Carocci editore - Le disuguaglianze nella salute

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Le disuguaglianze nella salute

Angela Genova

Le disuguaglianze nella salute

Politiche e governance in Italia e in Europa

Edizione: 2008

Collana: Studi Economici e Sociali Carocci (31)

ISBN: 9788843043866

  • Pagine: 228
  • Prezzo:24,00 22,80
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In breve

I contesti sociali e le politiche pubbliche modellano i corsi di vita degli individui delineando condizioni di salute disuguali e diverse capabilities. Cosa sono le disuguaglianze nella salute e quali sono le principali politiche per contrastarle? Il volume propone una risposta a queste domande analizzando in prospettiva storica comparata le politiche per la tutela della salute in Europa e Italia. Si focalizza
sulle disuguaglianze sociali e territoriali, delineandone il quadro teorico concettuale e analizzandone alcuni indicatori. Adotta una prospettiva di analisi attenta al contesto in cui le politiche e le disuguaglianze si modellano, proponendo una nuova categoria analitica: quella degli “health regime", caratterizzati da modelli di governance e processi di riorganizzazione territoriale (rescalings) diversi. Riconosce la necessità di una integrazione fra le politiche di welfare, ma evidenzia il rischio di una conseguente deresponsabilizzazione dei singoli attori nel contrastare le disuguaglianze.

Indice

Introduzione. Salute e malattia: il contesto
1. Salute e malattia nelle società: uno sguardo storico
Le grandi religioni e le regole per la salute/La gestione della malattia nel mondo antico/Salute e disuguaglianze nel Medioevo/Salute e interessi economici e politici: politiche per la salute fra Cinquecento e Settecento/La scoperta delle disuguaglianze e l’età d’oro della salute pubblica/Lo sguardo storico e la lezione appresa
2. Politiche per la salute e welfare state in prospettiva storica
La storia del welfare state: fasi e dinamiche di riforma/Il periodo di espansione delle politiche per la tutela della salute/Politiche sanitarie dalla fine degli anni Settanta ai nostri giorni: principi e attori
3. I determinanti e le disuguaglianze di salute
I determinanti di salute/La costruzione sociale dei fattori di rischio/Il contesto socioeconomico della malattia e le disuguaglianze di salute/Le politiche per la salute e le politiche di welfare: un’integrazione necessaria
4. Health regime: convergenza e divergenza nei sistemi sanitari in Europa
Analoghi bisogni, analoghi interessi in gioco ma diverse politiche: i percorsi esplicativi/I sistemi di salute: fra welfare regime e nuovi bisogni analitici/Gli health regime come strumenti di analisi/Gli health regime in EU: convergenza e divergenza
5. Le politiche per la salute in prospettiva comparata negli health regime
La divisione sociale del lavoro di cura/La spesa nelle politiche per la salute/Condizioni di salute e disuguaglianze in Europa/La protezione della salute in Europa: disuguaglianze di salute fra gradiente sociale e territoriale
6. L’health regime italiano: limiti e potenzialità di un processo di riforma
Il caso studio Italia/La controversa istituzione del Servizio sanitario nazionale/La svolta degli anni Novanta nelle politiche per la salute: la riforma della riforma/La riforma ter: criticità e potenzialità del nuovo sistema sanitario/Le politiche per la salute degli anni Novanta: contesti istituzionali in trasformazione
7. Le politiche e le disuguaglianze di salute in Italia oggi: una prospettiva regionale comparata
La salute degli italiani in prospettiva regionale comparata/L’organizzazione e il finanziamento dei Sistemi sanitari regionali: sfide e prospettive/Programmazione e implementazione delle politiche di prevenzione: regioni a confronto
8. Conclusioni. La tutela della salute: attori, responsabilità e prospettive di analisi
Il percorso fatto: il filo rosso del volume/Responsabilità e limiti nelle politiche per la tutela della salute in EU/Le criticità nelle nuove politiche per la salute in Italia/Politiche di prevenzione e modelli di governante/Il contesto meso della malattia: l’analisi delle politiche attraverso i modelli di governance
Riferimenti bibliografici

