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Asia, una transizione sostenibile

Asia, una transizione sostenibile

a cura di: Gian Paolo Calchi Novati

Edizione: 2009

Collana: Asia Major (3)

ISBN: 9788843049417

  • Pagine: 264
  • Prezzo:27,30 23,21
  • Acquista

In breve

I due termini di riferimento di questa ricerca a più voci sono sviluppo e democrazia. La globalizzazione per certi aspetti ha semplificato i rapporti fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, ma continua a porre problemi di non facile soluzione perché la tendenza all’omologazione si confronta con troppe specificità per non suscitare frizioni e tensioni. La transizione è un modo d’essere dell’integrazione nel sistemamondiale. Il saggio di Barbieri e Battegazzorre che apre il volume inquadra la questione nella dottrina politologica. Gli altri contributi si muovono fra storia, economia e sociologia nell’analisi di un fenomeno che riguarda varie parti del mondo. Il volume concentra la sua attenzione sull’Asia, su paesi grandi come la Cina o l’India e su paesi piccoli e poco conosciuti come il Nepal, anche se non mancano rimandi ai continenti che in passato costituivano il Terzo Mondo e in particolare all’Africa. La nuova serie della collana “Asia Major" prosegue la tradizione di studi interdisciplinari su Asia e Africa coltivata dal Centro Bonacossa dell’Università di Pavia. Anche questo volume si avvale della collaborazione di molti docenti e ricercatori, ma anche di laureati e studenti, dell’Ateneo pavese, soprattutto della Facoltà di Scienze politiche.

Indice

Presentazione di Silvio Beretta
La transizione democratica come problema politologico di Cristina Barbieri e Francesco Battegazzorre
I “regimi ibridi"/Democratizzazione e creazione dello Stato/La forza delle istituzioni politiche/Il governo come agente di controllo sociale/Democrazia e nazionalismo/La soluzione consociativa
Democrazia e sviluppo: un rapporto virtuoso? di Renata Targetti Lenti
L’evidenza empirica/Dallo sviluppo alla democrazia: effetti contraddittori/Dalla democrazia allo sviluppo: risultati non univoci/Un diverso concetto di sviluppo/Implicazioni per le politiche/Considerazioni conclusive
Nazionalismo e internazionalismo nel Giappone moderno di Motoshi Suzuchi
Alla fine della guerra/Minimalismo difensivo/Una politica sviluppi sta/Un distacco crescente/Minacce per la sicurezza/Conclusione
La modernizzazione del Giappone, regola o eccezione di Kazuo Inumaru
Contatti con l’Occidente/Un evento di rottura/Un sistema a due teste/Genesi dell’opposizione e avvio della svolta/La Restaurazione Meiji/Valore di un esempio/Le differenze con le rivoluzioni europee
Il ruolo del partito in Cina dalla rivoluzione alle riforme di Sandro Bordone
L’apertura dei "cento fiori"/Comuni popolari e "rivoluzione culturale"/Il dopo Mao: riforme economiche e sistema politico/Un processo ondivago/Fra socialismo e mercato
Modernità e tradizione in India: la politicizzazione delle caste di Simonetta Casci
Il paradigma delle gerarchie/L’opera di Gandhi, Ambedkar e Nehru/Diverse politiche dei partiti/Conclusioni
Secolarizzazione e conflitto interreligioso in India: il caso di Hyderabad di Emanuela Mangiarotti
Organizzazione dello Stato e partecipazione politica/Verso l’autogoverno/Diritti civili e azione dei partiti/Istituzionalizzazione dello scontro comunitario/Conclusioni
Il travaglio del Pakistan fra Stato islamico, autoritarismo e militari di Daniela Bredi
Origine e sviluppo della questione/Islamizzazione e geopolitica/Profondità strategica e Taleban/Governo civile e gestione di Zardari
La società civile, protagonista in Corea del Sud di Antonio Fiori
Una breccia nel governo dei militari/La fase di consolidamento/Influenza diretta sul potere/Sfida al presidente/Il "bulldozer" in azione/Conclusioni
Nepal: monarchia, maoismo, questione agraria di Alessandro Madeddu
Il primo Stato unitario/Una modernizzazione lenta/Instabilità del sistema multipartitico/Osservazioni finali
Mustafa Kemal e il kemalismo alla prova del pluralismo di Maria Antonia Di Casola
L’effimera "primavera" dopo la liberazione nazionale/L’affermazione del Partito repubblicano del popolo/Un movimento senza vera ideologia/Conclusioni
Il Dragone e il Leone, l’alternativa cinese per i paesi africani di Antonio M. Morone
Una risorsa strategica/Multipolarismo e diritti umani/Società civile e Stato
Una locomotiva per la nuova cooperazione Sud-Sud di Simona Vittorini
Un’Africa senza europei/Un’Asia al centro/La spinta del Dragone e dell’Elefante/Sfide e opportunità/Una Bandung del Duemila?
La crisi alimentare globale di Marco Missaglia
Le cause/Il ruolo della speculazione/Conclusioni
La "via umanitaria" al progresso di Lia Quartapelle
Rilevanza dell’aiuto allo sviluppo/Effetti positivi e possibili distorsioni/L’aiuto d’emergenza/Conclusioni
Indice dei nomi
Gli autori

