Carocci editore - Qumran

Password dimenticata?

Registrazione

TFA e formazione

Banner

crediti formativi

Banner

Promo del mese

Banner
Banner
Qumran

Giovanni Ibba

Qumran

Correnti del pensiero giudaico (III a.C. - I d.C.)

Edizione: 2007

Collana: Quality paperbacks

ISBN: 9788843041510

  • Pagine: 144
  • Prezzo:13,60 11,56
  • Acquista

In breve

Il libro illustra le principali correnti di pensiero circolate all'interno dei gruppi di fedeli che si sono stabiliti nei pressi di Qumran. I grandi temi del pensiero giudaico che emergono dai manoscritti rinvenuti nelle grotte a partire dal 1947 – che possono essere stati elaborati in buona parte anche prima della formazione delle comunità insediatesi nelle zone del Mar Morto – sono quelli dell'origine del male e dell'ingiustizia, dell'escatologia e del patto. L'attenzione alle diverse forme di preghiera presenti nei testi arricchisce e completa la ricostruzione storica degli aspetti fondamentali del pensiero giudaico presente a Qumran.

Indice

Introduzione / Avvertenze/Segni e sigle per indicare i manoscritti di Qumran/Abbreviazioni bibliche/ Altre abbreviazioni 1.La caduta angelica e l'Humana conditio/ Introduzione all'argomento/La contaminazione e il peccato nell'umanità: due storie/La conoscenza del dominio e gli astri spostati/I Vigilanti/Il Libro dei Sogni/Il Libro dei Giubilei/La debolezza dell'uomo/La conversione/L'inclinazione dell'uomo al male/ Responsabilità degli angeli e degli uomini nella dinamica del male/I due spiriti/ L'ingiustizia nel Libro dei Misteri/Le leggi della tenebra 2.Il patto/Introduzione all'argomento/ Documento di Damasco/Inni (Hodajot)/Rotolo della Guerra/Regola della Comunità/Regola della Congregazione (IQSa)/Raccolta di Benedizioni (IQSb)/Pesher Abacuc (IQpHab)/ Preghiere Festive (IQ34)/4QBenedizionif e 4QApocrifo di Geremiae 3.La luce e la tenebra-illuminazione/ Confessione comunitaria (4Q393)/ L'illuminazione negli Inni/L'illuminazione nel Libro dei Misteri/L'illuminazione e la separazione tra i figli della luce e i figli della tenebra nella Regola della Comunità/ L'illuminazione e la separazione tra i figli della luce e i figli della tenebra nell'ultimo strato redazionale del Rotolo della Guerra/Canti del Sacrificio del Sabato (4Q405)/4QCantici del Saggioa-b e 4QLa Donna Demoniaca/Un salmo apocrifo 4.La preghiera/La preghiera a Qumran: alcune note/Alcune benedizioni/4QParole dei Luminaria/Regola della Comunità/I salmi/Altri salmi/Canti del Sacrificio del Sabato/Rotolo della Guerra/Preghiere quotidiane (4Q503) e Preghiere festive (4Q507-509)/Inni 5.Escatologia e attese messianiche/ L'escatologia: una definizione/Il tempo della fine/L'attesa messianica nella Regola della Comunità e nel Documento di Damasco/La Regola della Congregazione/Rotolo della Guerra/4QCatenaa-b/Immagini del tempo della fine/Melchisedek/4QSulla Risurrezione/ 4QApocalisse aramaica, Pesher Isaia e Pesher Genesi / Appendice. Alcuni testi sull'esorcismo o con argomento simile / Bibliografia / Bibliografia tematica / Riferimenti bibliografici / Indice dei passi citati.

