Carocci editore - L'Italia dalla Grande Guerra alla Liberazione

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L'Italia dalla Grande Guerra alla Liberazione

Fiamma Lussana

L'Italia dalla Grande Guerra alla Liberazione

(1915-1945)

Edizione: 2009

Collana: Studi Superiori (589)

ISBN: 9788843052141

  • Pagine: 304
  • Prezzo:21,00 17,85
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In breve

Quando nel 1915 l’Italia entra in guerra, una febbre bellicista contagia il paese: il fronte interventista, pur minoritario, è dotato di una formidabile forza attrattiva. A dispetto di chi l’aveva immaginata breve, anche quella degli italiani sarà una guerra lunga e dispendiosa. L’Italia è fra i vincitori, ma si ritrova ferita, delusa. E sulle contraddizioni politiche, economiche e sociali dell’immediato dopoguerra attecchisce il fascismo: il vecchio e screditato gruppo dirigente liberale, complice la monarchia, consegna il paese a Mussolini. Dopo la crisi seguita al delitto Matteotti e la risposta dell’Aventino, che segna la nascita dell’antifascismo morale, nella svolta autoritaria della metà degli anni venti e nella stretta totalitaria del decennio successivo coesistono la "terza via" fascista, il modello inedito dello "Stato imprenditore", la centralizzazione repressiva della politica e della cultura. Quello di Mussolini è un "totalitarismo" anomalo. Alleato subalterno di Hitler, Mussolini trascina il paese nella tragedia della seconda guerra mondiale. Ma i disastri della velleitaria e impopolare guerra italiana travolgono il regime. Con la Resistenza contro i tedeschi e la dolorosa "guerra civile" comincia quella stagione politica nuova da cui è nata la democrazia italiana.

Indice

1. "Perché la guerra?"
L’Italia nel contesto europeo: la transizione al Novecento e le filosofie della crisi
2. La guerra italiana
Verso la guerra/L’assassinio di Sarajevo e il dibattito italiano sulla guerra/Gli anni del massacro/1917: dal rifiuto della guerra a Caporetto/Il crollo degli imperi centrali e la fine del conflitto. Verso una pace "sostenibile?"
3. Dilemmi del dopoguerra e origini del fascismo
"Vittoria mutilata" e turbolenza sociale: il "biennio rosso"/Squadristi agrari/Dai Fasci di combattimento alla marcia su Roma
4. L’Italia fascista
Fascismo legale/L’ordinamento giuridico dello Stato fascista/L’organizzazione della cultura/La politica economica del regime: dal liberismo all’economia di guerra/Il mondo fra le due guerre e il fascismo "imperiale"
5. Fascismo e antifascismo
L’altra Italia, i fronti popolari e la guerra civile spagnola/Prove di guerra in Europa: dall’Asse Roma-Berlino al patto russo-tedesco
6. Dalla guerra mondiale alla guerra civile italiana
L’Italia si prepara alla guerra/Alleati "subalterni"/L’attacco all’URSS: inizia la guerra ideologica/Gli scioperi del marzo 1943, la "campagna d’Italia" e il crollo del fascismo/L’8 settembre/La Resistenza, i massacri nazifascisti/La Liberazione
Bibliografia
Indice dei nomi

