Carocci editore - Dizionario della comunicazione

Password dimenticata?

Registrazione

Dizionario della comunicazione

Dizionario della comunicazione

a cura di: Dario Edoardo Viganò

Edizione: 2009

Ristampa: 1^, 2011

Collana: Biblioteca di testi e studi (529)

ISBN: 9788843051809

  • Pagine: 1304
  • Prezzo:115,00 97,75
  • Acquista

In breve

Moderno e funzionale nella sua architettura interna, il Dizionario della comunicazione coniuga esattezza scientifica, rigore metodologico e una decisa vocazione all’approfondimento con chiarezza espositiva e agevolezza di consultazione. Tali caratteristiche rendono l’opera ideale sussidio didattico per studenti universitari, ma anche valido strumento informativo per tutti coloro che operano nel settore della comunicazione. Il Dizionario è strutturato per Approcci, Ambiti e Focus. I dieci Approcci definiscono i settori disciplinari (storia, media, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica, politica): all’inizio di ognuno di essi un saggio introduttivo fornisce un inquadramento generale e sistematico degli argomenti, definisce i paradigmi teorico-critici e le procedure metodologiche di riferimento, tratteggiando gli sviluppi cronologici e le personalità di spicco della disciplina. Gli Ambiti sono saggi di taglio spiccatamente informativo, attraverso i quali vengono presentati, nei loro tratti salienti, argomenti, temi, percorsi e nodi concettuali fondamentali per indagare il mondo della comunicazione a partire dalla prospettiva disciplinare di riferimento. I Focus, infine, offrono schede informative che presentano correnti culturali, movimenti di opinione, invenzioni, opere, eventi e fatti di varia natura che arricchiscono e concludono gli Ambiti.