Recensioni

Marco Sanfilippo, www.mediaevalsophia.it, 01-07-2009
Giorgio Ibba si occupa di mostrare le correnti del pensiero giudaico dal III secolo a.C. al I secolo d.C. attraverso lo studio documentato e rigoroso dei manoscritti rinvenuti nelle grotte di Qumran. Questi manoscritti, insieme ad altri conosciuti come Samaria (o Wadi Daliyeh), Masada (dove è stata ritrovata una copia di uno scritto uguale rinvenuto a Qumran, cioè I Canti del Sabato), Murabba’at, Khirber Mird, Nahal Mishmar e Khirbet Mird, sono stati definiti come i manoscritti del Mar Morto. Il libro si divide in cinque capitoli, alla fine dei quali si trova un’appendice che comprende una raccolta di frammenti di salmi e di preghiere sull’esorcismo compiuto da personaggi della storia biblica come Abramo, Tobia, ecc.. In questi cinque capitoli, l’autore menziona alcuni fra i più importanti manoscritti ritrovati nelle grotte di Qumran come la Regola della comunità, la Regola della Congregazione, il Documento di Damasco, il Rotolo della Guerra ecc. In questi scritti e in alcuni frammenti e salmi, le questioni come l’origine del male, il patto fra Dio e gli uomini, la preghiera, pur essendo analizzati e argomentati in modo diverso, presentano numerosi punti d’incontro.
Uno fra i temi più trattati dalle comunità di Qumran è senza dubbio l’origine del male e le sue conseguenze sul mondo. Nel primo capitolo (pp. 19-37), l’autore evidenzia come, da questi manoscritti, al male sia stata data una doppia origine: una mitica e una che riguarda la debolezza dell’uomo. Quella mitica si riferisce agli angeli che si ribellarono a Dio durante la creazione e si unirono a delle donne generando i «giganti», i quali hanno seminato disordine e contaminazione. Per tale ragione Dio si vide costretto a cancellare l’umanità con il diluvio e ad accorciare la vita degli uomini a 120 anni. Da questi manoscritti emerge quindi che il male non è una colpa esclusivamente umana ma è da dividere con forze extraumane come nel suddetto racconto. In altri testi l’origine del male è invece addebitata a una colpa esclusiva dell’uomo, perché egli è debole e incapace di rimanere fedele a Dio e pertanto inclinato verso il male, nel senso che compie il peccato. È interessante evidenziare come la parola che emerge di più dai manoscritti non sia "peccato" ma "iniquità" (awon). In questi scritti è tuttavia precisato che, se l’uomo chiederà sostegno a Dio, egli riuscirà a vincere la sua inclinazione malvagia. Ciò emerge, ad esempio, in un salmo nel quale un fedele supplica Dio di aiutarlo a sconfiggere l’iniquità che è in lui. Quando l’uomo prende coscienza dei propri limiti e della propria debolezza, che si manifesta nell’incapacità di auto-realizzarsi e di vincere l’inclinazione al peccato che è in lui, si rivolge a Dio affinché lo aiuti. In quest’atto di richiesta di aiuto a Dio, attraverso la preghiera, si realizza la conversione dell’uomo. La conversione è quindi quell’atto di autoconsapevolezza che l’uomo compie quando comprende di essere limitato e debole di fronte al Male e pertanto ha bisogno di Dio per realizzare se stesso e per sconfiggere la sua iniquità.
Il rapporto fra Dio e gli uomini nell’atto della conversione diventa il fondamento dal quale l’autore prende spunto nel secondo capitolo per affrontare il tema del "patto" fra Dio e gli uomini (pp. 39-57). Nella Torah, il patto indica il mezzo con il quale Dio offre al popolo d’Israele la salvezza eterna. Se l’uomo rifiuta il Suo aiuto, sarà dannato. Dalla legge mosaica prendono spunto le riflessioni riportate nella Regola della comunità, manoscritto il cui titolo deriva da una delle comunità che abitavano nelle grotte di Qumran. In questo manoscritto si dice come rifiutare il patto con Dio o violarlo, significa seguire la via del male ed essere dannato per sempre. L’uomo è infatti libero di non seguire Dio e questa libertà è espressa nella Regola della Comunità con paura perché, attraverso di essa, l’individuo può scegliere di compiere il peccato, in quanto debole e quindi soggetto alle tentazioni del male. Ibba ci mostra come nel Documento di Damasco si faccia riferimento al Maestro di Giustizia che Dio ha inviato agli uomini per indicare la via che conduce a Dio e per mostrare loro che cosa accade a chi rifiuta di seguirla. Chi rifiuta il Suo aiuto, è condannato a vivere per l’eternità nelle tenebre.
