Carocci editore - Il cibo flessibile

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Il cibo flessibile

Maura Franchi

Il cibo flessibile

Nuovi comportamenti di consumo

Edizione: 2009

Ristampa: 1^, 2009

Collana: Studi Economici e Sociali Carocci (40)

ISBN: 9788843049370

  • Pagine: 192
  • Prezzo:21,00 17,85
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In breve

A quali bisogni risponde il cibo oltre a quello primario del sostentamento? In che modo la crisi in corso modifica i comportamenti di consumo? Il cibo è al crocevia di nuove contraddizioni: la sua importanza cresce quanto l’attenzione verso il corpo. Così può essere veicolo di salute e fonte di malattia, via di benessere e occasione di paure collettive. Il cibo è flessibile. Si adatta alle situazioni in cui è consumato, dà luogo a variegati fenomeni di ibridazione, si scompone in porzioni sempre più piccole e meglio trasportabili, si trasforma continuamente in altro: spettacolo, simbolo, cura, socialità, comunicazione. Accompagna gli individui in un perenne pendolarismo tra luoghi, esigenze e desideri in contrasto. Le imprese devono dunque interpretare le ambivalenze, inventare prodotti e messaggi in grado di corrispondere alle nuove situazioni del cibo, sempre meno circoscritto al pasto e più mobile e frammentato. Il libro propone una chiave di lettura unitaria dei fenomeni che ruotano attorno al cibo, situandone il carattere culturale nel contesto sociale odierno.

Indice

Introduzione
1. Una chiave di lettura delle ambivalenze
Scenari del mutamento/La fine del cibo a buon mercato/I limiti delle segmentazioni e la polisemia del cibo/Edonismo e responsabilità del corpo/Polarità e tensioni nei comportamenti alimentari: una griglia interpretativa
2. Frammenti di cibo
Il cibo nella società mobile/Il fenomeno della quarta gamma: quando vince la velocità/Il cibo solitario: cosa mangiano i single?/Anche il cibo si de-localizza: snack e slot food/Food around the clock: il cibo di strada/Il piacere delle piccole porzioni/L’ibridazione del cibo/Sorpresa ed emozione/Riempire il tempo e riempirsi di cibo
3. I nuovi riti del mangiare
La festa: lo spazio per l’emozione/Situazioni e luoghi della socialità/Lo sciame inquieto degli street bars/L’effetto sorpresa: il situazionismo gastronomico/Il piacere di mangiar fuori/Il mito dei cuochi/La cucina italiana in America: l’autentico alla prova del fast, simple, easy/Il rentring: il cuoco a domicilio/Le vie del lusso: il cibo si fonde con la moda/Low cost d’autore
4. L’imperativo della buona vita: il potere magico del cibo
Tra il cielo e la terra/Cibo per il corpo e cibo per l’anima: alimentazione e tecniche
del sé/La responsabilità della salute: il cibo come elisir di lunga vita/I cibi funzionali: tecnologie alimentari per la salute/L’invenzione della natura: i probiotici/Gli integratori: corpo energico e bellezza in pillole/I saperi esperti: il moltiplicarsi dei discorsi sul cibo/Chattare con il cibo
5. Le ansie alimentari e l’eticizzazione del cibo
L’onnivoro s’interroga/Le paure alimentari nella società del rischio/I rischi di deriva ortoressica/Allarme obesità/L’impero del grasso corre ai ripari/L’impatto ambientale della produzione della carne/La mancanza di cibo e l’allarme biocarburanti/Il menu a “km zero?/La responsabilità individuale e la ricerca di soluzioni ecocompatibili
6. L’estetica del gusto: il cibo come oggetto dei sensi
Il polisensualismo della vita contemporanea/Il desiderio che non deve essere colmato/Sapore e stupore: l’anticipazione futurista/Il cibo come arte/Il cibo si fa “frase?/La cucina è spettacolo/Le parole del vino: il sapere del gusto/L’acqua: l’estetica della trasparenza
7. Tradizione e adattamento
Il fascino della memoria/La costruzione della tradizione/Regole, riti, tradizioni: l’esempio della cucina ebraica/Continuità e mutamento attraverso i consumi alimentari: i consumi degli immigrati/Quando il cibo si mescola alla storia: il caso della cucina americana/La socialità cambia forme/Il cibo globale: tra omologazione e adattamento
8. Le preferenze impossibili. Verso un cibo fusion?
I dilemmi dell’industria alimentare/Le preferenze dei consumatori e il teorema dell’impossibilità/Segmentare per target o per situazioni/Verso un cibo fusion
Epilogo. Tre figure dello scambio
Riferimenti bibliografici

Recensioni

, AZ FRANCHISING, 01-06-2009

In che modo l’attuale crisi sta modificando i comportamenti legati al consumo di cibo? Di quali fenomeni sociali e culturali devono tenere conto le aziende quando propongono prodotti e messaggi? Il libro offre una chiave di lettura che collega le diverse tendenze nell’ambito del settore alimentare.

