Carocci editore - Epistola a Erodoto

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Epistola a Erodoto

Epicuro

Epistola a Erodoto

a cura di: Francesco Verde

Edizione: 2010

Collana: Classici (5)

ISBN: 9788843053209

  • Pagine: 276
  • Prezzo:23,00 19,55
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In breve

Dopo aver afferrato questi principi, <occorre> considerare ormai ciò che è non evidente; in primo luogo nulla si genera da ciò che non è. Tutto, infatti, si genererebbe da tutto, senza aver bisogno di semi. E se ciò che scompare si corrompesse in ciò che non è, tutte le cose sarebbero andate distrutte, non esistendo ciò in cui si sono dissolte. E certamente il tutto sempre fu tale quale è ora e sempre sarà tale. Non vi è nulla infatti in cui muta. Oltre al tutto, infatti, non vi è nulla che, entratovi, sia in grado di produrre il cambiamento.

Indice

Breviari di salvezza: comunicazione e scienza in Epicuro, di Emidio Spinelli
Nota al testo
Epistola a Erodoto
Commento
Bibliografia
Appendice.
Schema sinottico e riepilogativo dell’Epistola a Erodoto

Recensioni

Armando Torno, Corriere della sera, 13-09-2010

Epicuro (morto ad Atene nel 271/270 a.C.) nell’ «Epistola a Erodoto» riassume i principi generali della sua fisica. Sostiene che l'universo è costituito di corpi e di vuoto (senza quest'ultimo il movimento sarebbe impossibile) e che i mondi sono infiniti. La vista, l'udito e l'olfatto sono dei modi di toccare le cose; la sensazione è sempre vera. E l'anima? È un corpo composto da particelle piccolissime e muore insieme al suo involucro. E come se questo non bastasse, Epicuro mette in rilievo l'indifferenza degli dèi verso gli uomini. Le circa quindici pagine della lettera sono imbottite di tritolo per fedeli e metafisici: ora si possono leggere con un amplissimo e dettagliato commento nella nuova edizione introdotta da Emidio Spinelli, ben curata da Francesco Verde (Carocci editore, pp. 276, 23). Basandosi sul testo di Marcovich pubblicato dalla Teubner (l'operina è conservata nelle «Vite dei filosofi» di Diogene Laerzio), Verde ha offerto una settantina di varianti dedotte da altre edizioni e da autorevoli ricerche.

Armando Torno, Corriere della sera, 13-09-2010

Epicuro (morto ad Atene nel 271/270 a.C.) nell’ «Epistola a Erodoto» riassume i principi generali della sua fisica. Sostiene che l’universo è costituito di corpi e di vuoto (senza quest’ultimo il movimento sarebbe impossibile) e che i mondi sono infiniti. La vista, l’udito e l’olfatto sono dei modi di toccare le cose; la sensazione è sempre vera. E l’anima? È un corpo composto da particelle piccolissime e muore insieme al suo involucro. E come se questo non bastasse, Epicuro mette in rilievo l’indifferenza degli dèi verso gli uomini. Le circa quindici pagine della lettera sono imbottite di tritolo per fedeli e metafisici: ora si possono leggere con un amplissimo e dettagliato commento nella nuova edizione introdotta da Emidio Spinelli, ben curata da Francesco Verde (Carocci editore, pp. 276, 23). Basandosi sul testo di Marcovich pubblicato dalla Teubner (l’operina è conservata nelle «Vite dei filosofi» di Diogene Laerzio), Verde ha offerto una settantina di varianti dedotte da altre edizioni e da autorevoli ricerche.

Martino Rossi Monti, Rhizomata, 20-12-2016