Carocci editore - Letteratura e giornalismo

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Letteratura e giornalismo

Clotilde Bertoni

Letteratura e giornalismo

Edizione: 2009

Ristampa: 4^, 2015

Collana: Bussole (365)

ISBN: 9788843050109

  • Pagine: 144
  • Prezzo:12,00 11,40
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In breve

Letteratura e giornalismo sono campi insieme affini e antitetici, uniti da una fitta rete di contatti e contaminazioni. Il libro ne considera i principali aspetti: l’attività degli scrittori giornalisti e le forme sperimentali di cronaca o di narrativa che possono derivarne; le interferenze vere e proprie, create dalla contiguità materiale (il feuilleton, l’elzeviro), oppure promosse deliberatamente e avvio di nuovi filoni (il new journalism, alcune diramazioni del non fiction novel); il notevole rilievo tematico dato dalla fiction alla stampa periodica, dalle Illusioni perdute di Balzac fino al romanzo contemporaneo.

Indice

Introduzione
1. Scrittori giornalisti, giornalisti scrittori
Giornalismo e romanzo alla conquista della modernità/Naturalismo e stampa d’inchiesta/Professione reporter: da Hemingway a Parise/Lo spazio avventuroso: la cronaca nera/Lo spazio duttile: la stampa d’opinione/Giornalisti scrittori: tipologie diverse
2. Dalla terza pagina al non fiction novel
La contiguità di fatto/La svolta del new journalism/L’ibridazione più complessa: il non fiction novel/Letteratura in gara con la stampa
3. Il giornalismo tema letterario
Illusioni presto perdute/Giornalisti senza talento, giornalisti senza riserve/Giornalismo come missione?/Paradossi della professione/Antinomie disgregate e visioni apocalittiche/La voce dei lettori
Bibliografia

Recensioni

Daniele Abbiati, il Giornale, 21-07-2009
Essendo il citazionismo uno dei tanti mali (non fra i più gravi) del giornalismo, e trattando qui proprio dei rapporti fra giornalismo e letteratura, per non smentirci ne diamo volentieri due fulminanti esempi: «Se la stampa non ci fosse,bisognerebbe non inventarla»; «Io rido, eppure, sento come è triste/nascere sognatore e invecchiare giornalista». La prima frase si deve a una firma davvero da prima pagina, Honoré de Balzac (da Monographie de la presse parisienne), i due versi, invece, appartengono a Delphine de Girardin (dalla commedia L’École des journalistes). Siamo dunque nella Francia degli anni Quaranta dell’Ottocento, ma qualcuno può negare che parlar male della stampa o ricamare sulle disillusioni di chi ha scelto questa professione siano temi estranei all’attuale panorama italiano?La domanda è ovviamente retorica, come emerge, oltre che da qualsiasi discussione informale fra giornalisti,anche dal saggio Letteratura e giornalismo di Clotilde Bertoni (Carocci, nelle librerie fra pochi giorni) che mette sotto scacco, con un attacco «a tenaglia», l’una e l’altra sfera,entrambe chiamate a lavorare con il più sfuggente e pericoloso degli strumenti: la parola. La asimmetricità dei due mondi che da sempre (cioè dalla nascita delle prime gazzette settecentesche) si compenetrano, s’attorcigliano, s’avviluppano come serpenti in lotta, risulta, nell’impianto espositivo, un dato di fatto incontrovertibile,pur mantenendo l’ovvio sbilanciamento a favore della scrittura per così dire «nobile», la quale, della sua «parente povera», o esalta fino all’eroismo la purezza ideale del protagonista di turno, o ne sbeffeggia fino alla condanna senza appello il cinismo, non di rado presentato come criminale tout court. Simmetrica è anche, in un’ipotetica rappresentazione grafica, la curva che illustra il «dare» e l’«avere» dei due ambiti. Se fino ai primi anni Settanta del Novecento è il giornalismo a pedalare in salita, inseguendo la letteratura armato di bloc notes curando la forma più del contenuto e l’ambiente più della notizia, una volta scollinato il «picco» (o, per altri versi, la «crisi») del cosiddetto new journalism, è la cronaca ad andare in discesa, diventando il soggetto prediletto per molta (anche troppa) letteratura. All’inversione di tendenza che porta, per esempio, da Defoe, Dickens e Buzzati ad Amis, Lagioia e Perrone non sono estranei certi meccanismi ormai consolidati del marketing editoriale, quali la multimedialità (dal resoconto - per lo più di fatti di «nera» - giornalistico al libro e dal libro al film o alla fiction tv...), la serialità, le sinergie amicali da un recensore all’altro. Oggi tocca alla letteratura intingere la penna nell’inchiostro dei giornali,magari giustificandosi con la voglia e il bisogno di un neo-neo-neo realismo. Anche se delitti e castighi non possonopiù contare su inviati del tipo di Dostoevskij e Vanity Fair non ha più nulla a che fare con Thackeray.
, Europa, 25-08-2009

Letteratura e giornalismo sono campi insieme affini e antitetici, uniti da una fitta rete di contatti e di contaminazioni. Clotilde Bertoni ne analizza i principali aspetti.  

CamillaTagliabue, Il Fatto quotidiano, 03-06-2020