Indice

Introduzione, Dario Edoardo Viganò
Approccio I. Storia della comunicazione
Storia della comunicazione, Massimo Baldini
AMBITO I: La poesia. Nascita e funzioni, Donatella Marucci
FOCUS: Cultura orale e civiltà della scrittura, Gabriele De Veris / FOCUS: Oralità primaria e oralità secondaria, Gabriele De Veris
AMBITO 2: La storia delle biblioteche, Lorenzo Ugolini
FOCUS: La nascita del libro, Valeria Lupo / FOCUS: L’uomo tipografico, Marica Spalletta
AMBITO 3: Stampa e censura, Marica Spalletta
FOCUS: Le libertà di opinione e di espressione, Marica Spalletta / FOCUS: Gli indici dei libri proibiti, Valeria Lupo
AMBITO 4: La nascita dei giornali, Paolo Scandaletti
FOCUS: L’oggettività dell’informazione, Dario Antiseri / FOCUS: Modelli di giornalismo, Paolo Mancini
AMBITO 5: Il fotogiornalismo, Paolo Peverini e Marica Spalletta
FOCUS: Grammatica della fotografia ed etica della visione, Ilaria Della Corte / FOCUS: La teoria dell’istante decisivo, Ilaria Della Corte
AMBITO 6: La multimedialità, Paolo Peverini
FOCUS: Forme della testualità collettiva nella galassia elettronica, Paolo Peverini / FOCUS: L’era del tag, Paolo Peverini
AMBITO 7: L’informazione online e il blog, Sara Peticca
FOCUS: Manuel Castells e i valori della cultura di Internet, Sara Peticca / FOCUS: L’intelligenza connettiva, il valore del link e la credibilità dell’informazione online, Sara Peticca
AMBITO 8: La storia della pubblicità, Lorenzo Ugolini
FOCUS: Persuasori occulti vs persuasori disarmati, Lorenzo Ugolini / FOCUS: L’avvento della marca-star, Lorenzo Ugolini
Approccio II. Forme della comunicazione mediale
Forme della comunicazione mediale, Mariagrazia Fanchi
AMBITO I: Newsmaking e linguaggi del giornalismo. Alcune questioni di sociologia dell’informazione, Francesco Giorgino
FOCUS: L’albero epistemologico del newsmaking. Valori, criteri e fattori di notiziabilità, Francesco Giorgino / FOCUS: Il TG e i criteri di notiziabilità, Piero Damosso
AMBITO 2: Linguaggio cinematografico, Giovanni Curtis
FOCUS: L’inquadratura, Corrado Punzi / FOCUS: Il montaggio, Corrado Punzi
AMBITO 3: I linguaggi della televisione, Paola Abbiezzi
FOCUS: La televisione multipiattaforma, Elisabetta Locatelli
AMBITO 4: Il linguaggio radiofonico, Francesca Cassola
FOCUS: L’informazione radiofonica, Luigi Tornari
AMBITO 5: Il linguaggio delle imprese, Rossella C. Gambetti
FOCUS: Comunicazione virale, Valentina Giagnoni / FOCUS: User generated content, Stefania Vitulli
AMBITO 6: Il linguaggio pubblicitario, Maria Luisa Bionda e Alberto Bourlot
FOCUS: Usi non-convenzionali di strumenti tradizionali, Alberto Bourlot
AMBITO 7: Il linguaggio della Rete informatica, Ivan Montis
FOCUS: La fruizione audiovisiva in mobilità, Sara Sampietro
Approccio III. Economia e management della comunicazione
Economia e management della comunicazione, Giuseppe Richeri
AMBITO I: Media e copyright: una questione di economia, Daniele Doglio
FOCUS: Il nodo irrisolto della remunerazione dei contenuti su Internet, Daniele Doglio
AMBITO 2: Economia della radio e della televisione, Francesco Devescovi
FOCUS: Il ruolo delle concessionarie e dei centri media nel mercato pubblicitario italiano, Laura Francia
AMBITO 3: Economia del cinema e degli audiovisivi, Matteo Zara
FOCUS: Il product placement cinematografico. Quando i prodotti diventano attori, Paola Mazzaglia / FOCUS: Promozione cinematografica: il ruolo del trailer, Federico Bagnoli Rossi
AMBITO 4: Industria e mercato dei beni musicali, Paolo Prato
FOCUS: Musica mobile, Paolo Prato
AMBITO 5: Gestione delle organizzazioni culturali, Sara Bonini Baraldi
FOCUS: Il marketing territoriale, Massimiliano Bortolomiol
AMBITO 6: L’impatto della pubblicità sulla sfera economica. L’impatto economico della pubblicità, Daniele Pittèri
FOCUS: Economie e politiche della pubblicità in TV: 1954-2008, Daniele Pittèri / FOCUS: L’acquisto d’impulso, Ramon Dos Santos Sembianza
AMBITO 7: Economia dei new media/digital media, Luca Rossi
FOCUS: Creative Commons, Luca Rossi
Approccio IV. Semiotica e scienze dei linguaggi
Semiotica e scienze dei linguaggi, Ruggero Eugeni
AMBITO I: Semiotica dell’immagine, Glenda Franchin
FOCUS: Semiotica della fotografia, Daniele Milesi / FOCUS: Semiotica del fumetto, Matteo Stefanelli
AMBITO 2: Semiotica dei media audiovisivi, Paolo Peverini
FOCUS: Semiotica del cinema: gli approcci sociosemiotici, Mauro Resmini / FOCUS: Semiotica e fiction televisiva, Cecilia Penati / FOCUS: Semiotica della pubblicità, Sara Sampietro / FOCUS: Semiotica del telegiornale, Luca Barra
AMBITO 3: Semiotica dei media digitali, Nicoletta Vittadini
FOCUS: Semiotica e web 2.0, Elisabetta Locatelli / FOCUS: Semiotica del videogame, Matteo Tarantino
AMBITO 4: Semiotica dei processi culturali, Alice Cati
FOCUS: Semiotica della narrazione, Cristina Tosatto / FOCUS: Semiotica dell’architettura, Cristina Tosatto / FOCUS: Semiotica degli oggetti, Miriam De Rosa / FOCUS: Semiotica e design, Miriam De Rosa
AMBITO 5: Semiotica dell’esperienza, Ruggero Eugeni
FOCUS: Semiotica e scienze neurocognitive, Adriano D’Aloia / FOCUS: Semiotica e memoria, Alice Cati / FOCUS: Semiotica e identità, Glenda Franchin / FOCUS: Semiotica e spazialità, Miriam De Rosa
