Carocci editore - Figli dell'incertezza. I giovani a Napoli e provincia

Password dimenticata?

Registrazione

Figli dell'incertezza. I giovani a Napoli e provincia

Figli dell'incertezza. I giovani a Napoli e provincia

Prefazione di Antonio de Lillo

a cura di: Lello Savonardo

Edizione: 2008

Collana: Biblioteca di testi e studi

ISBN: 9788843042739

  • Pagine: 224
  • Prezzo:19,60 18,62
  • Acquista

In breve

I giovani sono tra i principali protagonisti delle trasformazioni sociali e culturali. Studiare le nuove generazioni ci permette, dunque, di leggere ed interpretare il nostro tempo. Questo libro apre una riflessione sull’universo giovanile e le sue caratteristiche; in particolare, presenta i risultati delle attività di ricerca dell’Osservatorio Territoriale sui Giovani a Napoli e provincia, promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico ii, l’Istituto iard Franco Brambilla, il Comune e la Provincia di Napoli. A partire da una riflessione teorica, l’analisi si concentra sulle dimensioni più significative che caratterizzano la condizione giovanile, tentando di disegnare un possibile profilo dei giovani napoletani. L’incertezza di un futuro senza progetto, la difficoltà di accesso al mercato del lavoro e, quindi, di ingresso nel mondo degli adulti costringe le nuove generazioni a non scegliere, determinando una sorta di prolungamento della giovinezza che li colloca in una condizione di "giovani senza tempo". Tuttavia, le nuove generazioni tendono a reagire all’assenza di certezze, elaborando risposte capaci di neutralizzare il timore del futuro ed esprimendo una predisposizione ad aprirsi all’imprevedibilità. Si possono innescare, così, processi innovativi rilevanti che favoriscono, se adeguatamente supportati, lo sviluppo economico, culturale e sociale del territorio. I giovani napoletani e la loro creatività rappresentano, dunque, una risorsa significativa su cui investire. Una risorsa del presente e del futuro, o di uno dei tanti possibili.

Indice

Ringraziamenti
Prefazione di Antonio de Lillo
Introduzione. Generazione creativa di Lello Savonardo
Giovani senza tempo/Napoli e la creatività giovanile/La musica dei giovani come metafora della tarda modernità/I risultati della ricerca
1. I giovani: problemi di definizione di Enrica Amaturo
Il concetto di “giovani" in sociologia/La condizione giovanile in Campania
2. Il quadro valoriale, i punti di riferimento e gli atteggiamenti devianti
di Giancarlo Ragozini e Antonietta Bisceglia
Introduzione/La gerarchia dei valori/La gerarchia dei valori: una o tante/Verso la costruzione di una mappa valoriale/La fiducia nelle istituzioni e nei gruppi/I punti di riferimento/I comportamenti devianti/I valori e gli atteggiamenti: differenze di genere, provenienza e livello di istruzione/Una possibile tipologia di giovani
3. Il lavoro che verrà di Dora Gambardella
Il giudizio sul lavoro e sull’istruzione/I giovani intervistati fuori dal mercato del lavoro/I giovani nel nuovo assetto del mercato del lavoro italiano/I giovani intervistati nel mercato del lavoro/Osservazioni conclusive
4. La partecipazione giovanile di Amalia Caputo
Introduzione/Identità e partecipazione territoriale/Gli atteggiamenti politici dei giovani napoletani/La soddisfazione nella vita: la percezione del passato e del futuro
5. Consumi culturali e new media di Lello Savonardo, Amalia Caputo, Dario De Notaris ed Evelina Bruno
I giovani e la società dei consumi/Il tempo libero e i consumi culturali nello studio sulla condizione giovanile/Tempo libero e consumi culturali tra i giovani napoletani: uno sguardo d’insieme/I giovani napoletani tra socialità e svago/Il rapporto con gli old media/Nuovi media e nuove forme di condivisione sociale/La web community/L’osservazione partecipante in chat/La Net generation tra socialità virtuale e socialità reale/Osservazioni conclusive
6. I giovani e l’espressione linguistica: riflessioni su scritture spontanee napoletane di Pietro Maturi
Introduzione/Le scritture spontanee/Gergalismi e innovazione/Le innovazioni ortografiche tra principio di economia e tendenza alla caratterizzazione/La nova scripta neapolitana/Un caso emblematico di neografia dialettale: la questione dello Schwa/Innovazioni lessicali: gli esempi di mangiare e pariare/Il mistilinguismo della nuova comunicazione giovanile/Che cosa ci aspetta?
7. I giovani napoletani nel contesto italiano: una comparazione di Michela Frontini
Introduzione/L’immagine del lavoro/I valori/La soddisfazione di sé e della vita/La fiducia nelle istituzioni e la partecipazione politica/L’informazione: gusti e preferenze/Senso di appartenenza e orgoglio di identità/Conclusioni
Appendice A
Le politiche giovanili del Comune e della Provincia di Napoli
a cura di Dario De Notaris
Provincia di Napoli
Comune di Napoli
Appendice B
Nota metodologica
di Amalia Caputo e Michela Frontini
Il piano di campionamento
Le rilevazioni
Il questionario
Le aree tematiche
Il trattamento dei dati
La comparabilità con le indagini dell’Istituto IARD sulla condizione
giovanile
Bibliografia
Gli autori

