Carocci editore - Naufragi e tempeste d'amore

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Naufragi e tempeste d'amore

Elisabetta Sarmati

Naufragi e tempeste d'amore

Storia di una metafora nella Spagna dei secoli d'Oro

Edizione: 2009

Collana: Lingue e Letterature Carocci (96)

ISBN: 9788843048991

  • Pagine: 248
  • Prezzo:25,50 21,68
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In breve

La metafora di una navigazione perigliosa come paradigma delle vicissitudini dell’umano vivere e, dunque, anche delle incertezze d’amore ha origini antiche, sia classiche che cristiane. Solo a partire dal Canzoniere di Petrarca, tuttavia, si assiste a quella "drammatizzazione" degli elementi costitutivi di un’immagine, prima usata nella sua semplice valenza analogica, che ne decreterà la fortuna. Nella lirica amorosa spagnola dei Secoli d’Oro la descriptio tempestatis diventa
uno dei correlativi dell’immaginario erotico più visitati proprio a partire dall’avvento della "maniera italiana": la navigazione amorosa, coronata più spesso da naufragi che da felici approdi, si impone come icona utilizzata da poeti quali Ausiàs March, Garcilaso, Góngora, Lope e Quevedo.
Questo lavoro si inserisce in quel settore di studi che, a partire dall’analisi dei processi conservativi dei temi letterari, vuole dimostrare come solo dopo un censimento delle invarianti semantiche e formali del materiale letterario sia possibile riconoscere tratti innovativi specifici di ogni epoca e di ogni autore.

Indice

Introduzione
La "topica" petrarchesca
1. Il motivo della tempesta d’amore nel Canzoniere di Francesco Petrarca
2. Antecedenti iberici medievali e quattrocenteschi
3. «Bullirà .l mar com la caçola .n forn» (XLVI, 9): la metafora marina nel Canzoniere di Ausiàs March
4. La poesia del Rinascimento: Juan Boscán
5. La poesia del Rinascimento: Garcilaso de la Vega
6. La poesia del Rinascimento: Diego Hurtado de Mendoza,
Gutierre de Cetina, Fernando de Herrera
7. La poesia dell’età barocca: Góngora, Lope e Quevedo
8. La tempesta d’amore e la sua iconografia: alcuni esempi
Bibliografia