Approccio V. Sociologia della comunicazione
Sociologia della comunicazione, Marco Accorinti
AMBITO I: La comunicazione interpersonale, Marco Accorinti
FOCUS: Socializzazione e comunicazione, Maria Francesca Posa
AMBITO 2: Evoluzione degli studi di comunicazione di massa, Elisabetta Caporello
FOCUS: La sociologia delle comunicazioni di massa, Marco Accorinti / FOCUS: Memoria e comunicazione, Elisabetta Caporello
AMBITO 3: La metodologia della ricerca nelle comunicazioni di massa, Lucia Ciampi
FOCUS: Inchieste, sondaggi, interviste, Francesca Dota
AMBITO 4: Sociologia dei new media, Marco Boccia
FOCUS: Comunicazione e informazione, Marco Accorinti
AMBITO 5: La comunicazione istituzionale, Laura Franceschetti
FOCUS: La Responsabilità sociale di impresa, Daniela Ferrazza / FOCUS: Il bilancio sociale, Daniela Ferrazza / FOCUS: La comunicazione di crisi, Massimiliano Padula
AMBITO 6: Società e comunicazione, Silvia Lucciarini
FOCUS: Città e comunicazione, Alberto Violante / FOCUS: La società e le differenze culturali, Lucio Pisacane
Approccio VI. Psicologia della comunicazione
Psicologia della comunicazione, Alessandro Amadori
AMBITO I: La fiaba come “strumento" comunicativo: interazioni e relazioni fra verbale e non verbale, Chiara Palazzini
FOCUS: La percezione interpersonale, Alessandra Frigerio / FOCUS: La comunicazione non verbale, Maurizio Luvizone
AMBITO 2: Psicologia dei media, Oddone Demichelis
FOCUS: Psicologia della radio, Cinzia Manfredi / FOCUS: Psicologia della multimedialità, Cinzia Manfredi
AMBITO 3: Comunicazione, organizzazione e coaching, Gabriele Squillaci
FOCUS: L’empowerment, Gabriele Squillaci
Approccio VII. Educazione mediale
Educazione mediale, Pier Cesare Rivoltella
AMBITO I: Pedagogia “dei" media, Filippo Ceretti
FOCUS: Media Education, Alessandra Carenzio / FOCUS: Nuovi media per la formazione, Alessandra Carenzio
AMBITO 2: Tecnologia dell’educazione, Paolo Ardizzone
FOCUS: E-learning, Andrea Garavaglia / FOCUS: Strategie della comunicazione
in aula, Chiara Marazzi
Approccio VIII. Teologia della comunicazione
Teologia della comunicazione, Dario Edoardo Viganò
AMBITO I: Chiesa e media nella società dell’informazione: sfide e tensioni, Mariano Ure
FOCUS: Pio XII e il cinema, Dario Edoardo Viganò / FOCUS: Communio et progressio, Marco Sozzi
AMBITO 2: Direttorio sulle comunicazioni sociali Comunicazione e Missione, Claudio Giuliodori
FOCUS: L’animatore della cultura e della comunicazione, Adriano Bianchi / FOCUS: L’omelia, Dario Edoardo Viganò
AMBITO 3: Il religioso nei media, Alberto Bourlot
FOCUS: Il cinema cristologico, Alberto Bourlot / FOCUS: La fiction religiosa tra ricerca d’autore e scrittura popolare, Giorgio Simonelli
AMBITO 4: Chiesa, comunicazione e media. Dal Concilio Vaticano II ai messaggi del papa su YouTube, Dario Edoardo Viganò
FOCUS: I media cattolici, Luca Gentili / FOCUS: Ufficio stampa ecclesiale, Marc Carroggio / FOCUS: La comunicazione dell’8 per mille, Paolo Mascarino
AMBITO 5: Progetto culturale orientato in senso cristiano, Francesco Bonini
FOCUS: Centri culturali cattolici, Ernesto Diaco / FOCUS: Sale della comunità,
Dario Edoardo Viganò
Approccio IX. Etica della comunicazione
Etica della comunicazione, Adriano Fabris
AMBITO 1: Etica del giornalismo, Mariano Ure
FOCUS: I codici deontologici, Lisa Macchioni, Veronica Neri e Federico
Nobili
AMBITO 2: Etica della televisione, Lisa Macchioni
FOCUS: Violenza televisiva, Guido Gili
AMBITO 3: Etica della comunicazione pubblicitaria, Veronica Neri
FOCUS: Le immagini in televisione, Veronica Neri
AMBITO 4: Etica della comunicazione ambientale, Federico Nobili
FOCUS: La comunicazione nell’ambito delle certificazioni di qualità ambientale,
Federico Nobili
AMBITO 5: Etica delle nuove tecnologie, Antonio Iossa
FOCUS: Le nuove tecnologie nella pubblica amministrazione, Antonio
Iossa
AMBITO 6: Etica della comunicazione pubblica, Lisa Macchioni,Veronica Neri e Federico Nobili
FOCUS: La legge 7 giugno 2000, n. 150, Lisa Macchioni, Veronica Neri e Federico Nobili
Approccio X. Comunicazione e politica
Comunicazione e politica, Michele Sorice
AMBITO I: Effetti e audience, Michele Sorice
FOCUS: Agenda Setting, Michele Sorice / FOCUS: Microeffetti e mediatizzazione, Michele Sorice
AMBITO 2: Opinione pubblica, Guido Gili
FOCUS: Società civile, Rocco D’Ambrosio / FOCUS: Etica politica, RoccoD’Ambrosio
AMBITO 3: E-politics. Media e partecipazione, Francesca Pasquali
FOCUS: Social networking, Davide Bennato / FOCUS: Movimenti, Monica Di Sisto
AMBITO 4: Marketing politico, Emiliana De Blasio
FOCUS: Leaderizzazione, Edoardo Novelli / FOCUS: Spin doctor, Daniele Di VeroliO
AMBITO 5: Manipolazione, Guido Gili
FOCUS: Campagne e propaganda, Edoardo Novelli / FOCUS: Campagna permanente, Edoardo Novelli
AMBITO 6: Informazione politica, Monica Di Sisto
FOCUS: Political media events, Edoardo Novelli
AMBITO 7: Servizio pubblico radiotelevisivo, Matthew Hibberd
FOCUS: Accesso, Emiliana De Blasio / FOCUS: Conflitto di interesse, Matthew Hibberd
AMBITO 8: Linguaggio della politica, Massimo Arcangeli
FOCUS: Linguaggio della telepolitica, Massimo Arcangeli
Indice dei nomi