Recensioni

, Camillianum, 01-04-2009
I contesti sociali e le politiche pubbliche modellano i corsi di vita degli individui delineando condizioni di salute diseguali e diverse capacità. Cosa sono le disuguaglianze nella salute e quali sono le principali politiche per contrastarle? Il  volume propone una risposta a queste domande analizzando in prospettiva storica comparata le politiche per la tutela della salute in Europa.
Pasquale Rotunno, Avanti!, 08-04-2009
Il sapere medico cambia in fretta. Lo sguardo medico da sempre colloca la malattia nel corpo del malato. Eppure oggi il luogo della malattia non è più solo il corpo dell’uomo malato. Le nuove tecniche d’indagine portano a riconoscere nel Dna, nel singolo gene, il luogo originario di alcune malattie. Il medico rischia di perdere la visione d’insieme del malato. E di concentrarsi solo sulla dimensione micro della malattia: quella del singolo gene malato. Al tempo stesso cresce l’importanza del contesto in cui la malattia si sviluppa. Guardando al contesto europeo, le condizioni di salute della popolazione appaiono buone, rispetto alla maggior parte dei Paesi del mondo. In Europa, ad esempio, le aspettative di vita alla nascita registrano i valori più alti (78 anni per le femmine e 71 per i maschi). Mentre la mortalità infantile è la più bassa nel mondo.
Tuttavia in Europa, così come negli altri continenti l’incremento nelle attese di vita, il benessere e la malattia sono, a loro volta distribuiti in modo disomogeneo. Sia riguardo alla condizione sociale che alla distribuzione geografica. Da questa constatazione muove l’analisi della sociologa Angela Genova (Università di Urbino) nel libro “Le disuguaglianza nella salute" (Carocci, 226 pagine, 23,50 euro). I dati sulla mortalità infantile rilevano che su mille bambini nati vivi in Lussemburgo ne muoiono meno di tre. Invece in Romania ne muoiono diciotto. In Svezia l’aspettativa di vita per gli uomini è di circa 78 anni. In Lituania è di poco superiore ai 65. Vi sono insomma sostanziali differenze nello stato di salute della popolazione europea. E riguardano non solo la comparazione fra i 27 Paesi membri dell’Ue, ma anche le diverse aree all’interno di ogni Stato. Infatti, le persone con livello d’istruzione, classe sociale e reddito più basso tendono a morire in età più giovane. E a presentare problemi di salute con maggiore frequenza. Condizione economica e salute sono correlati: a sfavore delle classi sociali meno abbienti.
L’Unione europea presenta differenze sistematiche nella salute di gruppi e comunità che occupano posizioni geografiche e sociali diverse. Perché esitono queste differenze? Il libro tenta una risposta all’interrogativo mettendo in relazione i diversi contesti politico-istituzionali con le condizioni di salute della popolazione. La salute di una persona è il frutto di un complesso intreccio fra diversi fattori. Definiti "determinanti di salute". Tra questi i principali sono il patrimonio genetico, le condizioni socio-economiche, lo stile di vita e l’utilizzo del sistema sanitario. Le differenze nelle condizioni di salute della popolazione europea possono solo marginalmente essere riconducibili alle variazioni nei patrimoni genetici. Sono le differenze delle condizioni socio-economiche, con i relativi stili di vita, e le politiche sociali e sanitarie a rappresentare le principali cause delle disuguaglianze. Le differenze nella salute non sono cioè semplicemente il risultato di comportamenti individuali dannosi. Ma sono il risultato di una varietà di fattori sociali, economici e ambientali, solo marginalmente modificabili dal singolo individuo.
Le differenze nelle condizioni di salute si presentano come disuguaglianze: "disuguaglianze nella capacità di acquisire lo stesso salute". Vi è, insomma, un problema di equità nell’accesso alle cure mediche. Lo Stato si è sempre più fatto carico delle salute dei cittadini. Le politiche della salute testimoniano il definitivo crollo del muro di separazione fra sani e malati. Con la nascita della medicina preventiva, l’intera popolazione e il soggetto stesso sono scomposti e classificati in base all’esposizione a specifici fattori a rischio. Le politiche per la tutela della salute su basano sulla selezione di alcuni fattori di rischio piuttosto che altri. In questo contesto le scelte individuali non appartengono al singolo. Sono bensì scelte socialmente costruite e condivise. Assistiamo a una costante rinegoziazione sociale dei fattori di rischio a della maniera di affrontarli.
Il disorientamento dell’Ue nel definire politiche comunitarie per la tutela della salute non rappresenta solo il prodotto della sua debolezza istituzionale. Rispecchia anche la complessità del tema e la sua gestione a livello nazionale. Il potere dell’Ue di interferire nelle politiche pubbliche dei singoli Stati rimane molto modesto per quanto riguarda la salute pubblica, così come in altri settori. Inoltre, in Italia le differenze organizzative fra le regioni sono notevoli. C’è da chiedersi se il nuovo assetto organizzativo regionale porterà a una maggiore capacità di risorsa ai bisogni di cura e salute. Oppure a una esasperazione delle differenze. Le competenze sono ancora ripartite fra Stato e Regioni. La confusione dei ruoli non facilita l’efficienza dei servizi. Solo un’analisi accurata dei processi di riforma dei sistemi sanitari a livello europeo può indicare le migliori strategie per ridurre le disuguaglianze nella tutela della salute.