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Dai beat alla generazione dell'ipod

Lucio Spaziante

Dai beat alla generazione dell'ipod

Le culture musicali giovanili

Edizione: 2010

Collana: Quality paperbacks (273)

ISBN: 9788843049196

In breve

Quali sono le culture musicali giovanili, gli stili, le mode, i generi di musica che hanno contraddistinto il periodo che va dagli anni cinquanta a oggi? In che modo il loro studio può servire a rileggere e interpretare la società contemporanea e i suoi movimenti collettivi? Dal pop al rock, alla musica techno il libro ripercorre, attraverso i diversi generi musicali e i loro protagonisti, i miti, i fenomeni di consumo, le forme di ribellione, i movimenti politici e sociali di intere generazioni di giovani. Attraverso l’analisi di linguaggi, concerti, film, programmi televisivi, videoclip, il testo restituisce il senso e l’importanza delle culture musicali giovanili.

Indice

Introduzione
Pop: testi, media, culture
Rock e pop: ambiguità tra arte e consumo
Memorie del pop
1. Giovani e ribelli
Il ribelle e il bohémien/Beat e cool/Rhythm & blues/Rock’n’roll/Teenager: essere giovani/Musica e questione razziale/Italia: rock’n’roll e teddy boys/Teddy boys, UK/Motown: industria del successo e suono dell’integrazione
2. Rock: culture contro
Bob Dylan: il folk, la protesta, i movimenti/“Come una pietra che rotola"/Beatles e/Rolling Stones/La British Invasion/I mods/La nascita del rock/Il beat italiano/La contestazione giovanile in Italia/Hippy e psichedelia: controcultura in musica/The Wild Side: Velvet Underground e Frank Zappa/Funk
3. Teatri dell’immaginario
Glam/La scena progressive/Italia: il pop underground/Italia: musica e politica/Heavy Metal/Songwriters
4. La nuova onda
Patti Smith, New York e la scena del CBGB’s/Londra: esplode il punk/Sex Pistols e Clash/Giamaica e Rastafari: origini del reggae/Reggae music/Dal Settantasette al punk italiano/Trans Europe: krautrock, elettronica, Bowie/Deejay/disco: Europa-America/Dalla disco fever alla disco italiana
5. Musica da vedere
Horribiles ottanta/Moda e neobarocco/Stile e grafica/Techno pop e videoclip
6. Hip hop: suoni dalla diaspora
Radio Clash: verso l’hip hop/Rap (old skool) Autenticità e politica nell’hip hop/Rap italiano, centri sociali e posse/Hip hop contemporaneo: moda e marketing
Eminem
7. Meta & post: avanguardia, rumore e melodia
Post-punk: linguaggio, estetica, politica/Talking Heads e Wire/Dark (gothic)/Indie USA: la gioventù sonora/Indie UK: The Smiths
8. Elettronica e oltre
House e techno/Post-rock/Il duemila
Note
Bibliografia
Indice dei nomi

Recensioni

Roberta Pisa, www.tafter.it, 07-04-2010

E’ sempre più radicata la convinzione che i fenomeni musicali siano non solo frutto di mode passeggere, ma trovino la loro ragione d’essere nelle contingenze sociali e culturali dei diversi periodi storici. Proprio da questo assunto parte l’analisi di Lucio Spaziente nel suo “Dai Beat alla generazione dell’Ipod? nel quale, investigando sulle culture musicali giovanili, ci illustra il percorso che la società ha compiuto per passare dal movimento Beat a quello contemporaneo dell’Hip-hop. Il primo passo utile per addentrarsi in questo studio è stato quello di individuare alcune categorie di lettura per tali fenomeni, quali la novità, la visibilità, la differenziazione, l’individuazione di una pratica culturale, la commistione con la moda e l’immagine, la nascita di particolari linguaggi gergali e così via. E’ inoltre bene notare come spesso diverse tendenze siano giunte a contrapporsi e a farsi concorrenza, dividendo le schiere giovanili in fazioni come Pop e Rock, Velvet e Hippy, Punk e Metal, contribuendo così ad ampliare la gamma dei generi e riflettendo una realtà sempre più variegata. La musica diventa allora il tramite attraverso cui riconoscersi in un gruppo di appartenenza e manifestare la propria classe sociale, consentendo di esprimere un messaggio, più o meno antisistema, che permetta comunque all’individuo di uscire dalla massa indifferenziata. Pensiamo, ad esempio, alla rivoluzione generata dal Rock’n’roll’, che nasce in realtà dalla fusione della musica bianca country & western, insieme a quella nera Rhythm &Blues: nell’icona di Elvis Presley, non a caso originario del Tennessee, questo nuovo genere anticipa quell’integrazione razziale che avverrà solo molto tempo dopo. E’ però dagli anni ‘60 che la musica diventa vera portabandiera dei movimenti di protesta sociale, con il folk di Bob Dylan, attivista oltre che artista, e in seguito con i Beatles e i Rolling Stones. I giovani sono stregati da questi modelli, che vengono così supportati nelle idee, imitati nell’abbigliamento e nel gergo, tanto che sarà riconoscibile una vera e propria categoria sociale stereotipata di ragazzi amanti dei riff inglesi. Emergeranno in seguito nuove tendenze musicali, che andranno di pari passo con movimenti culturali ad essi affini, come la controcultura abbracciata dagli hippies e suonata dai Doors, il movimento antirazziale con la colonna sonora funk di James Brown, la scena progressive animata dai Genesis, il tentativo di Patti Smith di elevare il rock a forma d’arte, fino a giungere ai giorni d’oggi con sound elettronici e virtuali resi possibili dai nuovi strumenti tecnologici. Spaziente non tralascia comunque di mostrare al lettore come queste evoluzioni abbiano influenzato anche il panorama musicale nostrano, sottolineando la commistione di caratteri permeati dall’estero e di quelli peculiari italiani. Una riflessione sorge tuttavia spontanea: negli anni sembra proprio che avvenga un passaggio di testimone tra i cosiddetti “giovani d’oggi? diversi ma uguali al tempo stesso, con la loro voglia di cambiamento, la loro esigenza di esprimersi, di far parte di un gruppo, e gli adulti di domani, i quali faticano nonostante tutto a comprendere i gusti e le mode ‘bizzarre’ delle nuove generazioni.

Alice Bertolini, Suonare bene, 01-08-2010

Tipicamente il musicista classico si lamenta - non certo a torto - dell’ignoranza generale intorno alle figure e alle opere di Bach, Mozart e Bheethoven. Ma alzi la mano chi sa cosa sono The Smiths, chi saprebbe citare una canzone di Eminem, e chi sarebbe in grado di distingure tra house, techno e post-rock. Per conoscere il mondo che c’è là fuori, vale la pena leggere questo agile saggio di Lucio Spaziante. L’esperto di sociosemiotica, docente all’università di Ferrara, passa al setaccio linguaggi, videoclip, concerti e film che hanno segnato l’epoca dagli anni Cinquanta al nostro tempo. E traccia il profilo delle principali culture musicali giovanili: tra stili, mode, miti, movimenti di ribellione e fenomeni di consumo.

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