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Domenico Fisichella

Alla ricerca della sovranità

Sicurezza e libertà in Thomas Hobbes

Edizione: 2008

Ristampa: 1^, 2008

Collana: Quality paperbacks (233)

ISBN: 9788843044559

  • Pagine: 148
  • Prezzo:13,30 11,31
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In breve

L’esigenza più avvertita dalle società occidentali è oggi la sicurezza, interna e internazionale. Ma tale tema è antico, si intreccia con quello della politica e della sua ragion d’essere, trova infine nella modernità la sua configurazione istituzionale con la nascita e lo sviluppo dello Stato. Il presente volume, ricostruendo il pensiero di Thomas Hobbes, massimo scrittore politico inglese, analizza genesi e ruolo dello Stato, caratteri della sovranità, rapporto tra legge, ordine e libertà, paura della guerra e della sanzione, passioni umane che alimentano spinte distruttive o, al contrario, aspettative di pace. La conclusione di tale percorso è una comparazione tra regimi politici sulla base della loro capacità di meglio affrontare e resistere alle sfide del disordine e del declino. E qui assume tutto il suo rilievo la questione della democrazia e del suo destino, per l’oggi e per il domani.

Indice

Premessa
1. Natura umana e regimi politici
Uguaglianza, libertà, conflitto/Diritto di natura e legge di natura
2. La sicurezza: esigenza fondamentale
Lo Stato tra patto e sanzione/Disuguaglianza nella società civile e rapporti tra Stati/Religione: quando nasce?/Dallo stato di natura allo stato di società
3. Contrattualismo, volontarismo, individualismo
Ambivalenza della condizione umana/Una finzione logica: perché?/Lo Stato, forma moderna della sovranità
4. Stato per acquisizione e Stato per istituzione
Sovranità: assoluta, illimitata, indivisibile/Potere paterno, conquista, regno patrimoniale
5. Democrazia, aristocrazia, monarchia
Il sovrano: persona fisica oppure assemblea/Popolo e moltitudine/Necessità e rischi della legittimazione popolare
6. Il sovrano decide chi è nemico
Tirannide, monarchia, resistenza/Il dilemma del consenso
7. Condizione civile e prevedibilità della sanzione
I due volti della paura/La legge non è un consiglio, ma un comando/Sovranità della legge o sovranità del legislatore?
8. Legge civile e legge naturale
In principio è la legittimità/Potere razionale-legale e Stato di diritto/Libertà animalesca e libertà innocua/I doveri dello Stato verso i cittadini
9. Naturalità antropologica e percorso storico
Dalla tradizione alla modernità/Il ruolo della politica/Tra liberalismo e autoritarismo: plausibilità e limiti del dilemma/Chiesa, Stato e potestà legislativa
10. Perché gli Stati declinano
Il proliferare delle corporazioni/Governo misto e governo temperato
11. Governo dell’uno o dell’assemblea?
Monarchia elettiva e monarchia ereditaria/ Selezione per merito e competenza/L’uguaglianza tra invidia e giustizia/Demagogia, particolarismi, incompetenza/La migliore forma di governo
Conclusione
Note.

Recensioni

Danilo Breschi, L'Indice, 01-11-2008

Ottima introduzione al pensiero politico di Hobbes, questo denso saggio di Fisichella. Sin dalle prime pagine il lettore è invitato ad ingaggiare un vero e proprio corpo a corpo con l’opera hobbesiana, in particolare il De Cive e il Leviatano. Acribia filologica e analisi comparata garantiscono uno studio penetrante. Fisichella ribadisce la centralità del presupposto antropologico nella filosofia hobbesiana, che individua una vera e propria invarianza nella natura umana, tanto nello spazio quanto nel tempo. Tale costante assoluta è da accordare con la necessaria storicità, e quindi variabilità, delle istituzioni chiamate a rendere possibile la convivenza tra esseri umani naturalmente egoisti e onnivori, aggressivi e paurosi, aggressivi perché paurosi. Tra gli spunti più originali della lettura di Fisichella, la proposta di uno Hobbes “uno e trino?, il cui pensiero risulta dalla convergenza di tre momenti decisivi. Abbiamo così il filosofo del diritto di natura, “uno zoologo e insieme uno psicanalista freudiano ante litteram? che nelle pulsioni coglie il motore primo dell’agire umano; c’è poi il filosofo della legge naturale, che più riecheggia il giusnaturalismo classico e cristiano, anche se con minore attenzione ai doveri che non ai diritti, essenzialmente individualistici. E infine il filosofo della legge civile, “del pieno positivismo giuridico?. È per questa compresenza che Hobbes è il pensatore della transizione e tensione tra premoderno e moderno, al centro di un percorso avviato ma non ancora completato. Liberale o autoritario? Se questo è il ricorrente dilemma degli esegeti hobbesiani, Fisichella ha buon gioco nel rilevare il carattere ibrido dello Stato teorizzato dal filosofo inglese, individualista e antipluralista, che per edificare una sovranità assoluta e colpire quindi al cuore la monarchia di diritto divino evoca quell’idea di popolo che esploderà un secolo dopo. Hobbes come il filosofo che per primo visse e pensò la secolarizzazione sub specie politicae.