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Religione e religioni in Siria-Palestina

Paolo Xella

Religione e religioni in Siria-Palestina

Dall'Antico Bronzo all'epoca romana

Edizione: 2007

Collana: Quality paperbacks

ISBN: 9788843042999

  • Pagine: 148
  • Prezzo:13,90 11,82
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In breve

L’area siro-palestinese, intesa qui in senso lato (con inclusione di Libano, Giordania e altre zone limitrofe), è un’area culturale di straordinaria importanza non solo per la storia delle religioni, ma anche per quella delle civiltà umane. Oltre alla nascita dei primi sistemi alfabetici, alla formazione delle prime religioni politeistiche, alla continua dialettica tra sedentari e nomadi, ciascuno con le proprie tradizioni, in quest’area vanno ricercati gli antecedenti diretti e i presupposti che portarono alla formazione delle tre grandi religioni monoteistiche attuali. Influssi multidirezionali, fasi e fenomeni di continuità e innovazione, oltre alla straordinaria varietà e complessità delle tradizioni mitologiche e rituali, rendono il complesso di società qui esaminate uno dei più affascinanti laboratori di ricerca sulla storia culturale del genere umano.

Indice

Avvertenza / Introduzione 1.Le età più antiche/Ebla/Mari 2.Il Tardo Bronzo/Alalakh/Emar/Ugarit 3.I Fenici e i Cartaginesi/I Fenici in Oriente/Cartagine e il mondo mediterraneo 4.Il mondo aramaico/L’età antica: i regni aramaici/Palmira e Dura Europos/Altri culti siriani in epoca romana 5.Gli stati transgiordanici/Gli Ammoniti/I Moabiti/Gli Edomiti 6.I Filistei 7.I Nabatei / Bibliografia / Indice dei nomi.

Recensioni

Daniela Enriquez, www.mediaevalsophia.it, 01-07-2009
Il presente testo contiene un excursus molto approfondito sulle realtà religiose che si susseguirono nell’area siro-palestinese, in un periodo di tempo compreso tra l’Antico Bronzo e l’epoca romana. L’autore, dividendo il testo per epoche storiche, descrive le tradizioni, gli usi, ed i costumi religiosi che caratterizzarono le popolazioni antiche, tenendo conto di due importanti concetti: quello di "Siria-Palestina" (che egli intende in senso ampio e specifica non trovare «corrispondenze nelle realtà politico-geografiche attuali») e quello stesso di "religione". Fin dall’Introduzione, Xella sottolinea come il termine "religione" derivi da un concetto prettamente occidentale; l’autore sta molto attento ad analizzare il sentimento religioso proprio di tutte le comunità, senza farsi influenzare dalla cultura occidentale, ben sapendo che queste ultime si svilupparono in un’area in cui «né "religione" né "culto" né "sacerdozio" trovano paralleli adeguati ai nostri termini e concetti».
Inoltre Xella, essendo uno storico delle religioni, porta avanti uno studio ed una ricerca fondati non tanto sulle fonti archeologiche (per quanto queste possano essere importanti per ogni analisi storica) quanto sulle fonti scritte, nonostante queste ultime risultino talvolta frammentarie ed incomplete.
Posti questi punti di partenza, Xella analizza con cura e precisione i vari culti antichi descrivendone riti, cerimonie, sacrifici (animali ed umani) e mettendo in risalto, non soltanto le figure divine, ma anche i ruoli che gli uomini avevano nelle manifestazioni sacre e gli edifici utilizzati per queste ultime: avremo così da un lato la continua presenza di cantori e suonatori, sacerdoti e sacerdotesse, coppie reali sempre più spesso identificate con coppie divine, profeti e interpreti di sogni; dall’altro la descrizione precisa di templi, altari, monumenti ed altri complessi architettonici.
Le varie realtà religiose, lungi dall’essere trattate come mondi a sé stante, vengono continuamente messe a confronto e paragonate: l’autore, descrivendo le somiglianze che intercorrono tra i culti, mostra come le varie divinità, adorate in luoghi e tempi differenti e con nomi diversi, siano in realtà molto simili tra di loro. Non mancano ovviamente, soprattutto dall’epoca dei Fenici in poi, i parallelismi con le divinità del pantheon greco e romano e con la religione ebraica (cui l’autore si ripromette di dedicare un intero saggio).
Dalla lettura del testo emerge una sorta di evoluzione del sentimento religioso: da un politeismo in senso pieno, si passa alla presenza di un pantheon caratterizzato dalla preminenza di un dio cittadino e una paredra, coppia sacra che, con il passare del tempo, porterà all’adorazione di un unico dio e quindi al monoteismo. L’evoluzione religiosa sembra accompagnarsi a quella territoriale, gerarchica e culturale delle popolazioni.
In conclusione, il lavoro di Paolo Xella contiene una ricerca approfondita che permette di «rendersi conto del processo storico che, dal culto monolatrico di dèi eponimi e a carattere nazionale, legati al popolo e non al territorio, porta alla concezione di un dio cui si tributa un culto esclusivo».
Il testo è composto da un’Introduzione (pp. 11-16) e da sette capitoli divisi per epoche e popolazioni(Le età più antiche, pp. 17-29; Il Tardo Bronzo, pp. 30-49; I Fenici e i Cartaginesi, pp.50-68; Il mondo aramaico, pp.69-94; Gli stati transgiordanici, pp.95-111; I Filistei, pp.112-121; I Nabatei, pp.122-132). Il testo contiene inoltre diverse cartine geografiche illustranti l’area siro-palestinese.