia di privare il nostro Paese della libertà di esprimere i propri valori ispiratori anche in una trasmissione televisiva: la difficoltà è semmai nella scelta dei modi, delle persone e degli spazi adeguati a questo tipo di comunicazione. Un libro, nell'insieme, interessante e innovativo particolarmente nella modalità di stesura affidata principalmente a studentesse e studenti universitari. Giovani ma capaci di individuare criticamente i limiti dei messaggi espressi dalla televisione contemporanea.