Carocci editore - Talcott Parsons

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Talcott Parsons

Sandro Segre

Talcott Parsons

Un'introduzione

Edizione: 2009

Collana: Quality paperbacks (288)

ISBN: 9788843050758

  • Pagine: 152
  • Prezzo:14,80 12,58
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In breve

Talcott Parsons (1902-1979) è fra i più noti ed influenti sociologi del Novecento. La sua vastissima produzione è stata oggetto di controversie ed interpretazioni divergenti. Quest'introduzione presenta l'apparato concettuale ed un compendio di tutta l'opera di Parsons, suddivisa in tre periodi distinti, soffermandosi sulla sua ampia e varia ricezione. Un primo periodo, negli anni Trenta, è stato marcato da un approfondito studio di Durkheim, Pareto e Weber, che Parsons ha così contribuito a render noti negli Stati Uniti. Nelle opere del periodo centrale – sino ai primi anni Sessanta – l'autore ha formulato nuovi concetti e schemi teorici. Nell'ultimo periodo, Parsons ha trattato il tema del mutamento sociale. I suoi concetti e schemi esplicativi sono stati impiegati per compiere studi sul potere e l'influenza, la stratificazione sociale e la natura dei gruppi etnici.

Indice

Considerazioni introduttive
1. L’apparato concettuale
Osservazioni riassuntive
2. Il primo periodo (1928-1937)
Osservazioni riassuntive
3. Il secondo periodo 1938-1963)
Un’opera di transizione/The Social System e Toward a General Theory of Action/Altre opere teoriche di questo periodo/Le Marshall Lectures e Economy and Society/Osservazioni riassuntive
4. Il terzo periodo (1964-1979)
Evoluzione e differenziazione/American Society/Osservazioni riassuntive
5. Le ricerche su temi specifici
I saggi di sociologia politica/Sociologia delle professioni e rivoluzione educativa/Sociologia della disuguaglianza etnica/Altre indagini di sociologia applicata/Il sistema universitario americano/Sociologia dell’educazione universitaria/Gli altri saggi di sociologia dell’educazione/Osservazioni riassuntive
6. La ricezione dell’opera di Parsons
I primi due periodi della sua produzione1928-1963)/La ricezione dell’opera di Parsons: la sociologia economica/La comunità societaria/La ricezione dell’opera di Parsons nell’ultimo periodo: evoluzione sociale e condizione umana/Osservazioni riassuntive
Riferimenti bibliografici

Recensioni

Laura Guglielmi, il Secolo XIX, 30-07-2009

TALCOTT PARSONS (1902-1979) è uno fra i più noti e influenti sociologi del Novecento. La sua vastissima produzione è stata oggetto di controversie e interpretazioni divergenti, attaccato dalle femministe, accusato di etnocentrismo. Sandro Segre, docente presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Genova, ha appena pubblicato "Talcott Parsons. Un’introduzione" (Carocci, 152 pagine, 14, 80 euro), un lavoro che presenta tutta l’opera del sociologo americano. Negli anni Trenta, Parsons porta avanti studi approfonditi su Durkheim, Pareto e Weber, e contribuisce a farli conoscere negli Stati Uniti. Negli anni Sessanta, invece, sviluppa sue teorie originali e in seguito approfondisce il tema del mutamento sociale. La sua costruzione teorica verrà anche usata per analizzare il potere, la stratificazione sociale e la natura dei gruppi etnici.«Il mio libro» spiega Segre «in origine doveva essere un capitolo di una più ampia opera, tuttora in via di stesura, concernente la teoria sociologica contemporanea. Il capitolo su Parsons è però cresciuto sino ad avere le dimensioni di un libro e d’altra parte mancava da molti anni un’introduzione in lingua italiana su questo autore». L’opera di Parsons è servita per creare dei riferimenti concettuali e teorici largamente condivisi, nonostante le discussioni e controversie che ha prodotto: «Credo che l’influenza di Talcott Parsons sia dovuta alle qualità della sua produzione, che ne fanno un classico del pensiero sociologico» spiega Segre «Classici sono per la sociologia, secondo Jeffrey Alexander, gli autori che possiedono la capacità di facilitare la discussione, focalizzandola su questioni riconosciute come rilevanti. Nel caso di Parsons, sono stati da molti apprezzati i suoi schemi concettuali riguardanti l’azione sociale e le complesse relazioni fra il sistema sociale e altri sistemi. Questi schemi hanno avuto impiego in successivi sviluppi teorici e hanno contribuito ad orientare la ricerca in campi come famiglia e devianza». La prima opera di Parsons, "La struttura dell’azione sociale" (1937) ha giocato un ruolo importante nel rendere noto Max Weber al pubblico anglosassone. «Il tentativo di Parsons, in quell’opera, di derivare da Weber, Durkheim, Pareto e Marshall una comune concezione dell’azione sociale fa conoscere meglio, e in alcuni casi per la prima volta, gli apparati concettuali e teorici di questi autori agli studiosi anglo-americani di scienze sociali» spiega Segre «Anche in seguito, per molti anni, Parsons resta accreditato come interprete autorevole di Weber. Max Weber è tuttora autore di riferimento in numerosi campi sociologici, come la sociologia economica, politica, della religione e della stratificazione sociale. Il fatto che l’opera di Weber sia stata e sia ancora oggetto d’interpretazioni divergenti è segno della sua continua rilevanza. Segnalerei, fra i punti forti di quest’opera, il concetto di azione e l’epistemologia delle scienze sociali. La tesi weberiana, che stabilisce un nesso causale fra etica protestante-calvinista ed affermarsi del moderno capitalismo, è per lo meno importante per l’immensa discussione che ha prodotto fin dal suo apparire, all’inizio del secolo passato». Parsons viene accusato di entocentrismo per il fatto di aver assunto le società occidentali come il modello a cui le altre devono conformarsi: «È stato rimproverato di fornire un’immagine idealizzata degli Stati Uniti anche da parte di studiosi non ostili, come Alexander. Si deve tuttavia tenere presente che Parsons si è sempre sforzato per argomentare con cura le sue valutazioni. Anche gli scritti sul potere sono stati duramente criticati da un punto di vista ideologico. È stato accusato di fare un’apologia dell’ordine sociale e politico degli Stati Uniti». Anche le femministe hanno criticato Parsons, non condividendone la tendenza a convalidare la subordinazione delle donne: «L’attacco femminista a Parsons ha avuto come obiettivo la distinzione fra ruoli maschili e femminili nella società moderna. Tale concezione era, peraltro, diffusa e generalmente condivisa negli anni ’50 e primi ’60».