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Transilvania rossa

Stefano Bottoni

Transilvania rossa

Il comunismo romeno e la questione nazionale (1944-1965)

Edizione: 2007

Collana: Saggi e monografie del Dip. Discipline storiche Univ. Bologna

ISBN: 9788843043125

  • Pagine: 240
  • Prezzo:20,00 19,00
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In breve

Nelle zone multietniche dell'Europa centro-orientale quali la Transilvania, classe e nazione, comunismo e identità etniche hanno costituito nella seconda metà del Novecento non una coppia di opposti, quanto piuttosto un binomio inscindibile di pulsioni e strategie politiche. Basandosi in primo luogo su fonti archivistiche sinora inedite, il volume analizza le linee di forza, spesso in bilico tra integrazione e discriminazione, accettazione e rifiuto, lungo le quali il regime comunista romeno gestì la convivenza dei principali gruppi (romeni, ungheresi, ebrei, tedeschi) durante l'epoca di Gheorghiu-Dej. La breve esperienza (1952-60) dell'autonomia territoriale ungherese nei distretti orientali della Transilvania, posta in evidenza la dimensione quotidiana della competizione etnica in una società di tipo sovietico, avrebbe lasciato il posto dai primi anni Sessanta al progetto di comunismo nazionale attuato dopo il 1965 da Nicolae Ceauşescu, ma le cui radici vanno ricercate nella svolta nelle politiche romene di integrazione delle minoranze impressa dalla rivoluzione ungherese del 1956, i cui echi avevano coinvolto soprattutto le zone multietniche della Transilvania.

Indice

Abbreviazioni e sigle Introduzione 1.La Transilvania come problema europeo (1918-45) 1.1. Una terra contesa 1.2. L'alternativa sovietica 1.3. Stalin e la Transilvania 2. Integrazione senza autonomia (1945-52) 2.1. La questione delle minoranze nell'Europa del 1945 2.2. La politica nazionale del PCR (1945-47) 2.3. Integrazione e interessi particolari: l'Unione popolare ungherese 2.4. Ebrei e tedeschi: esodo, restratificazione, discriminazione 2.5 La 'correzione' del 1948 2.6. Fattori sociali ed etnici nella repressione politica 3. Autonomia e terrore (1952-53) 3.1. La creazione della Regione Autonoma Ungherese 3.2. Una 'fioritura' di etnicità 3.3 Purghe e ricambio di élite in Transilvania 3.4 Un'autonomia formale 4 Politiche nazionali differenziate (1953-56) 4.2 Il dopo-Stalin: continuità e rottura 4.3 Tentativi di istituzionalizzare l'autonomia 4.4 Fuori della RAU: la 'nazionalizzazione' del regime 4.5 Centro-periferia: dalla subordinazione alla dialettica 5. Un ecosistema stalinista: ideologia e identità nella Regione Autonoma Ungherese 5.1. Apprendisti del potere 5.2. Vincoli politici e spinte identitarie 5.3. I molteplici ruoli della cultura 5.4. Una questione irrisolta: l'arretratezza economica 6. L'impatto della rivoluzione ungherese (1956-58) 6.1. Una liberalizzazione controllata 6.2. Il 'fattore Budapest' 6.3. Il compromesso di Miron Constantinescu 6.4. Gli echi della rivoluzione ungherese 6.5. Verso una lettura etnica della crisi 6.6. «Meglio attaccare il nemico quando è politicamente isolato» 7. Da «Ruritani» a «Megalomani»: la nascita di un comunismo 'romeno' (1959-65) 7.1. Rappresaglia politica, nazionale, sociale: un bilancio 7.2. La questione cattolica 7.3. L'esodo della comunità ebraica 7.4. La soppressione dell'autonomia ungherese Epilogo. Lo Stato-nazione come teleologia politica e progetto sociale Indice dei nomi