Recensioni

Luca Rolandi, Conquiste del lavoro, 31-10-2009
Le pubblicazioni "Asia Major" dirette dal prof. Giampaolo Calchi Novati, una istituzione nel campo degli studi storici legati al mondo africano e asiatico, arricchiscono la collana di studi del Centro Studi per i Popoli Extra-Europei C. Bonaccossa dell’Università di Pavia. Questo volume si avvale della collaborazione di molti docenti e ricercatori, ma anche di laureati e studenti, dell’Ateneo pavese, soprattutto della Facoltà di Scienze politiche. Transizione e sostenibilità sono i due termini di riferimento di questa ricerca a più voci sono sviluppo e democrazia. La globalizzazione per certi aspetti ha semplificato i rapporti fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, ma continua a porre problemi di non facile soluzione perché la tendenza all’omologazione si confronta con troppe specificità per non suscitare frizioni e tensioni. La transizione è un modo d’essere dell’integrazione nel sistema mondiale. Il saggio di Barbieri e Battegazzorre che apre il volume inquadra la questione nella dottrina
politologica. Gli altri contributi si muovono fra storia, economia e sociologia nell’analisi di un fenomeno che riguarda varie parti del mondo. Il volume concentra la sua attenzione sull’Asia, su paesi grandi come la Cina o l’India e su paesi piccoli e poco conosciuti come il Nepal, anche se non mancano rimandi ai continenti che in passato costituivano il Terzo Mondo e in particolare all’Africa. Vi sono molti problemi sviscerati nel volume che annovera studiosi di riferimento sul mondo asiatico. Interessante è quello sulla via umanitaria al progresso di Lia Quartpelle. Se si pensa che l’aumento della popolazione potrebbe condurre ad una scarsità delle risorse naturali e un maggiore impatto sull’ambiente, si comprende come sia indispensabile trovare soluzioni differenti dallo sviluppo economico del primo mondo. In caso contrario uno sviluppo tipico delle società occidentali potrebbe scatenare delle tensioni e dei cambiamenti nei modelli di produzione e di consumo, e spostamenti nei modelli di produzione/consumo e delle risorse naturali, dagli esiti problematici.. Lo scenario disegna nuovi ed inevitabili equilibri, spinti dalla crescita demografica, dall’aumento della classe media nei Paesi in via di sviluppo (con più ineguaglianza e ingiustizia sociale...) "Il centro di gravità della produzione mondiale si sposterà in Asia. Il gruppo composto da Cina-India-Corea varrà quanto l’Unione europea. Aggiungendo Giappone,Thailandia, Taiwan, Indonesia ..., la quota dell’Asia raggiungerebbe nel 2025 oltre il 30% del Pil mondiale e supererebbe quella dell’Ue stimata a poco più del 20%. Prima del 2025 la Cina sarà la seconda potenza economica e l’India la seste potenza economica del mondo, davanti all’Italia e dietro la Francia". L’Asia è presa come paradigma per parlare del ruolo declinante dell’Europa, ma anche degli Usa, con lo spostamento dell’economia (e del benessere) ad oriente. Americani ed europei potrebbero perdere rapidamente il loro vantaggio scientifico-tecnologico: da sola la Cina nel 2025 sarebbe in grado di realizzare circa il 20% della ricerca e sviluppo (R&S) mondiale, cioè il doppio di oggi. Però il rapporto sottolinea che "Mentre numerosi avanzamenti scientifici e tecnologici creeranno delle controversie nella società, l’Europa, essendo ricca di dibattiti e di esperienze di governance partecipativa, ha i mezzi adatti per gestirle e coinvolgere la società civile nella ricerca. L’accesso globale alla conoscenza, però, insieme allo sviluppo di norme congiunte globali e la diffusione rapida a livello mondiale di nuove tecnologie, avranno un enorme impatto sul futuro benessere dell’Europa".