Carocci editore - Tulipano

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Tulipano

Walter de Hoog

Tulipano

Un partigiano olandese ricorda la Resistenza e Ferruccio Parri
Prefazione di Luca Polese Remaggi

Edizione: 2009

Collana: Italia contemporanea (10)

ISBN: 9788843051458

  • Pagine: 176
  • Prezzo:18,20 15,47
  • Acquista

In breve

Come scrive Luca Polese Remaggi nella sua prefazione, «Walter de Hoog è stato uno di quei giovani sprovvisti di esperienza militare e politica che si gettarono a capofitto nella lotta clandestina nel momento di massima espansione del movimento, l’estate del 1944». Trasferitosi negli Stati Uniti a un anno dalla fine del conflitto mondiale, ha alle spalle una lunga carriera di documentarista. Oggi vive a Santa Barbara, in California. Tulipano è il racconto degli avvenimenti di cui Walter – chiamato, appunto, Tulipano dai compagni della Resistenza – fu partecipe, fra Milano, il Sudtirolo e la Svizzera, nella fase finale della guerra di liberazione. Al tempo stesso memoria storica e vicenda romanzesca, si situa a metà tra due filoni letterari della Resistenza: quello del resoconto storico-biografico dei protagonisti e quello più propriamente narrativo dei romanzieri dell’immediato dopoguerra. Testo in cui le ragioni della storia coincidono con quelle della letteratura, Tulipano supera i confini della memorialistica per presentarsi con un plot che alterna balzi nel tempo a momenti di riflessione e un’intensità narrativa – capace di trasmettere in pieno la disperazione del dramma privato nel marasma di quello collettivo – che in taluni passaggi può ricordare le pagine di un grande come Fenoglio. Ma l’avventura partigiana di Tulipano-Walter de Hoog, ragazzo olandese trapiantato in Italia, è biografia rigorosa, vicenda squisitamente personale che si incastona nel più ampio quadro dell’arco di tempo in cui una parte dell’Italia tentò di riscattare l’intero paese dal penoso trascorso del Ventennio e dalla guerra al fianco del Reich nazista. Così le traversie del protagonista si fanno stimolo all’approfondimento dell’indagine storica, mentre invitano a soffermarsi su quella paradossale sintesi di generosità e «banalità del male» che sembra essere l’ineludibile caratteristica della condizione umana.

Indice

Prefazione. Una vicenda partigiana fra storia e memoria di Luca Polese Remaggi
Tulipano
Introduzione
1. Viaggio a Mauthausen
2. Dimenticare e ricordare
3. La scalinata della morte
4. Il treno dei dannati
5. La Gestapo a Milano
6. Trentotto anni dopo
7. Il castello del male
8. Un matrimonio in strada
9. «Come un topo malato»
10. Echi ossessionanti
11. Punto di rottura
12. Trapianto di foto
13. La memoria dei nomi
14. Il salto del paracadutista
15. Il vecchio e il bambino
16. Il rumore degli stivali
17. «Die Wahrheit sagen!»
18. Corriere clandestino
19. La Sesta di Beethoven
20. Il capo della Resistenza
21. In fuga nelle Dolomiti
22. Il prete austriaco
23. Contadini dell’Alto Adige
24. Lo scarpone nel fienile
25. Discesa a Bolzano
26. Il padre francescano
27. Il caporeparto della fabbrica
28. Il tenente e Nietzsche
29. Fortuna al gioco
30. Salvo per il rotto della cuffia
31. Il cuore di Bernardo
32. L’inverno 1944-45
33. «Chissà come andrà a finire»
34. «Là dove vi portano»
35. «Schöne als eine Yengele»
36. Vino e salame a Bardolino
37. Finalmente a Milano
38. Ancora per il rotto della cuffia
39. Una famiglia milanese
40. Nel frattempo, Ferruccio Parri
41. La Svizzera
42. Un profugo e la sua storia
43. L’addetto militare olandese
44. Complotti da salotto
45. Tintinnio di campanellini
46. A Milano con Parri
47. Spettacolo raccapricciante
48. Clima di violenza
49. Parata di commiato
50. Parri presidente del Consiglio
51. La chiamata a Roma
52. «Minestrone degli Affari esteri»
53. Una nazione a pezzi
54. Burocrazia romana
55. La figlia di Mussolini
56. Il congedo
Epilogo
Appendice
Indice dei nomi

