Carocci editore - Somministrare lavoro

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Somministrare lavoro

Catia Iori

Somministrare lavoro

Una lettura al femminile

Edizione: 2009

Collana: Biblioteca di testi e studi (477)

ISBN: 9788843046171

In breve

Se la somministrazione di lavoro attraverso le agenzie interinali (oggi denominate semplicemente "agenzie per il lavoro") offre a molti una concreta possibilità di inserimento lavorativo, è altrettanto vero che il ventaglio di criticità che essa presenta è un dato di fatto, da contrastare con nuovi diritti di welfare. Quando poi le protagoniste sono donne, spesso non più giovani e madri di famiglia, alla precarietà oggettiva, declinabile pur sempre come flessibilità, si aggiungono le classiche discriminazioni che ancora pesano sulla qualità dell’occupazione
femminile. Dall’analisi esce un quadro quanto mai articolato che non vuole penalizzare il mondo dell’interinale ma restituirgli, per quanto possibile, quella funzione di "stabilità" nella varietà e diversità del lavoro che riconduca a codice etico la tutela sindacale, il rispetto del contratto, la garanzia della dignità femminile. Cogliendo gli aspetti dinamici e processuali di questa forma occupazionale flessibile, si sono approfondite non solo le caratteristiche delle missioni, ma si è cercato soprattutto di ricostruire in modo equilibrato le esperienze di lavoro attivate dalle donne in somministrazione.

Indice

Presentazione di Gianluca Ferrari
Prefazione di Rosa Rinaldi
Premessa di Donatella Ferrari, Natalia Maramotti
Parte prima
La ricerca
Introduzione
1. L’iter della ricerca
Raccolta e rielaborazione dati della Provincia
2. Il quadro giuridico
L’evoluzione giuridica della somministrazione di lavoro/Il nuovo quadro normativo/Il lavoro somministrato/Lavoratrici e lavoratori svantaggiati: inserimento e reinserimento al lavoro/I fondi per la formazione
3. Metodologia della ricerca
Gli strumenti di indagine
Appendice. Il questionario somministrato alle APL
4. Lo scenario
Il contesto: dati, motivazioni, prospettive/Il sistema: le APL private/Le APL come canale di ricerca di lavoro. Pubblico e privato a confronto/Lo scenario italiano/I dati italiani regionali e provinciali/I dati provinciali
Parte seconda
L’analisi dei dati raccolti
Premessa. Il lavoro somministrato a Reggio Emilia
5. Analisi dei questionari
Utenza per genere e fasce d’età/Utenza per nazionalità/Utenza per scolarità/Le mansioni ricoperte con il lavoro interinale/Durata media delle mansioni/L’agenzia per la somministrazione del lavoro Archimede
Parte terza
Le interviste
6. Il focus group
7. Interviste a responsabili di APL
8. Il parere dell’esperto: Barbara Maiani
9. Interviste alle lavoratrici
Intervista a Francesca/Intervista a Elena/Intervista a Valeria
10. Riflessioni sulle interviste
Le storie di vita/La valutazione delle agenzie e del lavoro somministrato
Conclusioni
Bibliografia

