Carocci editore - Al vento del Nord

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Al vento del Nord

Laura Seghettini

Al vento del Nord

Una donna nella lotta di liberazione - A cura di Caterina Rapetti

Edizione: 2006

Ristampa: 5^, 2010

Collana: Studi Storici Carocci

ISBN: 9788843039562

  • Pagine: 152
  • Prezzo:16,00 15,20
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In breve

Maggio 1944: in Lunigiana le formazioni partigiane combattono contro i fascisti e i nazisti. Laura Seghettini, giovane maestra proveniente da una famiglia di idee socialiste, per una serie di circostanze decide di salire in montagna e di unirsi ai ’ribelli’ diventando, durante i venti mesi della lotta di Liberazione, vice-comandante di brigata. L’esperienza della lotta rappresenterà un percorso esistenziale e politico che inciderà su tutto il corso della sua vita. A sessant’anni di distanza da allora, Laura raccoglie i suoi ricordi della guerra e della Resistenza in una testimonianza forte — che nulla concede alla retorica — attraverso la quale la protagonista ci dona i preziosi frammenti della sua memoria di donna e di partigiana.

Indice

Prefazioni di Giovanni Buttarelli, Giulivo Ricci, Osvaldo Angeli, Vincenzo Bernazzoli
Introduzione. Una donna, una storia di Brunella Manotti
Nota della curatrice

1. La scelta dei monti
2. Al distaccamento
3. Luglio 1944
4. Il caso Facio
5. Verso il Parmense
6. Vicecomandante di brigata
7. La Liberazione Oltre la guerra di Caterina Rapetti
Postfazione di Paolo Bissoli

Recensioni

Valeria Ottolenghi, Gazzetta di Parma, 10-04-2010
Banchi di scuola, lavagna, carte geografiche, alcuni spettatori seduti come studenti che devono ascoltare, imparare. E al termine al pubblico viene assegnato anche un compito da svolgere: Laura Cleri, unica interprete di «Una eredità senza testamento» - liberamente tratto dal libro «Al vento del Nord. Una donna nella lotta di Liberazione» di Laura Seghettini (ed. Carocci) - scriverà con il gesso, prima di allontanarsi nel buio e la scia degli applausi, «Tema: Come sopravvivere ai prossimi vent'anni». Si è rivisito volentieri, ora a Teatro Due dopo un primo incontro lo scorso anno a Felino, questo spettacolo che rievoca luoghi ed emozioni, esperienze personali con nomi e cognomi dei compagni d’avventura, episodi di dolore e paura, ma anche di solidarietà e amicizia, aneddoti di fughe e fortuna, coraggio e speranze. La Resistenza come racconto dall’interno: in una delle ultime scene l’immagine dei partigiani che sfilano nelle vie del centro di Parma. Tra i comandanti, nella gigantografia, proprio lei, Laura Seghettini. In «Una eredità senza testamento» - drammaturgia della stessa Cleri, musiche di Fabio Biondi, luci di Luca Bronzo, consulenza storica di Brunella Manotti, una produzione Fondazione Teatro Due in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma, realizzato con il sostegno della Provincia di Massa Carrara e del Comune di Pontremoli (in scena anche stasera e domani, quando sarà presente la stessa Seghettini) - la narrazione esterna si alterna all’immedesimazione, al racconto diretto in prima persona.  L’attrice rievoca alcune tappe della vita della Seghettini, mostra le sue foto in diversi tempi della vita, da bambina a Potremoli e poi ventenne. Ma si siede sotto la lampada per rispondere agli interrogatori e poi per difendere con calore Dante Castellucci, il comandate partigiano conosciuto con il nome di Facio, con cui avrebbe dovuto sposarsi. E sono lacrime confuse per la sua morte, ucciso, fucilato dagli stessi compagni di lotta, per accuse che lei, Laura Cleri/Seghettini, dimostra ingiuste, infondate, tutta colpa di quel Salvatore, che pure le sarà messo al fianco, presso la Camera del Lavoro, alla fine della guerra. Solo dopo vent'anni a Facio una medaglia d’argento... Durante gli ultimi passaggi del racconto la Cleri prepara il caffè, tante tazzine profumate e fumanti per tutti i presenti, quasi a sottolineare il bisogno di condivisione ripensando alla storia trascorsa, le esperienze vissute, con la necessità di continuare a ricordare, studiare, capire...