Recensioni

Anna Maria Pasetti, il Riformista, 12-11-2009
Tornare alla significazione delle parole. Per non smarrire l'universo di pensiero che definisce le identità, specie nei loro costanti mutamenti. E, prima di tutto, capire in profondità la polisemia che si lega oggi al termine "comunicazione". Sono queste preoccupazioni tanto urgenti e reali quanto è tangibile "il fatto" che il potere sia mani di chi ha l'informazione e la sa veicolare. La percezione di tali necessità non è alla sfuggita a un cospicuo pool di accademici ed in materia (106, per l'esattezza da una ventina di atenei tra italiani e stranieri) coordinati dallo sforzo di Dario Edoardo Viganò, (ordinario di Comunicazione alla Pontificia Università Lateranense, membro del Centre for Media and Communication Studies "Massimo Baldini" alla Luiss Guido Carli e presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo) che ha curato l'imponente Dizionario della Comunicazione, nelle librerie da un paio di giorni. Edito da Carocci, è un volume di oltre 1.400 pagine articolato in 10 capitoli identificati come "Approcci" (in quanto ambiti disciplinari diversi), a loro volta suddivisi in "Ambiti" e "Focus". "Titanica impresa", si legge nell'introduzione, proprio per l’intenzione di sistematizzare con rigore metodologico qualcosa che per sua natura tende a sfuggire alle regole, a crescere come un "rizoma", sviluppando derivazioni, stratificazioni e anomalie dalla praxis infinita, proporzionali solo alle mirabolanti trasformazioni tecnologiche. Il tomo, come il Centre MCS, è dedicato alla memoria del prof Massimo Baldini di recente scomparso, storico della comunicazione, preside della facoltà di Scienze Politiche Luiss e tra i co-autori del Dizionario. In un'ottica di ricerca polisemica sulle "implicazioni" più che sulle "applicazioni" della comunicazione, ben vengano approcci storici (Baldini), legati alle diverse forme mediali (Fanchi), economico-manageriali (Richeri), semiotici e linguistici (Eugeni), sociologici (Accorinti), psicologici (Amadori), formativi-educativi (Rivoltella), teologici (Viganò), etici (Fabris) e politici (Sorice). ll rischio che il termine comunicazione evochi oggi un tutto e dunque un niente è altissimo: ne deriva l'urgenza di formare comunicatori che non siano funamboli in bilico tra la tuttologia e il vuoto cosmico. Il senso di responsabilità cresce perché "le resistenze" - per usare il termine del semiologo Paolo Fabbri - sono pericolose.
, l'Unità, 13-12-2009

Centosei autori provenienti da diverse università italiane e straniere per tutto quello che c'è da sapere sui temi legati al mondo della comunicazione. Valido sussidio didattico ma anche supporto informativo e critico per tutti coloro che operano nel settore.

