Carocci editore - La ricerca sociale sui media

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La ricerca sociale sui media

Gianni Losito

La ricerca sociale sui media

Oggetti d'indagine, metodo, tecniche

Edizione: 2009

Ristampa: 1^, 2013

Collana: Manuali universitari (78)

ISBN: 9788843047710

  • Pagine: 304
  • Prezzo:24,20 20,57
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In breve

Non sempre, nei manuali di sociologia dei media, nell’esporre teorie e risultati delle ricerche si pone esplicita attenzione al metodo e alle tecniche d’indagine che le hanno prodotte. In questo volume, invece, teorie e risultati sono considerati nel loro stretto legame con le strategie di ricerca. Nella prima parte si prendono in esame i principali ambiti e filoni d’indagine: la ricerca sul pubblico, sul consumo mediale, sulla fruizione dei testi mediali e sugli effetti dei media a breve e a lungo termine; la ricerca sulle aziende dei media, in particolare sulle organizzazioni giornalistiche e sul processo di produzione delle notizie; la ricerca sull’offerta dei media tradizionali e dei nuovi media digitali. La seconda parte affronta i problemi metodologici della ricerca sui media, tanto quantitativa (inchiesta, analisi del contenuto e disegni sperimentali), quanto qualitativa (etnografia dei media e grounded theory).

Indice

Premessa
Parte prima
Oggetti d’indagine e approcci di ricerca
1. La fruizione dei testi mediali
L’esposizione ai media/Processi cognitivi e fruizione dei testi mediali/I processi di comprensione e interpretazione/In questo capitolo
2. Gli effetti dei media
Influenza personale ed "effetti limitati" dei media/Effetti su opinioni, atteggiamenti e comportamenti/Media e costruzione sociale della realtà/In questo capitolo
3. Le aziende dei media
Gli operatori dei media e le concezioni della professione/Le organizzazioni dei media e i processi produttivi/Alla conquista dell’audience/In questo capitolo
4. L’offerta mediale
La cultura di massa e i media tradizionali/I contenuti dell’offerta mediale/La cultura postmoderna e i media digitali/In questo capitolo
Parte seconda
Metodo e tecniche
5. Premesse, concetti e procedimenti fondamentali
Teoria e ricerca/Ricerca "qualitativa" e ricerca "quantitativa"/Proprietà, concetti, variabili/Classificazione e misurazione/In questo capitolo
6. La ricerca "quantitativa": l’inchiesta e l’esperimento
L’inchiesta/La raccolta delle informazioni e le operazioni di codifica/L’analisi del contenuto come inchiesta/L’esperimento/In questo capitolo
7. La ricerca "qualitativa": l’etnografia dei media e la grounded theory
L’etnografia dei media/La grounded theory/Ricerca "qualitativa" e computer/In questo capitolo
Riferimenti bibliografici
Indice dei nomi
La ricerca sociale sui media

Recensioni

Maria Grazia Falà, il Manifesto, 07-04-2009
Negoziazione attiva tra lo spettatore e i testi mediali: questo modello teorico, che sta prendendo corpo in tutta la sua pienezza in questi anni, si è rivelato molto importante per studiare le soap e la fiction. Anchedi questo parla Gianni Losito, Ordinario di Sociologia nella facoltà di psicologia 2 dell’università di Roma, nel suo ultimo libro, La Ricerca sui media (Carocci, 2009).
Quali sono stati i primi studi sulle soap opera?
I primi lavori su questo genere radiofonico e poi televisivo risalgono agli anniquaranta e riguardano le soap radiofoniche. Ma gli studi più interessanti cominciano a partire daglianni Settanta, nell’ambito dei Cultural Studies, nati a Birmingham (UK).Negli anni ottanta si caratterizza all’interno di questa teoria, una specie di filone «femminista». Le soap e la fiction in generale vengono rivalutate, in quanto si pensa che ci siano due modi di fruire la tivvù, uno maschile e uno femminile, e che ci fosse anche uno specifico femminile nella fruizione. Si riteneva così che solo le donne potessero avere la capacità di coinvolgimento emotivo e affettivo per «leggere» una soap.
Dopo questi filoni di studio si arriva agli anni Novanta…
Già a partire dagli anni Settanta viene fuori, e gradualmente si consolida nel tempo, l’idea dello spettatore attivo del consumo televisivo. Lo dimostrano anche i titoli dei libri che escono: l’ultimo, pubblicato in Italia, dalla psicologa sociale Sonia Livingstone, non a caso si intitola Lo spettatore intraprendente. Tramontano i Cultural Studies, in quanto effettuano ricerche qualitative un po’
troppo disinvolte nella metodologia e quindi in parte inattendibili (anche le ricerche delle femministe erano qualitative).
Poi vi sono degli studi, sempre sulla fruizione e sull’immagine della donna nella tivvù Italiana che lei ha diretto per conto del Cnel nel 2002...
Si tratta di una ricerca effettuata dall’0sservatorio di Pavia. Si strutturava in due parti: una, quantitativa, che analizzava un campione di programmi di fiction e di soap, una, qualitativa, che verteva sull’intrattenimento televisivo, sempre con riferimento alla figura della donna. Da quanto esaminato è emerso, come peraltro da altre content analysìs, che ora la donna occupa moli professionali prima tradizionalmente appartenenti agli uomini. Ma, pur trattando le soap anche temi delicati come il divorzio, l’aborto, ecc., questi argomenti più moderni sono declinati secondo i temi tipici della fiction ma soprattutto della soap, riportandosi ai grandi archetipi come bontà/cattiveria, amore/odio, ecc..
Recentemente quali sono le sue ricerche sul modello della fruizione nella fiction?
Io e il mio staff abbiamo individuato tre possibili dimensioni nelle quali si manifesta il ruolo attivo dello spettatore: la selettività dell’esposizione ai media (ognuno si costruisce i propri percorsi di consumo mediale diversi da quelli di qualsiasi altro); l’attribuzione semantica dei significati, cioè la selettività dei processi cognitivi coinvolti nel processo ditale fruizione; la reinterpretazione collettiva (se un testo mediale diventa oggetto di interazione, si ricostruiscono nuovi significati). Attualmente stiamo usando come materiale un vecchio film Usa per la tv, Ho imparato ad amarti, scelto perché le persone a cui lo facciamo vedere sono i nostri studenti, siamo sicuri che non l’abbiano già visto. Èuna storia piuttosto problematica, quindi può essere argomento di discussione. Abbiamo fatto varie rilevazioni (l’ultima l’anno scorso e sempre sullo stesso film), e non abbiamo pubblicato nulla perché vogliamo vedere se nei diversi campioni nel corso degli anni riusciamo a trovare dei risultati tendenzialmente costanti per risalire da essi ai meccanismi della comprensione e della interpretazione.