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Animali tra mito e simbolo

Sergio Botta, Alessandro Cerri, Maria Pia Ciccarese, Gilberto Mazzoleni, Adriano Santiemma

Animali tra mito e simbolo

a cura di: Anna Maria G. Capomacchia

Edizione: 2009

Collana: Biblioteca di testi e studi (503)

ISBN: 9788843050314

  • Pagine: 128
  • Prezzo:14,50 12,33
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In breve

La presenza degli animali nella tradizione mitica delle più diverse culture è un argomento di grande interesse per quanti si accostano allo studio del mito e della sua funzione. Il ruolo degli animali in questo contesto, il collegamento con entità extraumane, i risvolti rituali di tali legami, la funzione dei riferimenti agli animali e della loro rappresentazione in chiave simbolica: sono tutti temi che vengono
trattati in questo volume, che analizza i vari aspetti in rapporto ad ambiti culturali differenti. Si passa così dall’esame di tali argomenti in riferimento alle culture di interesse etnologico allo studio dell’interpretazione cristiana degli animali e del loro valore simbolico, in una serie di saggi improntati al metodo storico dello studio delle religioni.

Indice

Introduzione di Anna Maria G. Capomacchia
Il valore simbolico-religioso degli animali (alcuni dati per la riflessione) di Gilberto Mazzoleni
Bibliografia
Gli animali simbolici nella tradizione sciamanica di Sergio Botta
1. Lo sciamanismo e il mondo naturale
2. Lo sciamanismo e le culture della caccia
3. Alleanza e scambio matrimoniale con il mondo animale
4. Gioco e imitazione del mondo animale
5. Lo sciamano come mediatore
Bibliografia
Animali regali di Alessandro Cerri
Il valore simbolico degli animali nelle culture tradizionali: il mondo nordamericano di Adriano Santiemma
1. Comparazione differenziale, comparazione analogica
Bibbia, bestie e Bestiari: l’interpretazione cristiana degli animali dalle origini al Medioevo di Maria Pia Ciccarese
1. Gli animali nel mondo antico
2. Gli animali nell’esegesi biblica
3. Gli animali nell’immaginario medievale
Gli autori

Recensioni

Giuseppe Crimi, http://www.lareteonline.it, 24-03-2010

Oggi sono domestici come gli elettrodomestici, ma anticamente gli animali erano venerati, rispettati e quasi divinizzati. Conducevano l’uomo nell’aldilà, seguivano i guerrieri nelle loro prove, e, come degni antagonisti, proprio per i guerrieri potevano rappresentare una “prova? (basti pensare a Ercole). Insomma, gli animali – quelli che oggi percepiamo come numerosi coinquilini in un pianeta ormai saturo di forme di vita – fino a non molto tempo fa racchiudevano misteri che le società illuminate e i processi inevitabili del tempo sono stati in grado di far affievolire e – in taluni casi – di far estinguere. Mille anni fa aquile, leopardi, pantere, elefanti, tori e tanti altri animali comunicavano all’uomo attento ai simboli molto di più di quanto i loro discendenti sappiano dire alla nostra sensibilità, ormai malconcia, pigra e atrofizzata. Già dall’Ottocento, però, si è tentato di recuperare questo patrimonio culturale (sicuramente non quantificabile), attingendo alla mitologia, alla religione, all’antropologia, alla letteratura. Oggi si dispone degli studi più disparati sulla simbologia di qualsiasi animale: si va dal cane, dal gatto, fino alla scimmia, all’unicorno, al cervo. Qualche anno fa, ad esempio, un saggista dotto e brillante, Carlo Donà, ha scritto un’opera mirabile, ossia “Per le vie dell’altro mondo. L’animale guida e il mito del viaggio? (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003), che si legge davvero come un viaggio – per riprendere un termine del titolo – verso le nostre antiche radici. A tentare di fare il punto sulla situazione giunge il libro “Animali tra mito e simbolo?, curato da Anna Maria G. Capomacchia, il quale raccoglie interventi di vari studiosi (Sergio Botta, Alessandro Cerri, Maria Pia Ciccarese, Gilberto Mazzoleni e Adriano Santiemma) che costituiscono il frutto cartaceo di una giornata di studi tenutasi alla Sapienza l’11 gennaio 2008. Come istruttivamente indica il titolo, il volumetto racchiude alcuni saggi che vanno ad indagare l’animale nel suo rapporto con il mito e con il simbolo, non solo nella nostra cultura europea (si pensi soltanto alla civiltà egizia e la sua ossessione per la raffigurazione zoomorfa). Oltre alle pagine di presentazione rituali, nel libro trovano spazio ampie riflessioni sullo sciamanismo (per il quale si parla di vera “alleanza? con gli animali), sulla “regalità? degli animali (e qui basti pensare soltanto che il nome del celebre re Artù deriva da quello dell’“orso?), e sul simbolismo animale nella cultura nordamericana.  Ma il saggio decisamente più interessante è quello di Maria Pia Ciccarese, studiosa che ha recentemente pubblicato un repertorio sulla simbologia degli animali nella cultura cristiana: le pagine della Ciccarese guidano i lettori, anche quelli a digiuno di conoscenze specifiche, attraverso miti, favole e testi sacri (la Bibbia, in modo particolare), nei quali l’uomo ha sottomesso e assoggettato non solo fisicamente l’animale (l’altro da sé), ma anche simbolicamente, in nome di un crescente antropocentrismo. Una storia plurimillenaria, che conosce il culmine nell’età di mezzo, quando gli animali, carichi di significati persino opposti (come la colomba), invadono il pensiero e la vita quotidiana di quegl’uomini pii disposti a cogliere ogni messaggio disseminato sulla terra dalla divinità.