, Luce e Vita, 03-01-2010
Curato da Dario E. Viganò il Dizionario (Ed. Carocci) è strutturato a partire da ambiti disciplinari differenti (Approcci) ciascuno dei quali fornisce un inquadramento generale e sistematico degli argomenti di seguito affrontati. Ogni Approccio è a sua volta articolato in Ambiti: saggi attraverso i quali vengono presentati nei loro tratti salienti, argomenti, temi, percorsi e nodi concettuali fondamentali per indagare il mondo della comunicazione a partire dalla prospettiva disciplinare di riferimento. Accanto agli Ambiti, trovano spazio i Focus ovvero schede informative inerenti correnti culturali, movimenti d’opinione, invenzioni, opere, eventi e fatti di varia natura.
Pasquale Rotunno, Avanti!, 16-01-2010
Comunicare è divenuto tecnicamente facile. Ma spesso inutile: perché nessuno ha più voglia di ascoltare. Non si ascolta, o lo si fa distrattamente, per non venire sopraffatti dal diluvio di messaggi inessenziali che tracimano dai vari media. Di fronte a una tale alluvione, tendiamo a non impegnarci in un faticoso lavoro di selezione. Si finisce così col non prestare ascolto né ai messaggi banali, i più, né a quei pochi che pure sono interessanti e vitali. Restituire senso ai messaggi diffusi dai media vecchi e nuovi appare il compito più urgente per quanti operano nel mondo della comunicazione. Un mondo sempre più articolato e complesso che richiede quindi adeguati strumenti di orientamento; affidabili scientificamente e di agevole consultazione. Dario Edoardo Viganò (Università Lateranense e Luiss-Guido Carli) ha curato un imponente “Dizionario della comunicazione" (Carocci, 1302 pagine, 115 euro) che offre un valido supporto informativo e critico agli operatori e fruitori della comunicazione in tutte le sue forme. Il Dizionario presenta una struttura interna moderna e funzionale; incentrata sulla ripartizione per ambiti disciplinari e sull’organizzazione modulare del materiale informativo. Consente quindi percorsi di lettura personali e mirati a specifiche esigenze. Frutto del lavoro dei maggiori specialisti di scienze della comunicazione (Marco Accorinti, Alessandro Amadori, Massimo Baldini, Ruggero Eugeni, Adriano Fabris, Mariagrazia Fanchi, Giuseppe Richeri, Pier Cesare Rivoltella, Michele Sorice, Dario Edoardo Viganò) coniuga completezza e concisione delle voci. L’emergere di una questione etica ineludibile nel campo della comunicazione trova una limpida trattazione, che non rimanda genericamente ai codici deontologici varati nei diversi settori. Di questi codici sono invece indicati i limiti, come nel caso del giornalismo. L’ideale di un giornalismo oggettivista e neutrale è in crisi. Ci si sta muovendo verso un esercizio professionale più interpretativo e con maggiore coinvolgimento personale. Con tutti i rischi che ciò implica. Alla distanza che garantiva imparzialità, oggi si preferisce una "vicinanza" che abilita alla spiegazione degli eventi oltre la loro descrizione. Orientando così l’opinione pubblica, quando sono in gioco valori importanti per lo sviluppo civile. Non esistono dissensi sostanziali riguardo ai valori che ispirano il buon giornalismo. La maggiore preoccupazione etica risiede piuttosto su come far sì che tali valori siano osservati. Qui sorgono le controversie. Il predominio di un’etica contrattualistica finisce per identificare il morale con il legale. I codici deontologici non sono tuttavia in grado di risolvere i problemi di natura etica che i comunicatori incontrano. In molti casi, poi, nell’applicazione dei codici, controllore e controllato possono coincidere. Per questo risultano poco efficaci. Oltre ai codici professionali occorre che i soggetti coinvolti sviluppino un forte senso di responsabilità. Il giornalista è sfidato ad abbandonare il comodo atteggiamento di potere e a porsi in atteggiamento di servizio. Non è possibile, infatti, fare buon giornalismo se si manca di una vocazione sociale. In questo senso il giornalista somiglia al medico o al docente. L’etica “della cura" applicata all’informazione mette l’accento proprio sulla dedizione e sulla responsabilità dei professionisti. Se la verità è l’orizzonte del buon giornalismo, la “cattiva prassi" consiste nello strumentalizzare il racconto giornalistico per fini particolari e nel dare informazioni senza avere evidenze sufficienti. O anche nell’ignorare l’impatto che ha l’informazione sull’opinione pubblica. Soprattutto quando comporta degli effetti di disgregazione sociale. Il buon giornalismo non è "neutrale" come sostengono i codici deontologici. Si pone obiettivi di sviluppo umano: tra gli altri, quello di sradicare la povertà, pacificare la società e consolidare la democrazia. Di solito prevale invece una autoreferenzialità di casta. Il buon giornalista è quello che "fa bene" perché riesce a coniugare le tradizionali tecniche di produzione dell’informazione e l’atteggiamento fondamentale di rispetto della dignità della persona, principalmente la sua libertà e autonomia critica; quello che vive il proprio diritto (libertà di espressione) come obbligo di far valere il diritto del pubblico (diritto all’informazione). Secondo questo approccio il ruolo sociale del giornalismo è quello di favorire il dialogo sociale per far emergere le migliori soluzioni ai problemi comuni dell’intera società. Il giornalista non può essere imparziale, come richiede la maggioranza dei codici. Il principio etico della non-imparzialità è lotta aperta contro ogni forma di violenza, odio e discriminazione. Si tratta di un coinvolgimento non militante e partigiano; ma che risponde all’intera umanità. Un giornalista che vuol servire la società, spiega Mariano Ure (Università cattolica Argentina) nella voce "etica del giornalismo", deve abbandonare la posizione di "osservatore" per convertirsi in "attore" della pace e dello sviluppo. Il Dizionario non si limita a fornire una mole sterminata di dati. Entra come si vede nel vivo del dibattito in corso per restituire credibilità all’informazione.
R.C., Avvenire, 21-01-2010
È più di un semplice vocabolario il «Dizionario della comunicazione» (editore Carocci, 1302 pagine, 115 euro), curato da monsignor Dario E. Viganò, docente di comunicazione e preside dell'Istituto «Redemptor Hominis» (Università Lateranense). Il volume, moderno e funzionale nella sua architettura interna, è strutturato per approcci, ambiti e focus. Gli approcci (10 in tutto, ndr) definiscono i diversi settori disciplinari: storia, media, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica, politica. Gli ambiti, invece, sono saggi di taglio informativo, attraverso i quali vengono presentati, nei loro tratti salienti, argomenti, temi, percorsi e nodi concettuali fondamentali per indagare il mondo della comunicazione a partire dalla prospettiva disciplinare di riferimento. I focus, infine, offrono schede informative che presentano correnti culturali, movimenti di opinione, invenzioni, opere, eventi e fatti di varia natura che arricchiscono e concludono gli ambiti.
Monsignor Viganò è possibile racchiudere il «mondo» della comunicazione in un dizionario?
«Intraprendere il lavoro per la pubblicazione di un Dizionario della comunicazione è impresa titanica. L'obiettivo di tale iniziativa editoriale è quello di realizzare un'opera che coniughi l'esattezza scientifica, il rigore metodologico e una marcata tensione all'approfondimento con la chiarezza espositiva, l'esaustività e l'agevolezza di consultazione proprie di un efficace strumento di formazione il lavoro, durato quasi due ami, ha coinvolto ben 106 autori, professori provenienti da più di 20 università italiane e straniere, nonché affermati professionisti del mondo della comunicazione. La differente provenienza degli autori contribuisce al disegno di un caleidoscopio di metodiche che arricchiscono l'approccio ai mondo della comunicazione».
Il volume è diviso in «approcci», «ambiti» e «focus»: quali le caratteristiche?
«L'architettura del Dizionario offre anzitutto l'inquadramento sistematico con i relativi paradigmi teorico-critici e metodologici delle varie discipline che si occupano di comunicazione (sono i differenti approcci). Completezza e concisione sono le caratteristiche dei saggi (ambiti) che presentano diversi temi, percorsi e nodi concettuali. Completano l'opera alcune schede informative di correnti culturali, eventi e movimenti di opinione (focus). A tutto ciò si aggiunge l'indice dei nomi come possibile mappa di orientamento per percorsi decisi dal destinatario».
C'è un filo che lega i 10 «approcci»»?
«Gli approcci riflettono in qualche modo le tensioni dell'uomo all'universo delle comunicazioni, con le sue opportunità e criticità. Certamente presentano un'autonomia disciplinare, ma anche continui punti di contatto, occasioni di complementarietà. Il crocevia degli approcci è la consapevolezza che nei processi comunicativi oggi la questione è antropologica: basti pensare ai temi della manipolazione e della credibilità, al marketing politico e alla cittadinanza attiva, alle identità multiple e alle ridefinizioni dei concetti pubblico
privato».
Nel dizionario si parla anche di Chiesa e media. Quali i principali cambiamenti e le opportunità emerse dal Concilio Vaticano II all'era del Web 2.0?
