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La distinzione fra moneta e denaro

Maria Grazia Turri

La distinzione fra moneta e denaro

Ontologia sociale ed economica
Introduzione di Maurizio Ferraris

Edizione: 2009

Ristampa: 1^, 2010

Collana: Biblioteca di testi e studi (515)

ISBN: 9788843050833

In breve

Moneta e denaro non sono la stessa cosa. Anzi, l’identificazione della moneta con il denaro emerge e via via si delinea come l’assunto fuorviante che sta all’origine delle crisi finanziarie e dei riflessi di queste sull’economia reale. C’è un nesso fra questa mancata distinzione e il fatto che nelle crisi economiche assistiamo a diagnosi, prescrizioni e cure insufficienti? Un euro, il Bancomat, la carta di credito, un’azione, un’obbligazione, un fondo d’investimento sono moneta o denaro? Il libro, muovendo da queste domande, critica le posizioni espresse dagli economisti che hanno confuso natura, genesi, ruolo e funzioni della moneta; spiega perché il denaro è un concetto relativo a intenzioni, credenze, desideri, valori e fatti sociali e la moneta è un oggetto speciale che ha una natura sociale. D’altro canto si scopre, grazie agli studi di antropologia che hanno indagato le società pre-monetarie, che il denaro nasce prima della moneta e si declina di volta in volta in materialità differenti. La genesi della moneta è inoltre vista come esemplificazione della natura dell’uomo, che per vivere deve soddisfare i propri bisogni e interagire con altri esseri umani, dando così vita alla pratica dello scambio. Dopo due secoli che hanno visto i filosofi occuparsi di denaro e gli economisti di moneta, l’autrice restituisce all’ontologia sociale un ruolo primario nella spiegazione dei fatti e delle relazioni economiche e offre agli studiosi di economia una chiave interpretativa innovativa dell’intreccio tra l’economia monetaria e quella reale.

Indice

Introduzione di Maurizio Ferraris
Ringraziamenti
1. Dentro la distinzione
E in principio era la moneta o il denaro?/Il concetto di denaro. Il denaro vive nel tempo/L’oggetto sociale moneta. La moneta vive nel tempo e nello spazio
2. Ontologia del denaro
Hegel: tante sorgenti per arrivare a un concetto/Marx: oggetti, concetti, bisogni/Simmel come il Talmud: soggetto, scambio, relazione/Dalla materia all’idea: il denaro è il nulla, non il niente/De Soto: capitale senza denaro
3. Ontologia e metafisica della moneta
Povera moneta!/Genesi come moneta in intenzionale/Genesi della moneta come convenzione: mezzo di pagamento verso lo Stato/Genesi come moneta intenzionale/I quattro cavalieri dell’apocalisse: il ruolo della moneta
4. Intenzionalità sociale
Un annoso problema/E in principio era l’individuo/E in principio era la relazione/E in principio era la società
Bibliografia

Recensioni

Corrado Augias, il venerdì di Repubblica, 28-08-2009
Questo libro mi ha chiarito le idee su un argomento fondamentale sul quale, arrivato a una rispettabile età, avevo idee approssimative. Il titolo è La distinzione tra moneta e denaro scritto da Maria Grazia Turri. L'autrice insegna comunicazione aziendale all'università di Torino. È un'economista ma nel libro la sua materia sconfina anche nella filosofia. Potrà sembrare incredibile, ma un oggetto essenzialmente «materiale» - come la moneta è influenzato come pochi altri dalla psicologia e dal flusso delle idee. Il libro tratta anche aspetti tecnici dell'argomento, niente però che un lettore normalmente allenato e non specialista (come me) non possa affrontare. Dunque moneta e denaro due categorie profondamente diverse anche se non tutti lo sanno. Attingo dalla chiarissima introduzione di Maurizio Ferraris: il denaro è un concetto che vive nel tempo ma non nello spazio. S'incarna, passa cioè dello stato di concetto a quello concreto di oggetto, in diverse materie tra le quali la moneta. La moneta però non è solo il corrispettivo concreto dell'astratto denaro. Svolge varie funzioni: numerario, mezzo di pagamento, mezzo di scambio, riserva di valore. Com'è noto una volta le monete erano (anche) d'oro. In una seconda fase ci si accontentò di pensare che i pezzi di carta sui quali era scritto un certo valore (diecimila lire; cinquecento euro, dieci dollari ecc.) fossero convertibili in oro se portati all'istituto che li aveva emessi. Da tempo però la convertibilità in oro non è più garantita dalle banche centrali. I cinquecento euro o i dieci dollari vanno dunque per il mondo e servono a comperare questo e quello unicamente sulla base della fiducia. Il loro valore intrinseco è zero così com'è zero il valore intrinseco del pezzetto di plastica che si chiama carta di credito. Il fatto che la moneta abbia continuato a circolare non valendo più niente in sé ha separato il suo «valore» dal suo «potere» avviando una spirale che è arrivata fino alla fantafinanza alla quale dobbiamo l'attuale crisi. L'aspetto innovativo del saggio è rimettere insieme denaro e moneta facendo scaturire da questa ricomposizione sociale che una spregiudicata separazione ha compromesso. Come possiamo constatare ogni giorno.

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