Recensioni

Adele Brunetti, la Repubblica ed. Napoli, 03-11-2009
Diffidenti verso la politica ufficiale, attivi nell'associazionismo, protagonisti dei fermenti artistici, pedine del precariato, spesso sotto accusa da parte del mondo degli adulti per un presunto disimpegno. Giovani di Napoli e provincia, in una parola "glocal": i piedi saldi sul territorio e lo sguardo ai cambiamenti della globalizzazione, assidui frequentatori del web ma inclini a convertire gli incontri virtuali in relazioni concrete. Un identikit tracciato dall'Osservatorio Territoriale sui Giovani che riparte dai risultati raggiunti negli scorsi anni, e raccolti nel volume "Figli dell'incertezza" (edito da Carocci), per lanciarsi in una ulteriore indagine: «Attraverso questionari, interviste e osservazioni partecipanti su Facebook, tra le chat room e nei luoghi di aggregazione - spiega Lello Savonardo, coordinatore dell'Otg - cercheremo di comprendere i meccanismi dei processi culturali e dei linguaggi giovanili con un approfondimento verso le trasformazioni causate dall'avvento dei nuovi media, come i social network». E se creatività e inventiva nell'affrontare gli ostacoli quotidiani non mancano, le difficoltà legate all'assenza di un futuro provocano notevoli disagi. «L'attitudine al problem solving - continua Savonardo - è una caratteristica dei ragazzi partenopei, ma il contesto economicoe gli scarsi orizzonti occupazionali producono un malessere significativo, intralciando una crescita individuale sana in termini di formazione e socializzazione e allontanando all'infinito l'ingresso nell'età adulta». Una folla eterogenea che va dai quindici ai trentaquattro anni per una forbice destinata ad allungarsi fino ai trentanove anni secondo tre parametri: autonomia economica, fuoriuscita dalla famiglia di origine, costruzione di un proprio nucleo familiare. Una condizione di indefinitezza perenne che non sembra intaccare l'universo valoriale. Salute, pace, democrazia, istruzione e autorealizzazione appaiono come principi di riferimento fondamentali insieme con l'investimento di energie in ambito civile e a una marcata disillusione nei confronti degli enti pubblici: governo nazionale, regionale, Provincia, Comune e ogni ufficio pubblico che viene sempre visto dagli under 35 come luogo caratterizzato da lentezza burocratica, inadeguatezza e inefficienza. «Una disaffezione - sottolinea Amalia Caputo, responsabile dell'Otg - controbilanciata dalla presenza nella collettività attraverso percorsi meno convenzionali, iscrizioni al volontariato, impegno umanitario, adesioni alle manifestazioni di piazza che contano una sempre più massiccia partecipazione. Una prova evidente del distacco tra la politica "classica" e le generazioni emergenti, confuse ma per nulla disinteressate». Sfiducia che allargata agli attori sociali in generale e correlata alle opinioni sull'importanza dei valori e ai diversi atteggiamenti verso i comportamenti devianti, come l'assunzione di droghe pesanti o l'intolleranza razziale, aiuta a suggerire quattro profili possibili dei giovani di Napoli e provincia, sulla base del campione esaminato dal team dell'Osservatorio: i "radicati" (39,86 per cento) ancorati alle tradizioni, i "progressisti" (29,87) aperti al riformismo, i "nichilisti" (17,28) disincantati e indulgenti verso le condotte trasgressive, e gli "ottimisti a oltranza" (12,99) che ripongono molte aspettative nei mezzi di comunicazione e nelle istituzioni. Il risultato dell'indagine potrebbe fornire un interessante punto di partenza per individuare un collegamento tra istituzione e mondo giovanile partenopeo.