Recensioni

Enrico Mannucci , Corriere della Sera, 05-02-2010

Olandese, partigiano gappista a Milano, poi corriere per il comando del Clnai. Catturato dalla Gestapo, avviato a Mauthausen e scappato avventurosamente saltando giù dal treno durante il passaggio delle Alpi. Subito dopo la Liberazione nell' ufficio stampa del governo di Ferruccio Parri (nella foto). A 21 anni, Walter de Hoog aveva già alle spalle questo notevole curriculum. In più era stato protagonista in uno dei più drammatici episodi della Resistenza, un caso intricato che avrebbe innescato equivoci per molti anni a venire, fino al 2005. Le memorie di de Hoog vengono ora pubblicate da Carocci con il titolo Tulipano (pp. 173, Euro 18,20) e una prefazione dello storico Luca Polese Remaggi. Ricostruzione pignola, ma anche racconto con momenti da thriller e diario esistenziale di un ragazzo davanti ai grandi passaggi della storia. Nonché esempio di garbata ironia, come quando indaga - molti anni dopo - sui registri degli internati a Mauthausen e scopre che, essendo scappato prima di arrivare, non «ha titolo» a figurarvi. Fra i partigiani, de Hoog non capitò per caso. Li scovò, mosso da una doppia pulsione: l' antifascismo assimilato allo scoppio della guerra civile in Spagna, dove viveva con la madre prima di trasferirsi in Italia; la notizia della morte del fratello maggiore Martino, soldato olandese caduto nel 1940 combattendo l' invasione tedesca. Il reclutamento vero e proprio, comunque, non manca di aspetti curiosi: nasce dalla predilezione per la Sesta sinfonia di Beethoven che accomuna il protagonista e una ragazza incontrata alle prove dell' orchestra. Lei è Giovanna Ponti, una delle due figlie di Giò, i suoi amici hanno appena formato un gruppo partigiano e presto invitano il giovane olandese a farne parte. Ma i racconti della Resistenza vissuta da Tulipano - era il non imprevedibile nome di battaglia di de Hoog - ruotano attorno all' episodio della cattura di Ferruccio Parri, il 2 gennaio 1945, in via Monti a Milano. Una vicenda su cui sono circolate molte versioni contrastanti. La ricostruzione di de Hoog è di prima mano: venne arrestato nella stessa circostanza. Il pasticcio nasce dal fatto che nello stesso periodo operava a Milano un partigiano della Franchi (il raggruppamento di Edgardo Sogno) di nome Riccardo De Haag, legato ai servizi segreti inglesi. Dalla somiglianza dei nomi, una serie di scambi di persona nei verbali e nelle ricostruzioni degni di Feydeau, e via libera a interpretazioni fantasiose del blitz nazista (con l' ipotesi che ci fosse dietro un' imbeccata britannica ai tedeschi contro i capi partigiani più indocili verso la monarchia). Una traccia fasulla che ha depistato storici come Peter Tompkins in una delle sue ultime opere (L' altra Resistenza, saggio edito dal Saggiatore), infine decifrata con tre articoli del 2005 sul «Corriere della Sera». E che era stata alimentata da testimonianze interessate come quella di Luca Osteria, un agente dell' Ovra coinvolto in un ambiguo doppio gioco con i partigiani: del resto, ricompensato, dopo la guerra, da Parri medesimo. De Hoog fa ora chiarezza in una babele che a Polese Remaggi suggerisce un titolo, «La sindrome di Rashomon», per le analogie con il famoso film di Akira Kurosawa.