Carocci editore - Berlioz: Sinfonia fantastica

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Berlioz: Sinfonia fantastica

Paolo Russo

Berlioz: Sinfonia fantastica

Una guida
Questo volume fa parte della serie 'Il pensiero musicale' diretta da Fabrizio Della Seta

Edizione: 2008

Collana: Studi Superiori

ISBN: 9788843043057

  • Pagine: 148
  • Prezzo:16,20 13,77
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In breve

Le sollecitazioni intellettuali e artistiche vissute da Berlioz a Parigi negli anni venti dell’Ottocento dovettero essere davvero eccitanti: il musicista le fuse senza ordine e metodo in un’impressione globale in cui ogni novità rimandava all’altra con immediatezza. Le opere di Shakespeare, Chateaubriand, Hugo, De Quincey, Gluck, Spontini, Beethoven, Lesueur, l’amore per l’attrice Smithson diventano tasselli di un puzzle composito che prende forma nel 1830 nella Sinfonia fantastica. Essa è dunque un testo polimorfo, che consente molteplici livelli di lettura ed è oggi l’unica opera musicale del primo Ottocento francese ancora in repertorio e largamente presente nel mercato discografico. Questa guida all’ascolto indaga le fonti stilistiche e i modelli musicali da cui prese le mosse Berlioz, la formazione letteraria della sua poetica del fantastico, le modifiche che cambiarono la fisionomia e l’estetica dell’opera man mano che circolava per l’Europa, diretta dalla bacchetta dell’autore medesimo. L’analisi della partitura evidenzia le strutture formali, rende conto del dibattito critico e analitico più recente sull’opera, ma mostra anche gli effetti spaziali, scenici e immaginifici con cui Berlioz ha inventato la sua arte dell’orchestrazione.

Indice

Premessa
1. Berlioz a Parigi (1821-30)
All’opera e a teatro. Le letture/A concerto. Sinfonie a programma e letture beethoveniane
2. La composizione della Sinfonia fantastica
Tradizione "performativa" e prime (tarde) edizioni: interpretare se stesso/La questione del programma/Appendice
3. La partitura
Questioni critiche/Analisi
Bibliografia
Indice dei nomi.

Recensioni

Alessandro Rigolli, Il giornale della Musica, 01-05-2009
Fin dalla sua apparizione la Sinfonia fantastica di Berlioz ha acceso l'interesse degli addetti ai lavori. In questo senso basta ricordare la celebre disanima operata da Schumann sulla base della trascrizione pianistica di Liszt, rivelando con acuta intuizione le suggestive novità racchiuse tra le note del compositore Francese. Un Fascino, quello emanato da questa pagina sinfonica, che non conosce cedimenti, come ben dimostra il lavoro di Paolo Russo. E proprio il carattere "drammatico" della Sinfonia fantastica pare emergere lungo il percorso che l'autore propone in queste pagine, tracciato sulla scia di una ideale direttrice: «La prospettiva analitica che qui propongo, tra le varie possibili, è dunque l'ascolto della Sinfonia fantastica come guida nel mondo estetico parigino degli anni Venti dell'Ottocento, cantiere della poetica romantica Francese». La struttura di questa "guida ali'ascolto", infatti, prende le mosse dal clima culturale della Parigi nella quale lo stesso Berlioz si è trovato a operare, rievocando il mondo del teatro d'opera per poi esplorare l'attività concertistica e sinfonica, evidenziando significativamente l'influenza beethoveniana.
Alberto Cantù, Amadeus, 01-01-2010
Una sinfonia grande anzi «immensa» per 100-130 esecutori come Berlioz la vuole e la reclamizza. Una sinfonia che da «descriptive de Faust» (quello goethiano: resta solo il Sabba) in diventa «Episode de la vie d'un artiste»: manifesto di autobiografia molto letterata dove arte – teatro musiacle e di parola, romanzi, poesie – e vita possono prendere l'una il posto dell'altra. A guidarci per avvero nel gioco speculare e spericolato arte vita della Fantastica e del suo creatore, provvede questo libro eccellente in cui Russo si rivolge tanto all'appassionato quanto allo specialista (metà libro dedicato alla partitura) che analizza il contesto di un provinciale di botto a Parigi: la musica descrittiva dei dimenticati Jadin, Viguerie e naturalmente di Lesueur maestro di Berlioz, Habeneck che da primo violino direttore rivela al Nostro il sinfonismo beethoveniano, le diverse stesure di un lavoro, la Fantastica, "aperto" (dal 1830, 20 anni prima di pubblicare la partitura; continui ritocchi e modifiche), dove ogni esecuzione è evento memorabile in sé concluso. Si può forse condividere l'opinione del d’Ortigue che a Parigi, negli anni Trenta la musica strumentale «è in grado di insidiare il prestigio dell'opera». Il prestigio ma non la fortuna.