Vivere nelle tenebre vuol dire essere privati della luce divina e l’argomento del confronto fra la luce, la tenebra e l’illuminazione divina è affrontato dall’autore nel terzo capitolo (pp. 59-73). Nel frammento Confessione comunitaria, la luce è la conoscenza che Dio concede al fedele, come una grazia che gli illumina il volto. Ibba precisa che questo frammento, probabilmente, sia stato scritto da un sacerdote di una delle comunità di Qumran, che supplicava Dio di aiutarlo a risolvere i problemi che affliggono la sua comunità. Questa preghiera è rivolta anche ai Padri (Abramo, ecc.) affinché intercedano presso Dio per lui. Nella composizione gli Inni, l’illuminazione di Dio non solo concede la conoscenza all’uomo ma lo protegge anche dalle tenebre; tale illuminazione avviene nel patto fra Dio e l’uomo e questa luce concessa a un solo uomo fa da guida agli altri affinché la seguano. Nel Libro dei Misteri, l’illuminazione divina è qualcosa di universale rivolta a tutti gli uomini che farà scomparire sia le tenebre sia le ingiustizie.
Nel quarto capitolo (pp. 75-93), l’autore si occupa della "preghiera" che gli abitanti delle comunità di Qumran rivolgevano a Dio sia per proteggerli dal Male sia negli atti della loro quotidianità. Essa veniva fatta nelle celebrazioni festive, nelle benedizioni e nelle maledizioni contro i nemici delle tenebre, ecc. Ibba ci presenta alcune fra le molte raccolte di preghiere ritrovate nelle grotte di Qumran che spesso avevano la forma di inno o di ringraziamento. Nella Regola della Comunità si evince come la preghiera sostituisse il sacrificio che veniva fatto al tempio di Gerusalemme che è andato distrutto, secondo quanto riportano molti manoscritti. I fedeli di questa comunità si ritenevano come il tempio nel quale si prega Dio a Cui si offre la preghiera (offerta delle labbra) e il retto comportamento. La preghiera era considerato da questi fedeli come un atto che serviva a testimoniare come Dio facesse parte della loro comunità. Ibba ci mostra numerosi salmi nei quali quelli che pregano, vengono indicati come individui che "vacillano", perché, probabilmente, si riferisce al movimento del corpo durante l’orazione. Inoltre, questo verbo indica lo stato interiore dell’individuo nell’atto del pregare, perché soltanto chi si trova nell’amore di Dio prega entrando in relazione con Lui. Il vacillare potrebbe quindi indicare la tensione che si genera nel fedele che si rivolge a Dio.
Nel quinto capitolo (pp. 95-113) ci si occupa dell’escatologia che riguarda la tappa finale della storia in cui, grazie all’intervento di Dio, tutte le domande fondamentali dell’uomo avranno una risposta definitiva e dove accadranno cose che ristabiliranno o rinnoveranno il creato che era stato compromesso dal male e dal peccato. Negli scritti di Qumran sono riportate versioni differenti su come avverrà il "tempo della fine", dove Dio muterà il corso della storia affinché regni la giustizia. Nella Regola della Comunità è scritto che Dio estirperà dal cuore degli appartenenti a questa comunità lo spirito malvagio di Belial che li inclinava verso il male, facendoli rinascere. Prima però, Dio giudicherà l’operato di ciascun appartenente alla comunità in base al quale deciderà se salvarlo oppure condannarlo. La comunità, in questo manoscritto, si presenta come il luogo dove gli aderenti iniziano il loro cambiamento interiore che dovrebbe condurli a seguire sempre la retta via e a non dare mai ascolto allo spirito malvagio. Secondo questi fedeli, Dio ha immesso nel cuore dell’uomo due spiriti, uno benevolo e uno malefico, lasciando l’individuo libero di scegliere chi seguire dei due. Si presume che chi sia entrato in questa comunità, non solo abbia scelto lo spirito benevolo, ma che prosegua sempre nel seguirlo poiché Belial è in agguato, pronto a tentarlo in ogni circostanza. Per non cadere nella morsa di Belial, gli adepti devono rivolgersi sempre e solo a Dio. Nel Rotolo della Guerra, l’argomento escatologico verte sulla guerra santa che si combatterà fra i figli della luce e i figli delle tenebre. In questo manoscritto è riportata una descrizione minuziosa di tutto ciò che riguarderà lo scontro fra bene e male; dalla gerarchia militare dei due schieramenti ai loro abiti, alle armi che useranno, sino alle battaglie che si verificheranno e all’andamento complessivo del conflitto. Nel Rotolo della Guerra è raccontato inoltre che a iniziare lo scontro saranno i figli della luce e alle tre vittorie di costoro seguiranno le tre vittorie dei figli delle tenebre, finché alla settima battaglia non prevarranno definitivamente i figli della luce.
In conclusione, il libro di Ibba è un ottimo testo, scritto con notevole chiarezza, e appassiona il lettore, conducendolo alla conoscenza di alcuni importanti aspetti del pensiero ebraico, ricchi di suggestione, di profondità e di riflessione.