«Molto è stato fatto in questi anni, anche se spesso solo sotto l'insegna della strumentalità. Dal Vaticano II al Web 2.0 si sono aperte diverse opportunità nel rapporto della Chiesa con i mass media. È evidente che nel Web 2.0 viene promossa la dimensione comunitaria. E questo lo sanno bene le tante diocesi e le tante parrocchie che sono presenti in Rete. Si apre così un nuovo modo di essere comunità e di condividere la propria fede. Le sfide, però, sono altre-tanto decisive. Una, soprattutto. La Rete, certo, consente di stare in relazione e di moltiplicare i contatti. Ma allora la sfida per la Chiesa in Rete è quella di trasformare il semplice contatto in forme di vera interazione e partecipazione che possono anche divenire scelte di vita»
Un «ambito» è riservato al Direttorio «comunicazione e missione»…
«Ritengo che oggi sia il testo di riferimento per la pastorale delle comunicazioni sociali nella Chiesa italiana. Sia nel senso che raccoglie il lavoro di moltissimi anni di impegno anche pionieristico nel mondo dei media, sia perché precisa, soprattutto nel primo capitolo, il profilo antropologico delle sfide comunicative»
Rossana Arzone, www.agoramagazine.it, 22-01-2010
Mille pagine in cui sono affrontati tutti i temi legati alla comunicazione dai nuovi linguaggi richiesti nelle omelie a quelli impiegati nelle dinamiche aziendali, e sulle quali hanno scritto ben 106 autori, professori provenienti da più di venti università italiane e straniere nonché affermati professionisti del mondo della comunicazione, come David Forgacs dello University College of London e Philip Schlesinger della University of Glasgow. L’opera, come scrive Dario Viganò nell’introduzione, «è stata concepita anzitutto come sussidio didattico per gli studenti universitari, ma anche come valido supporto informativo e critico per tutti coloro che, a diversi livelli e per motivi differenti, operano nel settore della comunicazione o a questo, più in generale, rivolgono il proprio interesse». Esattezza scientifica, rigore metodologico, approfondimenti, chiarezza espositiva, esaustività fanno del “Dizionario della comunicazione" uno strumento di riferimento e la sua organizzazione moderna e funzionale lo rende particolarmente facile alla consultazione. Il volume è, infatti, articolato in “Approcci", “Ambiti" e “Focus". I dieci "Approcci" definiscono ognuno i diversi settori disciplinari (storia, media, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica, politica), all’inizio di ognuno di essi un saggio introduttivo fornisce un inquadramento generale e sistematico degli argomenti definisce i paradigmi teorico-critici e le procedure metodologiche di riferimento, tratteggiando gli sviluppi cronologici e le personalità di spicco della disciplina. Gli "Ambiti" sono saggi di taglio spiccatamente informativo, attraverso i quali vengono presentati, nei loro tratti salienti, argomenti, temi, percorsi e nodi concettuali fondamentali per indagare il mondo della comunicazione e partire dalla prospettiva disciplinare di riferimento. I "Focus", infine, offrono schede informative che presentano correnti culturali, movimenti di opinione, invenzioni, opere, eventi e fatti di varia natura che arricchiscono gli "Ambiti". In una società come la nostra dove la comunicazione, in tutti i campi e a tutti i livelli, ha un ruolo sempre più importante un volume come il “Dizionario della comunicazione" diventa strumento non solo utile ma indispensabile.
, Prima, 01-02-2010
L'Editore Carocci ha appena dato alle stampe il 'Dizionario della comunicazione', curato da Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione ente dello spettacolo e direttore responsabile della Rivista del cinematografo. È un volume di mille pagine (115 euro il prezzo di copertina), una vera summa in cui sono affrontati tutti i temi della comunicazione, in rapporto alle diverse discipline: storia, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica, politica. Alla realizzazione del 'Dizionario' hanno collaborato 106 autori, professori di oltre 20 università italiane e straniere, coordinati da Viganò, che è ordinario di comunicazione alla Pontificia università lateranense, oltre che membro del comitato direttivo del Centre for Media and Communication Studies Massimo Baldini della Luiss, dove insegna semiologia. "L'opera", spiega Viganò, "è concepita soprattutto come strumento didattico per gli studenti universitari di scienze della comunicazione, ma può essere anche un valido supporto informativo e critico per tutti coloro che operano nel mondo della comunicazione".
, La Cittadella, 26-02-2010
Il Dizionario della comunicazione è stato curato da Dario E. Viganò (ed Carocci) preside dell'Istituto Pastorale Redemptor Homininis della Pontificia Università Lateranense, che collabora per quanto attiene i progetti di formazione con l'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali. Il Dizionario della comunicazione propone l'impianto del percorso di formazione per gli animatori della comunicazione e della cultura così come l'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la Pontificia Università Lateranense hanno progettato in questi ultimi quattro anni. Il Dizionario è strutturato, come si legge nell'Introduzione, a partire da ambiti disciplinari differenti (Approcci) ciascuno dei quali fornisce un inquadramento generale e sistematico degli argomenti di seguito affrontati, introduce temi e problemi interni o esterni che hanno in prevalenza segnato lo specifico orizzonte interpretativo, definisce i paradigmi teorico-critici e le procedure metodologiche di riferimento, tratteggiando gli sviluppi cronologici e le personalità di spicco della disciplina [. . .] Ogni Approccio è a sua volta articolato in Ambiti, saggi attraverso i quali vengono presentati, nei loro trattati salienti, argomenti, temi, percorsi e nodi concettuali (già emersi nell'analisi con dotta negli Approcci o per la prima volta contati nel volume) fondamentali per indagare il mondo della comunicazione a partire dalla prospettiva disciplinare di riferimento. Accanto agli Ambiti trovano spazio i Focus ovvero schede informative inerenti correnti culturali, movimenti di opinione, invenzioni, opere, eventi e fatti di varia natura inerenti il singolo Ambito.  II lavoro si avvale della collaborazione di oltre cento professori provenienti dai più prestigiosi atenei italiani con la collaborazione anche di professori dell'area anglosassone e dell'America latina. Non mancano interventi di professionisti soprattutto per quanto riguarda gli ambiti e i focus.
, Avvenire ed. Roma, 28-02-2010
Racchiudere in un unico testo tutto l'universo della comunicazione. La difficilissima impresa è riuscita agli autori del Dizionario della Comunicazione, un prezioso strumento di lavoro per chi opera nel mondo dei media e un interessante compendio di facile consultazione per chiunque si voglia interessare di questi temi. Non a caso sono occorsi due anni e più di cento professori provenienti dai più prestigiosi atenei italiani per confezionare il prodotto curato da monsignor Dario Edoardo Viganò, preside dell'lstituto pastorale Redemptor Hominis dell'università Lateranense. Il dizionario è strutturato in ambiti disciplinari differenti, ciascuno fornisce un inquadramento sistematico degli argomenti: dalla psicologia all'etica, dalla storia alla teologia, passando per l'economia e la politica.
D.P., Pagine giovani, 01-03-2010
Un'impresa titanica, come afferma il curatore, che ha coinvolto 106 autori provenienti da più di 20 università italiane e straniere (tra cui la Sapienza di Roma, la Pontificia Università Lateranense, la LUISS Guido Carli, l'Università Cattolica di Milano, I'Università di Pisa, l'università della Svizzera di Lugano, l’Università di Stirling in Inghilterra, la Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires) nonché affermati professionisti del mondo della comunicazione. L'opera ha una struttura funzionale che prevede un'articolazione per Approcci, Ambiti e Focus. l dieci Approcci definiscono ognuno dei settori disciplinari (storia, media, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica, politica) e vengono introdotti ciascuno da un saggio che inquadra gli argomenti, definisce i paradigmi teorico-critici e le procedure metodologiche di riferimento, tratteggia gli sviluppi cronologici e le personalità di spicco della disciplina. Gli Ambiti sono saggi informativi, attraverso i quali vengono presentati, nei loro tratti salienti, argomenti, temi, percorsi e nodi concettuali fondamentali per indagare il mondo della comunicazione a partire dalla prospettiva disciplinare di riferimento. I focus, infine, offrono schede che presentano correnti culturali, movimenti di opinione, invenzioni, opere, eventi e fatti di varia natura che arricchiscono e concludono gli Ambiti. Un’opera che coniuga esattezza scientifica, rigore metodologico e vocazione all'approfondimento con chiarezza espositiva e agevolezza nella consultazione. Un valido sussidio didattico per studenti universitari ma anche strumento informativo per tutti coloro che operano nel settore della comunicazione.
, Mediaforum, 16-03-2010

