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Il gruppo nel processo di orientamento

Maria Luisa Pombeni, Rita Chiesa

Il gruppo nel processo di orientamento

Teorie e pratiche

Edizione: 2009

Collana: Manuali universitari (76)

ISBN: 9788843047673

  • Pagine: 188
  • Prezzo:18,30 15,56
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In breve

Il setting di gruppo trova largo impiego nelle azioni di educazione all’auto-orientamento, in quanto luogo privilegiato per l’attivazione di un allargamento a livello socio-cognitivo e per lo sviluppo di abilità comportamentali. Diverse possono essere le azioni che usano il gruppo come strumento di promozione del processo di orientamento, ma è necessario tenere presente la finalità specifica di queste azioni, il diverso ruolo che può giocare il gruppo e le competenze della figura professionale che presidia il processo. Il volume approfondisce il ruolo del gruppo nelle pratiche di orientamento scolastico e professionale. Partendo dall’analisi della letteratura sul processo di orientamento e dall’esplorazione dei costrutti metodologici che spiegano il valore del gruppo nell’attività di orientamento, si identificano alcune linee metodologiche di intervento.

Indice

1. Il processo di orientamento lungo l’arco della vita
In questo capitolo
2. Gli approcci teorici di riferimento
La prospettiva psicotecnica/La prospettiva della psicologia della personalità: il modello disposizionale/La prospettiva della psicologia della personalità: il modello interazionista/L’approccio evolutivo all’identità vocazionale/La prospettiva psicosociale in orientamento/In questo capitolo
3. Le pratiche professionali
Funzioni e obiettivi/Professionalità per l’orientamento/Governance del sistema territoriale/In questo capitolo
4. Il gruppo nelle attività di orientamento
Riferimenti teorici/Suggerimenti metodologici/In questo capitolo
5. La funzione del gruppo: obiettivi operativi
Laboratori di informazione orientativa/Guidancecome educazione alle scelte/Guidancecome accompagnamento nelle transizioni/Laboratori di gruppo nei percorsi consulenziali/In questo capitolo
6. Elementi di criticità per lo sviluppo dell’orientamento
In questo capitolo
7. Riferimenti bibliografici.

Recensioni

Federico Manfredda, Professionalità, 01-09-2009
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare a prima vista questo volume non costituisce una semplice ristrutturazione e aggiornamento del precedente L'orientamento di gruppo. Percorsi operativi, scritto insieme a M.G. D'Angelo. Il tema è simile, ma, nel 1994, appariva necessario illustrare il significato di un approccio psicosociale all'orientamento giustificando nozioni non molto conosciute (come quella di transizione psicosociale) che ben si conciliano con una metodologia di consulenza non solo individuale, ma anche fondata sul gruppo. Inoltre, allora era importante mostrare un forte taglio operativo, concretizzabile nella pratica quotidiana, per convincere gli interlocutori sui possibili esiti positivi di questo modo di procedere. E infatti, nella seconda parte  del volume ci si sofferma su quattro tipi di intervento tipico basati sull'approccio gruppale (due rivolti agli studenti di scuola secondaria e due a gruppi di adulti, genitori e lavoratori disoccupati). Il nuovo volume non ha questa esigenza dimostrativa e viene costruito con maggiore libertà espositiva pur mantenendo l'impegno di ricostruire, schematicamente, gli approcci teorici sui quali si sostengono le atttività orientative e, soprattutto, si giustificano pratiche professionali sensate. Riemerge una concezione di orientamento lungo l'arco della vita, che appare ben lungi dal ritenere tali azioni come una forma di "addestramento sociale" e di mantenimento delle persone in uno stato di dipendenza dai sostegni esterni (personali e istituzionali). Il punto fondamentale, che si ribadisce in molti punti del volume, è quello di considerare l'orientamento come spazio psicosociale per facilitare la ricerca autonoma di significati nel progetto di vita delle persone e nelle varie fasi della loro esperienza concreta. Siamo lontanissimi da un'ottica riparativa e assistenziale o anche da una concezione puramente pedagogica e trasmissiva di informazione e linee di condotta preconfezionate. La funzione orientativa non rappresenta più soltanto un sostegno nelle situazioni di difficoltà della scelta o di compensazione di stati di povertà di risorse per costruire il futuro, ma diviene piuttosto un processo di sviluppo del potenziale umano e di potenziamento delle competenze  autorientative, che mettano in grado le persone di proseguire da sole nel cammino di costruzione delle loro carriere psicosociali (scolastica e lavorativa). Proprio in un contesto sociale di insicurezza e a basso grado di prevedibilità questa prospettiva centrata sulla proattività delle persone sembra in grado di valorizzare le loro esperienze e di far riconoscere gli elementi di positività che possono confermare (o far modificare sensatamente) le loro scelte soggettive di carattere professionale, formativo, esistenziale. Con questa "idea forza" elaborata da anni da Maria Luisa Pombeni, vengono rilette le pratiche professionali tipiche dell'orientamento, con un insistente sforzo, da un lato, di valorizzare la pluralità di iniziative (sperimentazioni, progetti, servizi, strumenti, ecc.) maturate sul campo e dall'altro di contrastare rischi spontaneistici sul piano professionale, che sarebbero in contrasto con l'esigenza di personalizzare o calibrare le risposte alle effettive domande delle persone. Ciò porta anche a rimarcare un tema che ha caratterizzato l'impegno di studio e di intervento di Maria Luisa Pombeni negli ultimi anni. Esso riguarda l'esigenza di mettere a frutto il patrimonio di esperienze disponibili individuando forme di governance in sede locale che evitino sia la ridondanza e sovrapposizione di iniziative sia il rischio di competizione fra le risorse disponibili in assenza di una regia sia, infine, una scarsa chiarezza sulla specificità degli obiettivi connessi alle singole azioni.