Carocci editore - Il valore della marginalità in un mondo conformista

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Il valore della marginalità in un mondo conformista

Vincenzo Provenzano

Il valore della marginalità in un mondo conformista

Un diverso modo di pensare lo sviluppo

Edizione: 2009

Ristampa: 1^, 2017

Collana: Studi Economici e Sociali Carocci (36)

ISBN: 9788843046195

  • Pagine: 192
  • Prezzo:19,00 18,05
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In breve

La marginalità è sinonimo di periferia e se il centro, oggi, produce profondi danni, è agli estremi che possono avvenire grandi cambiamenti, dove le realtà economiche e sociali sperimentano nuove situazioni. I processi di standardizzazione, necessari nell’ottenere e raggiungere economie di scala, non spiegano gli eventi shock che rispondono ad esigenze di differenziazione delle preferenze degli individui superando quel facile conformismo di massa in cui le società, oggi, rischiano di annegare. Il libro propone una serie di case studies orientati all’economia reale. In particolare, il legame tra nutrizione artificiale ed economia nell’ambito, oggi molto dibattuto, della sopravvivenza dei malati cronici marginali in Italia, scritto insieme a Corrado Spaggiari, responsabile Nutrizione Artificiale dell’AUSL di Parma; la genesi imprenditoriale di Sam Walton e Wal-Mart, impresa marginale nata nelle zone rurali dell’Arkansas e divenuta oggi uno dei fenomeni più discussi del gigantismo aziendale statunitense; la produzione biologica, la domanda di organic food e lo sviluppo locale quale vantaggio competitivo per le regioni in ritardo come la Sicilia.

Indice

Prefazione di Alan W. Dyer
Introduzione
Ringraziamenti
Elenco delle abbreviazioni
1. Economia e sostenibilità della nutrizione artificiale domiciliare in Italia: l’esperienza presso l’Azienda AUSL di Parma di Vincenzo Provenzano, Corrado Spaggiari
Introduzione/La rinuncia alla cura: alcuni cenni alla letteratura di riferimento/Il Distretto di Parma e l’analisi del campione di riferimento/Il budget del Distretto di Parma: le funzioni obiettivo del paziente, del medico e del manager/Conclusioni/Riferimenti bibliografici
2. La genesi e lo sviluppo marginale di Wal-Mart
Introduzione/La genesi marginale di Wal-Mart/Il ciclo di vita di Wal-Mart: da Betonville alla Germania/Wal-Mart e la globalizzazione/L’esperienza in Germania e il confronto con la marginalità di ALDI/Lo sviluppo della Grande distribuzione organizzata in Italia/Conclusioni/Riferimenti bibliografici
3. I prodotti biologici e lo sviluppo delle aree marginali
Introduzione/Le nuove tendenze nei consumi: le abitudini alimentari/La produzione biologica: alcune questioni definitorie/Lo scenario internazionale/Le politiche e i sussidi nel settore biologico in Europa/La marginalità delle aree rurali e lo sviluppo del biologico/Conclusioni
Riferimenti bibliografici
Conclusioni
Riferimenti bibliografici

