Carocci editore - Le imprese <i>science-based</i>

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Le imprese <i>science-based</i>

Mario Sorrentino

Le imprese science-based

Strategie di ricerca e imprenditorialità

Edizione: 2009

Collana: Studi Economici e Sociali Carocci (32)

ISBN: 9788843048250

  • Pagine: 200
  • Prezzo:19,50 16,58
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In breve

Le imprese science-based, operando nei settori guidati dalla scienza (fra gli altri: farmaceutico, biotecnologico, delle nanotecnologie), si trovano a stretto contatto con il mondo scientifico. La particolarità di queste imprese sta nel fatto che se, da un lato, sono impegnate nel vendere tecnologie e prodotti, dall’altro, devono essere integrate con il mondo della ricerca di base (l’open science). Il volume approfondisce le strategie di ricerca e i comportamenti imprenditoriali delle imprese science-based tenendo conto del particolare ruolo che queste realtà giocano nei sistemi innovativi. L’analisi evidenzia, da un lato, le modalità con cui le imprese science-based già insediate devono relazionarsi con il mondo della ricerca scientifica; dall’altro, approfondisce le criticità delle imprese science-based che nascono come spin-off proprio dai luoghi in cui si svolge ricerca (ad esempio, l’università). Nella parte finale del volume, l’impianto di analisi è applicato al settore delle biotecnologie farmaceutiche, settore cui si associano enormi potenzialità di scoperta ma nel quale la maggior parte delle imprese non ha ancora raggiunto condizioni di sostenibilità economica. Viene così analizzato il modello imprenditoriale delle imprese biotecnologiche e vengono prospettate possibili evoluzioni nel rapporto con le grandi imprese farmaceutiche.

Indice

Introduzione
Ringraziamenti
1. Imprese e cambiamento tecnologico nei settori science-based
Cambiamento tecnologico e imprese: la prospettiva di analisi adottata nel volume/Il dibattito sulle determinanti del cambiamento tecnologico/L’approccio evolutivo: paradigmi tecnologici e traiettorie tecnologiche/L’evoluzione dei rapporti tra scienza, tecnologia e mercato nei processi di cambiamento tecnologico/Cambiamento tecnologico e imprese science-based
2. Le strategie di ricerca delle imprese science-based
Il ruolo della R&S nella competizione basata sulla conoscenza/Le dimensioni rilevanti nelle strategie di ricerca delle imprese science-based/Le peculiarità della conoscenza scientifica e gli incentivi alla ricerca di base: i limiti dell’ipotesi del fallimento del mercato/Capacità di assorbimento e incentivi alla ricerca di base nei settori science-based/La gestione dell’inserimento dei circuiti dell’open science/Le strategie di estrazione di valore proprietario dalle conoscenze nelle imprese science-based
3. Gli spin-off da ricerca e l’imprenditorialità science-based
Il ruolo e le peculiarità degli spin-off da ricerca nei settori science-based/Le criticità dello sviluppo degli spin-off da ricerca e l’individuazione dell’opportunità imprenditoriale/Il coinvolgimento imprenditoriale/L’accesso alle risorse critiche e l’acquisizione di credibilità/Il raggiungimento della soglia di sostenibilità/Spin-off da ricerca e opzioni reali
4. Il cambiamento tecnologico nel settore biofarmaceutico e l’impatto sulla R&S di nuovi farmaci
Il percorso seguito nell’analisi dell’industria biofarmaceutica/I caratteri del processo di R&S nel settore farmaceutico/Il cambiamento tecnologico indotto dalle biotecnologie farmaceutiche/Gli effetti prodotti sull’attività di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci/L’impatto sulla produttività della R&S
5. Evoluzione e prospettive delle strategie di ricerca nel settore biofarmaceutico: i comportamenti delle imprese biotecnologiche e delle big pharma
Le origini e l’emergere delle imprese biotecnologiche/Business model e assetti relazionali delle imprese biotecnologiche/Le strategie di ricerca delle imprese farmaceutiche/Riflessioni e prospettive: la sostenibilità dell’imprenditorialità biotech e i possibili scenari evolutivi
Conclusioni
Bibliografia

Recensioni

Alessandro Delfanti, le Scienze, 01-03-2009
Le polemiche e gli scontri sui brevetti alla ricerca, sulla circolazione del sapere scientifico prodotto dalle università, su open access e divisione tra ricerca industriale e ricerca di base hanno anche un altro lato della medaglia. Siamo abituati a pensare a un processo lineare tra scienza, tecnologia e mercato l'università fa ricerca di base e ne rende pubblici i risultati; l'impresa usa queste conoscenze per fare innovazione ma i suoi risultati sono privati (brevettati o segreti), e servono a portare nuovi prodotti tecnologici su mercato. Nel suo ultimo libro, tuttavia, l'economista Mario Sorrentino rimescola le carte.  Analizzando proprio le strategie che le imprese science-based possono intraprendere per acquisire competitività, l'autore sostiene che possono e devono finanziare la ricerca di base, cooperare con altri luoghi di produzione di sapere scientifico come le università e i centri di ricerca pubblici, e addirittura inserirsi nei circuiti aperti della scienza: tutto questo significa pubblicare i propri risultati e renderli accessibili alla comunità scientifica di riferimento. Naturalmente la scelta di tali strategie non è assoluta, ma dipende dal tipo di conoscenze prodotte e convive sempre con le forme proprietarie come il brevetto. ll punto di vista di Sorrentino non è quindi quello dell'accesso alle conoscenze, della natura pubblica della scienza contrapposta a quella segreta della ricerca e dello sviluppo industriale. Piuttosto, da buon economista suggerisce alle imprese di occuparsi dell'«appropriabilità» delle conoscenze, cioè della possibilità di estrarre valore e trarre profitti dalla conoscenza. Quest'ultima però è diversa dagli altri beni: il suo valore dipende dalla sua diffusione e accettazione da parte di altri. Per questo l'agire è più complesso del previsto: inserirsi nelle dinamiche della produzione della scienza ottenendo in cambio valore competitivo significa anche usare le conoscenze tacite presenti in un'azienda, pubblicare le proprie ricerche per mantenersi davanti ai concorrenti, creare per i propri ricercatori un ambiente di lavoro simile a quello dei loro colleghi delle università e anche adottare, in parte, le logiche «aperte» che caratterizzano la scienza pubblica.