Recensioni

T.S., Il Giornale di Reggio, 15-12-2009
La crisi mette a dura prova l’occupazione femminile, soprattutto per la qualità dell’impiego. Ora più che mai la flessibilità trova come sinonimo la precarietà. La presenza delle donne nel mercato del lavoro è cresciuta in modo costante e progressivo negli ultimi anni, superando anche - e in anticipo - l’obiettivo del 60% prefissato dalla strategia europea dell’occupazione per il 2010. Ma se c’è un dato quantitativo positivo, a questo non corrisponde un’elevata qualità e  stabilità dell’occupazione femminile. La crescita di questa è infatti per poco più della metà circoscritta a contratti part time a tempo indeterminato e per il resto al lavoro a termine che carica maggiormente sulle donne il rischio di restare disoccupate. E le donne sono già penalizzate da progressioni di carriera insoddisfacenti e da stipendi peggiori per pari responsabilità rispetto ai colleghi uomini (25% in meno nel caso del lavoro dipendente e 48% nel caso di lavoro autonomo). Riassumendo: alle donne viene offerto un lavoro qualitativamente inferiore, in media meno sicuro e soprattutto di bassa qualifica (solo il 35% è costituito da impiegate). E’ stato questo il tema del convegno organizzato ieri pomeriggio al Centro Malaguzzi dal titolo “Le donne cambiamo lavoro: una lettura femminile al lavoro somministrato", un appuntamento organizzato dalle consigliere di parità per illustrare i risultati di un’indagine sul lavoro femminile che ha visto tra i relatori il consigliere provinciale Vera Romiti, la ricercatrice e sociologa Catia Iori, il direttore dell’Inps Maria Piccillo. Tra i presenti anche Cristina Carbognani, presidente dell’Api e vicepresidente della Manodori e i rappresentanti di Obiettivo lavoro e Archimede. «L’indagine - spiega la consigliera di parità della Provincia Donatella Ferrari - rileva l’aumento, anche attraverso la flessibilità, della precarizzazione del lavoro, e si interroga sugli effetti che questa particolare condizione contrattuale e lavorativa può produrre sul tessuto economico e sociale della nostra provincia. La ricerca conferma che l’attitudine alla maternità costituisce un formidabile deterrente per la qualità e la quantità dell’occupazione femminile». Insomma alla donna, in tempi di crisi, non è possibile neppure essere precaria. «Le donne solitamente il lavoro lo perdono – precisa Vera Romiti - e se ne devono trovare un altro». Ancora una volta la parola “genere" (piuttosto inquietante il suo frequente utilizzo) è un aggravante. E la donna è appunto un “genere". Romiti passa in rassegna frasi già sentite: «La donna è la forza lavoro più penalizzata, la donna è a rischio esclusione sociale». «Un paese che accetta il fatto che le donne non possono neppure essere precarie, che non valorizza le donne, - spiega ancora la consigliera Romiti - è un futuro». Certo non manca la forza e la capacità di reinventarsi. Tanto per non essere troppo ottimisti Catia Iori ci spiega il frutto di una ricerca che ha portato alla pubblicazione di un libro, di cui è autrice, dal titolo “Somministrare lavoro, una lettura al femminile" (Carocci editore, 130 pp., 16 euro). La ricerca offre risultati sconcertanti. «Le donne sono sottopagate, sottovalutate, mal gestite. Si evince chiaramente dai dati che le proposte di lavoro per le donne sono al di sotto degli standard», ovvero il loro curriculum è comunque sottovalutato rispetto a quello di un uomo. La parità è dunque ancora lontana. «Il lavoro ci è ostile - dice la Carbognani - ma non bisogna mollare e bisogna cavalcare l’onda che in questi ultimi anni ha permesso l’accesso delle donne a posizioni dirigenziali». La Carbognani è la prima donna divenuta presidente di un’associazione (senior) di imprenditori: è accaduto nel maggio 2008. Nel Nord-est, secondo i dati forniti dalla direttrice dell’Inps di Reggio, le domande di disoccupazione ordinaria e di mobilità (periodo gennaio-settembre 2009) riguardano il 47% gli uomini e il 53% le donne. «I dati sulla cassa integrazione – spiega Maria Piccillo - fanno pensare che le donne vengano licenziate piuttosto che messe in mobilità». Spaventoso il dato sulla cassa integrazione a Reggio: se in regione è aumentata del 698,7%, nel nostro territorio è aumentata del 1.760,5%. Preoccupanti anche i dati reggiani riguardanti l’avviamento al lavoro nei primi nove mesi dell’anno. «Sono 58mila e non si arriverà mai ai 100mila del 2007 e neppure ai 95mila del 2008» spiega la Ferrari. Le donne occupate si “salvano? perché solitamente sono più presenti nei servizi di cura e assistenza, che non conoscono crisi, mentre i settori in grossa crisi sono il manifatturiero e il meccanico. «A Reggio il tasso di disoccupazione femminile (anno 2008 - continua la Ferrari - è del 3,5%. Le occupate sono il 60%. Rimane comunque il fatto che la ricollocazione delle donne è più difficile». Per questo la nuova legislazione che affida alle agenzie interinali anche compiti di formazione, oltre a quelli di selezione, preoccupa non poco. «Bisogna stabilire criteri precisi – conclude - perché esistono molti pericoli». Come la discriminazione.