Recensioni

Salvatore Butera, la Repubblica ed. Palermo, 15-04-2009
È proprio vero che questi economisti meridionali (non meridionalisti) non sanno più cosa inventarsi per dimostrare che la marginalità dell'economia del Sud non è da leggere secondo gli schemi neoclassici di fine '800, quanto piuttosto secondo canoni inediti che quelle teorie in qualche modo ribaltino.Vincenzo Provenzano, autore "Il valore della marginalità in un mondo conformista" (Carocci, pp.188, euro 18,50), professore associato di economia applicata della nostra Università, è uomo di multiforme ingegno e questo ingegno ha lungamente esercitato all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e in particolare a Boston dove ha imparato e insegnato. Il volume fin dal titolo e dal sottotitolo (Un diverso modo di pensare lo sviluppo) vuole avvertire il lettore: siamo in presenza di un anticonformista, di un fustigatore di vecchi costumi di un certo ancien régime della teoria economica. E trattandosi di un siciliano vorremmo partire prendendo le mosse da Pirandello e dalla lettura che negli anni Venti ne diede Tilgher poi lungamente contraddetto da Sciascia: la vita è più forte della forma, la vita di fronte alla fissità delle forme si riprende i suoi diritti. Lo stesso fa in qualche misura Provenzano: i casi del malato terminale come valore (e come contraddire un così alto sentire cristiano, sia pur travestito di altre forme?); quello della famosa catena di grande distribuzione Wal-Mart che spicca il volo da misere cittadine del Middle West; quello più vicino a noi di una Sicilia leader nell'agricoltura biologica, servono tutti all'autore per rafforzare la sua ipotesi, elegante e sostenuta con dovizia di citazioni e rimandi, di una marginalità solo apparente, di fatto un valore economico concreto, computabile con lo strumentario più sofisticato dell'economia contemporanea che si avvale, per avventurarsi in questi eclettici viaggi, di altre scienze come la psicologia, la antropologia culturale, la sociologia.
Fabio Ranchetti, CorrierEconomia, 18-05-2009
Marginale, dice il dizionario, significa «posto ai margini della società, emarginato»; e, anche, «di minore, secondaria importanza». In generale, il soggetto marginale, è uno sventurato, uno al quale la vita non ha arriso o che si è volutamente posto al di fuori dei comportamenti normali seguiti dalla massa che, per definizione, conformista. Sempre in generale, un’economia marginale è un’economia di scarsa importanza, fuori dal modello e dalle logiche di un’economia moderna e globalizzata. Il merito di questo libro è di mostrarci che le cose non stanno sempre così. Che in verità, tutti i grandi imprenditori sono soggetti marginali, la cui peculiarità è proprio quella di creare innovazioni, cioè introdurre prodotti e processi nuovi che si differenziano da quelli standard e proprio perciò sono fonte di ricchezza e di sviluppo. E lo stesso vale per le economie: ci possono ben essere economie marginali che seguono sentieri di sviluppo locale e diverso,ma non perciò irrilevanti o destinati necessariamente al fallimento.
Esistono, questa è una delle tesi principali avanzata da Provenzano, dei benefici prodotti dalle economie locali che sarebbe un errore e uno spreco perdere. Il pesce che acquistiamo al mercato della Vucciria di Palermo, non è più lo stesso, e ha neanche un gusto diverso, di quello surgelato che possiamo acquistare in un qualsiasi supermercato: è possibile, e come, mantenere questi diversi modelli di mercato nel mondo contemporaneo, sia nei paesi avanzati sia in quelli in via di sviluppo?
Il libro cerca di rispondere positivamente a questa domanda, attraverso l’analisi di tre case studies: la nutrizione artificiale domiciliare nel distretto di Parma, la grande distribuzione organizzata e in particolare il modello di Wal-Mart, i prodotti biologici. Soffermiamoci su quest’ultimo tema, e vediamo cosa è successo a Castronuovo, un piccolo comune (3.500 abitanti) della provincia di Palermo, una tipica area marginale. A Castronuovo si produce il Fiore Sicano, l’unico formaggio vaccino prodotto in Sicilia. Grazie ad agricoltori innovativi e a istituzioni intelligenti, qui si è mantenuta e incrementata la produzione di questo prodotto tipicamente locale, per un ammontare di circa 20 mila tonnellate e un valore complessivo di quasi 200 mila euro annui. È un piccolo esempio di successo , ma il suo valore non è, scusate il gioco di parole, marginale.
Manfredi Mancuso, MF Sicilia, 09-06-2009
Che cosa hanno in comune dei formaggi con la muffa prodotti in Sicilia e Wal-Mart, la gigantesca catena statunitense di superstore fondata nel 1962 da Sam Walton? A prima vista nulla. Ad azzardare l’accostamento è Vincenzo Provenzano, professore di economia applicata presso la facoltà di economia di Palermo, in Il valore della marginalità in un mondo conformista (editore Carocci, 188 pp., 18,50 euro), l’ultirno libro del docente che viene presentato domani, alle 17, a Catania, presso l’aula magna della facoltà di scienze politiche. Nel testo vengono analizzati una serie di case studies che, con esempi tratti da esperienze italiane e internazionali, mirano a rivalutare il concetto di «marginalità» nell’ambito degli studi economici. Tra i casi esaminati, vi è anche quello di Castronovo di Sicilia, piccolo comune rurale dell’entroterra siculo che, secondo l’autore, potrebbe sanare gli atavici problemi di sviluppo sfruttando proprio le possibilità di un mercato considerato un tempo marginale come quello dell’agricoltura biologica. A Castronovo, infatti, si produce il «fiore Sicario», l’unico formaggio a pasta cruda con la presenza di muffe autoctone, derivanti dai microclimi dei locali di stagionatura. Da solo, il piccolo gioiello biologico muove un giro d’affari da oltre 180 mila euro l’anno e, insieme con altri prodotti locali, costituisce un’importante chance di espansione per l’economia dell’Isola. Stesso discorso per la produzione di olio che fa della Sicilia una delle maggiori regioni produttrici a livello nazionale, con circa il 20% di tutti i marchi italiani. Provenzano prende di nuovo l’esempio di Castronuovo dove si trova un’azienda di olio che ha sviluppato un rispettabile bacino di esportazione europeo. L’area, che per la bassa densità demografica e l’alto tasso di disoccupazione potrebbe essere presa come testimonianza della fragilità economica dell’Isola, sfrutta dunque la sua situazione di "marginalità" per rilanciarsi su un piano internazionale. «Marginale», scrive Provenzano nel suo libro, «è anche sinonimo di "posto all’estremo", “periferico", "sperimentale"»; qualcosa che comporta un’accezione negativa. Eppure, è proprio «agli estremi che possono avvenire grandi cambiamenti e dove le realtà economiche e sociali sperimentano nuove situazioni». Da svantaggio, la marginalità può anche tramutarsi in «un vantaggio complessivo per l’economia e per il sistema di vita in cui si è immersi». Al contrario, invece, non sempre la centralità economica del global market ha avuto la meglio: è il caso di Wal-Mart e della sua strategia di marketing, trionfante negli Stati Uniti grazie anche alla scommessa (vinta) di aprire i primi negozi in luoghi periferici, lontani dai grandi flussi di rnercato, ma che, allo stesso tempo, è risultata perdente in Germania, quando la catena ha cercato di far leva sui valori di globalità, ignorando le diversità proprie di un’altra cultura, molto diversa da quella yankee del «prezzo più basso ogni giorno». Insomma, tutta questione di strategie di mercato. Tanto che un formaggio con la muffa tipico di un piccolo comune siciliano può essere accostato a un gigante statunitense, originario dell’Arkansas.