Recensioni

Nicola Trafaglia, l'Unità, 05-01-2009

Un lungo periodo, dal 1915 ad oggi, caratterizza le difficoltà di un Paese come l’Italia, ricco di storia e di un grande patrimonio culturale e artistico, che sembra non avere una pace stabile. E gli storici incominciano a rendersene conto sempre di più. Nelle settimane che hanno preceduto il Natale e la fine dell’anno ho trovato sul mio tavolo di lavoro, tra le tante novità editoriali, due saggi che mi hanno fatto pensare a questo ultimo secolo, o quasi, con una prospettiva un po’ diversa da quella solita e scolastica. In fondo mi sembra di poter dire che, con la prima guerra mondiale, l’Italia viene posta di fronte a una sfida: come affrontare la modernità. E, di fronte alle minoranze più diverse che si agitano per conquistare il potere, la destra italiana sceglie la novità del fascismo che poi riesce ad esportare in quasi tutta l’Europa. Questa è una vicenda di grande importanza per gli italiani. Ne è consapevole Fiamma Lussana che scrive, in trecento limpide pagine, il passaggio tormentato del nostro Paese da un liberalismo imperfetto e in crisi alla dittatura mussoliniana, i guasti di un ventennio che porta a una modernizzazione lenta e contraddittoria. Con la seconda guerra mondiale ha luogo lo scontro tra i Paesi democratici e le dittature si confrontano e i fascismi soccombono come espressione di una frontiera più vecchia e arretrata. (Fiamma Lussana, «L’Italia dalla grande guerra alla Liberazione 1915-1945», pp. 302, euro 21, Carocci editore) . Il racconto di Lussana è ricco di argomenti storici e di riferimento alla storiografia più consolidata, attento a respingere il revisionismo d’accatto ma a cogliere anche le novità che hanno caratterizzato le nuove ricerche nei decenni centrali della repubblica, in grado di alternare i fatti alle considerazioni critiche e quindi di restituire sempre lo scenario generale della storia, di sottolineare la centralità dell’esperienza fascista e della sua eredità perdurante nel primo dopoguerra degli anni cinquanta e sessanta. L’autrice insiste, a ragione, sulle difficoltà e sulle contraddizioni della modernizzazione, l’arretratezza perdurante sulla parità di sesso e di condizione anche nel periodo repubblicano, sulle contraddizioni che ancora restano di quel periodo e condizionano la nascita e la vittoria della democrazia negli anni quaranta. La periodizzazione che recupera la prima guerra mondiale risponde l’esigenza culturale profonda di far capire ai lettori l’incubazione del fascismo, la sconfitta del socialismo e del comunismo, le ragioni della vittoria di Mussolini e riflette le difficoltà successive per i vincitori della Resistenza e della guerra contro i nazisti e i fascisti. Così i lettori trovano nel libro della Lussana tutti gli elementi necessari per capire con chiarezza la crisi italiana nei primi decenni del Novecento. E di questa periodizzazione si mostra convinto anche un economista e politico come Giorgio Ruffolo che nel suo ultimo libro racconta un aspetto centrale di questa nostra storia («Un paese troppo lungo. L’unità nazionale in pericolo» pp.239, euro 18.50 Einaudi editore) che illumina un dramma che ha percorso la nostra storia prima e dopo l’Unità e che non appare superato neppure adesso. Non è un caso lo spazio limitato che il libro di Ruffolo dedica alla Repubblica che poi affoga nell’era berlusconiana. L’autore non sa ancora se la vittoria ripetuta del cavaliere di Arcore sia destinata ad aver fine in breve tempo o avere il tempo di procedere a quella che egli definisce la “decomposizione territoriale" di cui Ruffolo vede i segni nella colonia meridionale mafiosa e nelle spinte separatiste che da qualche anno, grazie alla Lega e a Berlusconi che sembra di seguirla come alleato privilegiato, minacciano l’unità nazionale conquistata dopo secoli di divisione e di dominazione straniera. Personalmente vorrei essere più ottimista ma i tempi del tramonto di Berlusconi non sono ancora determinati e conta di più pensare a quel che faremo noi come centro sinistra, se capiremo la necessità di raggiungere l’unità delle forze politiche e sociali e preparare un’alternativa di governo a una destra ancora in gran parte poco democratica. Ci vuole un nuovo “costituzionalismo democratico" che spazzi via i residui del passato e convinca gli italiani che si può costruire un’altra Italia più europea e più moderna. Forse il Paese è troppo lungo, come scrive Ruffolo, ma possiamo riuscire a salvare la nostra unità nazionale se ci liberiamo del passato e abbandoniamo il populismo che ha infettato negli ultimi vent’anni la politica italiana.