Andrea Grignaffini, Gazzetta di Parma, 04-08-2009
A voler parlare di una nuova e sconosciuta «flessibilità» del cibo, si dovrà prendere come riferimento il saggio di Maura Franchi, insegnante di Sociologia dello sviluppo presso la Facoltà di Economia e Marketing ristorativo dell’università di Parma, inti-tolato appunto «Il cibo flessibile - Nuovi comportamenti di consumo» (Carocci, pagine 189, Euro 20,40). Un saggio profondo ma compatto, acuto e intelligente, approfondito ma levigato e leggero. Nell’epoca attuale, quella contemporanea, caratterizzata da stravolgimenti a livello sociale mai accaduti, da mutamenti di abitudini e da sempre più avanguardistiche manie di consumo, il cibo diventa lo specchio del vivere comune e si costringe a essere flessibile, facilmente adattabile. Il corpo, causa e conseguenza del nostro atteggiamento prudente o precipitoso nei confronti dell’alimentazione, raffigura emblematicamente il primato dell’apparire, vincente sulla focalizzazione di quanto sia realmente fondamentale nel corso di una vita. Lo stare in salute si concentra in una smodata attenzione verso la cura di se stessi, un’attenzione che pone le sue basi nella volontà di far assumere al nostro organismo quanto ci possa far star bene, o addirittura meglio. Il cibo non è per tutti inteso come un mero assolvimento di un bisogno primario, quanto invece come un’affermazione del proprio stato di benessere, una soddisfazione non soddisfazione che parte dal non-senso di colpa, uno stato di equilibrio incentivato dall’ineluttabilità di una sicurezza, ma anche un mangiare di tradizione che fa leva sul ricordo emozionale di un passato lontano. Ma il presente è costellato da fortissime contraddizioni interne: se da una parte dilaga il mondo Mc Donald’s, quello della diffusione dei consumi a basso costo, segnati dalla continua modernizzazione dei processi e delle proposte, il flusso inverso è capeggiato dallo Slow-Food, quello che parla di riscoperta della tradizione, di mangiare eco-compatibile, di politica vantaggio di un cibo locale e «pulito». Cibo è polimorfismo allo stato puro: esiste quello della socialità, della condivisione, quello concretizzato in un momento conviviale, che può avvenire tra le mura domestiche come in un luogo di ritrovo, ad esempio un ristorante. C’è il cibo del tempo libero, quello che viene gustato e degustato durante i viaggi di piacere, i percorsi enogastronomici, insomma quello rilassato per eccellenza. Esiste anche la sfera più teatrale del cibo, che appartiene al mondo dello spettacolo in tutti i sensi, e che attraversi strumenti di comunicazione come la televisione, insegna l’arte del cucinare, spesso tramite modalità alquanto insolite. Infine il cibo è cultura: si tratta di una  vera e propria arte autobiografica, grazie alla quale gli chef-artisti esprimono il loro modo di intendere l’approccio con il mangiare. Si tratta di un mondo immenso caratterizzato da un’intraducibile complessità di fondo, alla quale nemmeno il mercato stesso riesce a delineare quelle che sono le leggi universali. La società è mobile e il cibo di conseguenza si adatta alla pluralità delle situazioni a cui deve prendere parte. Non si conosce ancora il punto di arrivo, l’ammonimento però traspare evidente. Tutto ciò che rappresenta il superfluo nell’alimentazione di oggi, non sarà meritevole di essere conservato per un futuro migliore.
Gianni e Paola Mura, il venerdì di Repubblica, 07-08-2009
Maura Franchi insegna Sociologia dello sviluppo all’Università di Parma. Il suo ultimo libro, Il cibo flessibile (ed. Carocci, pp. 189, euro 20,40), è un saggio sui nuovi comportamenti di consumo, ricco di dati e di riflessioni. A quali bisogni risponde, oggi, il cibo, oltre che quello del sostentamento? A molti, forse troppi. Più cresce l’attenzione verso il nostro corpo, più cresce quella per il «carburante». Mangiare può portare salute o malattia (dipende da che cosa e da come si mangia), può essere condanna e felicità, status symbol e filosofia, comunicazione e spettacolo, e gli scenari cambiano molto velocemente.