Carocci editore - Donne tra memoria e scrittura

Password dimenticata?

Registrazione

TFA e formazione

Banner

crediti formativi

Banner

Promo del mese

Banner
Banner
Donne tra memoria e scrittura

Claude Cazalé Bérard

Donne tra memoria e scrittura

Fuller, Weil, Sachs, Morante

Edizione: 2009

Collana: Lingue e Letterature Carocci (111)

ISBN: 9788843051335

  • Pagine: 328
  • Prezzo:31,50 26,78
  • Acquista

In breve

Il volume propone percorsi di lettura intorno alla donna, prima oggetto e poi soggetto della scrittura, in una prospettiva filologica e criticoletteraria arricchita dai Gender Studies. Nel primo capitolo – Sguardi sulle donne, sguardi di donne – si leggono, fin dai fondamenti della tradizione letteraria italiana (Boccaccio), e attraverso la storia europea e americana (Margaret Fuller), le contraddizioni tra istanze di libertà e forme del dominio. Nel secondo –Una storia e una memoria da riscrivere – si considera la presenza di Simone Weil nelle autrici (Morante, Campo, Bachmann) che affrontano i problemi della responsabilità del male, della violenza, della guerra, della differenza. Nel terzo capitolo – La parola dell’altro, l’altro della parola – si esaminano i limiti e le illusioni della modernità (Pirandello, Saba) nelle opere di Sachs e Morante, coinvolte loro malgrado nella crisi della civiltà e del paradigma occidentali. Donne che hanno scelto consapevolmente un impervio e solitario itinerario, quello dell’eresia dell’intelligenza, dell’estremizzazione dell’amore, fuori dalle regole comuni, dai dogmi e dall’ordine costituito.

Indice

Introduzione. Ruth, Elsa e le altre
1. Genealogie, generazioni e generi
2. Straniere, esili, lingua salvata
3. Canoni letterari e critica di un altro genere
4. "Po-etica" e utopia
5. Invenzione della storia e della memoria
1. Sguardi sulle donne, sguardi di donne
Giochi di specchi nel Reggimento e costumi di donna di Francesco da Barberino/L’Elegia di Madonna Fiammetta di Boccaccio: scrittura pseudo autobiografica e semiotica dell’amore/Margaret Fuller, un altro sguardo sull’Europa delle Rivoluzioni
2. Una storia e una memoria da riscrivere
Morante e Weil: la scelta dell’attenzione e dell’amore/Venezia salva: il dramma della forza e della salvezza/Le raccontatrici di fiabe: Weil, Morante, Campo, Bachmann/Le aporie della storia e la fine della fiaba
3. La parola dell’altro, l’altro della parola
Morante e Pirandello: poetiche "fuori norma" e "fuori luogo"/Morante e Saba: variazioni su Io, Tu, l’altro, il diverso/Sachs e Morante: il canto dell’estremo
Conclusione. Il mondo salvato dai poeti?

Recensioni

Clotilde Barbarulli, Le Monde diplomatique, 01-11-2009
L’autrice, docente di letteratura italiana a Nanterre, partendo da una riflessione sulla critica letteraria di genere, attraversa culture e mondi letterari per focalizzare il passaggio della donna da oggetto a soggetto della scrittura. Dalla tradizione letteraria a oggi ricerca infatti tracce degli scarti fra istanze di libertà e forme di dominio, scegliendo di riferirsi come «antenata» a Ruth, la straniera, «per la portata storica, memoriale e simbolica» del suo apparire nella scrittura. Il viaggio – attraverso ampie citazioni dei testi esaminati, in dialogo fra loro, per suscitare domande in chi legge – dopo essersi soffermato su Margaret Fuller che rivendica una diversa rappresentazione femminile rispetto ai codici del tempo, riguarda in particolare la rivoluzione poetica e narrativa di alcune scrittrici del ‘900, italiane, francesi e tedesche, «impegnate in zone di frontiera», accomunate dall’aver privilegiato un itinerario solitario e fuori dalle regole, pur nella diversità dei contesti: ipotesi di intrecci, prossimità e risonanze fra di loro di fronte ai temi del secolo, dalla responsabilità del male alla guerra, alla letteratura come coscienza critica. Così il libro si chiude con l’immagine della scrittura come rinascita nelle parole densamente simboliche sia di Elsa Morante, in cui risuona il «cantico dei cantici», sia di Nelly Sachs con il suo retroterra nella tradizione mistica ebraica. È un traghettare alla ricerca di passione verso il mondo, di utopie poetiche «verso altre rive», contro la «chiusura dei tempi e la fine della storia proclamati da alcuni falsi profeti della postmodernità.»