Curato da Dario Edoardo Viganò, presidente dell'Ente dello spettacolo, oltre che ordinario di comunicazione presso la Pontificia Università Lateranense e membro del comitato diretto del Centre for Media and Communication Studies "Massimo Baldini" della Luiss, il dizionario rappresenta una vera summa in cui sono stati affrontati tutti i temi della comunicazione (dai nuovi linguaggi richiesti nelle omelie, a quelli impiegati nelle dinamiche aziendali) nelle diverse discipline (storia, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica, politica). Tra gli autori si contano 106 professori provenienti da più di 20 università italiane e straniere.

A.Z., il Sole 24 ore, 04-04-2010
La comunicazione è materia che sfugge, meglio che si evolve in continuazione e per essere compresa si avvale delle ricerche provenienti da ogni disciplina del sapere. Non è solo linguaggio ma anche psicologia, è scelta di temi, modi e tempi di pubblicazione di una notizia, ma anche di strategia (e la teoria dei giochi insegna molto); è multimedialità dove parola detta e parola scritta, immagine e grafica si mescolano creando nuove soluzioni informative sempre più complesse, esaustive ma anche censorie. Dall’evoluzione in corso nasce la necessità di nuovi modelli di decodificazione di un settore sempre più ampio, decisivo per il successo di una scelta personale, di governo, di politica internazionale. I mezzi dell’informazione attraversano un momento delicato - quanto sopravvivrà ancora la carta stampata? E chi ne prenderà  il posto? - un momento che non oscura la loro forza, al contrario sollecita soluzioni veloci e adeguate ai tempi. Dentro queste spinte e contro spinte si colloca il Dizionario della comunicazione edito da Carocci, risultato di un lungo e dialogato lavoro tra esperti delle università Luiss, Cattolica, Sapienza, Padova, Pisa, Lateranense e della Svizzera italiana. Un testo che si avvale degli ultimi studi di Massimo Baldini, cui il volume è dedicato, che molto aveva voluto l’interdisciplinità per fornire agli operatori un  prodotto adeguato ai tempi. Diviso in tre sezioni- Approcci, Ambiti e Focus - vengono scandagliati la storia della comunicazione, i media, l’economia, la semiotica, la teologia, l’etica e la politica. Saggi di approfondimento e schede mirate offrono un aggiornamento teorico sulle tendenze e le applicazioni mediatiche. In un mondo in cui tutto è comunicazione anche il rumore e il silenzio, ogni espressione va capita per non esserne vittime e per governarla. Il "Dizionario" è una bussola sicura e utile.
Aldo Novelli, Il nostro tempo, 25-04-2010
«Se la comunicazione è un aspetto fondamentale della nostra società, resta il fatto che viviamo in un’epoca con tanti, forse troppi, contatti e poche relazioni. I contatti via email o multimediali sono spesso un modo superficiale di comunicare. Diversa è invece la relazione, che mette in gioco i nostri sensi e rappresenta un vero incontro tra le persone. La Chiesa sotto questo punto di vista è un forte centro di relazioni sociali perché vi è un autentico legame tra la parrocchia e la comunità di persone che le vive attorno. A ben vedere non esiste un’altra istituzione come la Chiesa che riesca a radunare tutte le domeniche una così vasta moltitudine di gente a livello universale. Essa è dunque molto interessata a scoprire sempre nuove e più efficaci modalità di comunicare per svolgere al meglio la propria missione di evangelizzazione». A parlare è mons. Guido Fiandino, vescovo ausiliare di Torino, intervenuto alla presentazione del nuovo «Dizionario della comunicazione» (edizioni Carocci) curato da mons. Dario Viganò, ordinario alla Pontificia università lateranense e presidente della Fondazione ente dello spettacolo. All’incontro presso la Fondazione Carlo Donat-Cattin, hanno partecipato il vicedirettore de «La Stampa» Vittorio Sabadin, Maurizio Braccialarghe direttore del Centro produzione Rai di Torino ed Ernesto Preziosi docente all’Università cattolica del Sacro cuore. Il «Dizionario», un volume di oltre mille pagine, svolge una panoramica sull’universo comunicativo, osservandone gli aspetti tecnologici, culturali, sociologici, etici e teologici. «La sua redazione», ha spiegato mons. Viganò, «è durata due anni, coinvolgendo un centinaio di docenti ed esperti. Lo abbiamo chiamato "dizionario", ma l’opera non segue un ordine alfabetico, né è finalizzata al solo approfondimento semantico delle voci trattate. Essa fa invece un excursus nel mondo della comunicazione, esaminato sotto molteplici approcci. Di ognuno viene fornito un quadro di insieme che poi si dipana in aree più specifiche, arricchite da alcuni focus sui temi ritenuti di maggior rilevanza. L’idea è di offrire una bussola per orientarsi nell’universo mediatico, per comprenderne la sua evoluzione. Ci si propone anche una riflessione etica sui mezzi di comunicazione nel segno del diritto di essere ben informati». La Rete oggi sembra farla da padrona, rispetto a mezzi più tradizionali come la televisione o i giornali. Proprio questa estrema diffusione di strumenti tanto diversi pone qualche problema agli utenti, sottoposti ad una specie di bombardamento mediatico. Diventa più che mai necessario per i cittadini poter discernere tra le fonti per essere poi in grado di riflettere sui fatti e sulle notizie. Per il vicedirettore de «La Stampa» Sabadin c’è un dato con cui fare i conti: «Da anni nei giornali c’è un calo di vendite e di inserzioni pubblicitarie. I giovani leggono sempre di meno i quotidiani, attratti sempre più da Internet. Di recente il direttore del “New York Times" ha detto che nel 2014 sarà venduta l’ultima copia cartacea di questo storico quotidiano. Forse non sarà così, ma certo ad aggravare il quadro concorre la gratuità dei siti web dei giornali. L’idea di far pagare la lettura web potrebbe essere allora l’àncora di salvezza per un giornalismo di qualità. In caso contrario non sarà possibile reggere la concorrenza di una Rete, in grado quasi all’istante di fornire qualunque notizia ben prima dei media tradizionali». È in gioco anche la qualità dell’informazione nonché la professionalità e l’etica del giornalismo. I giornali hanno un ruolo decisivo nell’indirizzare l’opinione pubblica. «Qualità e professionalità», ha detto Sabadin, «sono indispensabili ma hanno un costo; chi si ne farà carico, in quest’epoca in cui chiudono le testate, 1.500 negli Usa solo lo scorso anno? Eppure ci anche sono segni di speranza. Il premio Pulitzer è andato quest’anno al sito web ProPublica.org, finanziato da un’associazione no-profit, vicina agli ambienti liberal, che punta a valorizzare il giornalismo di inchiesta. Qui il giornale viene assimilato ad un bisogno sociale o ad un servizio offerto ai cittadini. Questa sorta di autofinanziamento, che parte dalla stessa comunità dei lettori, forse può rappresentare una possibile via di uscita per il futuro dell’informazione come strumento di libertà e di crescita democratica».
Agata Garofalo, http://www.bottegaeditoriale.it, 10-11-2010

Quella della comunicazione è una realtà magmatica, valutabile da diversi punti di vista tra loro interdipendenti. Per chi si accinge alla scoperta di questo mondo c’è bisogno di un supporto per non perdere l’orientamento, di una sorta di bussola. Ma soprattutto occorre metodo. Un importante aiuto in questo senso può essere fornito da un buon manuale didattico, il quale deve necessariamente essere, oltre che ragionevolmente argomentato, semplice da consultare. È il caso del Dizionario della comunicazione a cura di Dario Edoardo Viganò (Carocci editore, pp. 1.304, € 115,00), strumento utilissimo per affacciarsi al mondo della comunicazione da ognuna delle prospettive disponibili, senza rischiare di smarrirsi nel labirinto di diramazioni possibili.
La struttura concettuale
Professore ordinario di Comunicazione presso la Pontificia Università Lateranense, uomo di Chiesa ed esperto di comunicazione e di cinema italiano, il curatore del volume ci accompagna alla scoperta dell’attuale scenario degli studi sulla comunicazione con un dizionario sui generis, poiché non segue un ordine alfabetico, bensì concettuale. Viganò propone dieci diversi approcci all’universo della comunicazione: storico, mediale, economico, semiotico, sociologico, psicologico, educativo, teologico, etico e politico. Con un po’ di fantasia, si possono paragonare a dieci diverse sezioni di un museo, ognuna a sua volta suddivisa in varie stanze, ciascuna delle quali è dedicata ad un determinato ambito. In ogni stanza del "museo" sono esposti dei quadri (nel libro corrispondono ai focus) che illustrano specifici argomenti. Ogni “quadro" è a firma di docenti o esperti che focalizzano la loro attenzione su un particolare aspetto del loro settore di competenza, ma anche l’introduzione ad ogni approccio e ambito è argomentata da autori provenienti dall’ambiente accademico o professionale. Seguendo questa originale e funzionale struttura l’autore offre una mappatura ragionata dei vari percorsi tematici autonomi che si intrecciano a formare il complesso universo comunicativo, regalando una visione panoramica e dettagliata, aprendo nuovi scenari di riflessione. Per la chiarezza espositiva e il rigore strutturale il volume è un valido, completo e moderno strumento formativo alla portata di chi studia la comunicazione a livello universitario e necessita sia di un ordine metodologico per acquisire le conoscenze basilari, sia di una spinta motivazionale alla riflessione e all’approfondimento. Nato come manuale per una semplice e feconda consultazione didattica, è anche un ottimo supporto informativo e critico per chiunque operi nel settore della comunicazione.
La coralità di tematiche e prospettive
Ampio spazio è dedicato nell’opera alla riflessione sui mutamenti, repentini eppure radicali, avvenuti negli ultimi anni nel mondo della comunicazione: sono molteplici sia i fattori che gli aspetti di tale cambiamento. Il dibattito sulla libertà di stampa e quello sulle tecnologie digitali, ad esempio, sono da interpretarsi come sfide etiche per l’umanità, poiché ogni decisione presa in merito può rappresentare per il singolo cittadino una grossa perdita o un enorme vantaggio. Si comprende quindi l’importanza di una formazione completa e ragionata soprattutto per le nuove generazioni che nascono e crescono in una società già totalmente "informatizzata" ma non per questo necessariamente "informata". I contenuti trattati nel volume spaziano dalla nascita del libro e le prime forme di poesia ai nuovi linguaggi richiesti nelle omelie e quelli impiegati nelle dinamiche aziendali, dalle teorie di semiotica ai dibattiti aperti su stampa e censura. Il tutto senza mai dimenticare il ruolo dell’immagine, del segno e del contesto oltre a quello della parola che oggi, come del resto storicamente, è solo una piccola parte nell’universo della comunicazione. Intorno a queste tematiche hanno scritto 106 autori, tra professori universitari e affermati professionisti del settore. Il fatto che questo manuale sia stato composto a più mani conferisce grande ricchezza all’esposizione, che ne guadagna in scorrevolezza e oggettività. Lungi dall’avere un unico orientamento – politico, religioso o di qualsiasi genere – il libro è infatti un puzzle omogeneo e stimolante di opinioni, esperienze e prospettive. Non si tratta quindi dell’ennesimo saggio monotono e ripetitivo, piuttosto di un coro di diverse personalità, stili e forme di espressione: come un dibattito aperto sulla comunicazione che intrattiene e incuriosisce ad ogni nuovo intervento.