Carocci editore - Il discorso è nave, il significato un mare

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Il discorso è nave, il significato un mare

Johann Cristoph Burgel

Il discorso è nave, il significato un mare

Saggi sull'amore e il viaggio nella poesia persiana medievale

a cura di: Carlo Saccone

Edizione: 2006

Collana: Biblioteca Medievale Saggi

ISBN: 9788843037179

  • Pagine: 312
  • Prezzo:27,30 25,94
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In breve

L’espressione «Il discorso è nave, il significato un mare», tratta da un verso di Rùmi (il più grande poeta mistico dell’islam, del XII secolo), sintetizza tutta una poetica del mondo letterario della Persia medievale. Rinvia all’intimo nessuno della poesia con la parola sacra e con la profezia, alla sua intrinseca, strutturale, allusività a verità di ordine soprannaturale e abissalmente — come il mare — profonde. Si stabilisce cosi anche in questa letteratura un sistematico parallelo tra la prassi dell’ermeneutica sacra e quella dell’interpretazione della poesia. I due temi trattati nel libro di Burgel, l’amore e il viaggio, si presentano strettamente intrecciati: l’amore è spesso inseguito e realizzato dall’eroe di turno attraverso una quéte in cui la dimensione dello spostamento, del viaggio, è fondamentale. Il viaggìo peraltro, come è facile intuire, ha spesso una motivazione ‘amorosa’ nel senso più ampio e nelle più diverse valenze: dalle peregrinazioni disperate di Majnun nel deserto all’inseguimento della tribù dell’amata Layla, al viaggio verso il cielo di pellegrini sufi in cerca di una unione con il divino Amico. In effetti nei poeti persiani la ricerca morosa di frequente ci rivela una dimensione — profonda o superficiale, reale o simbolica — marcatamente mistica. E la mistica islamica, coi suo ricco simbolismo che pesca nelle ’metafore’ del viaggio e dell’amore, è un po’ lo sfondo comune a quasi tutti gli autori — veri classici della poesia persiana — indagati nei saggi raccolti in questo volume. Un’ansia mistica, o meglio gnostica — per fare un esempio macroscopico — informa sottilmente anche il viaggio in Oriente del re-filosofo-profeta Iskandar (Alessandro il Grande), attraverso le sue persiane rivisitazioni nell’epos di Firdawsi, di Nizami di Jàmi: la sua ricerca della fonte miracolosa dell’acqua di vita nel Paese delle Tenebre ne diventa la cifra suggestiva e immorale.

Indice

Presentazione di Carlo Saccone

Fonti dei saggi tradotti

Prefazione di Johann Christoph Burgel

Parte prima. Le forme della poesia Persiana

1. L’epica persiana

2. Il ghazal persiano

3. Il romanzo persiano

4. Il poeta e la poesia di Hafiz

5. Il gemello orientale: pensieri su Goethe e Hafiz

6. Ambiguità: uno studio sull’uso della terminologia religiosa nella poesia di Hafiz

7. L’idea di non violenza nella poesia di Nizami

8. Conquistatore, filosofo, profeta: l’immagine di Alessandro Magno nell’epoca di Nizami

9. L’atteggiamento di Alessandro nei confronti della filosofia greca nei tre poemi epici persiani: Iskan-dar-nàma di Nizami, A ina-I Iskandari di Amir Khusraw Dihlawi e Khirad, nana-i Iskandari di Jami

10. Il poema di Jami su Alessandro il Grande: un’introduzione

11. Le rappresentazioni dell’amore nel poema persiano di Vis u Ramin

12. Humay u Humayun: un romanzo medievale persiano

13. 11 Viaggio dei servi di Dio di Sanà’i come poesia docta

14. «Il discorso è nave, il significato un mare»: alcuni aspetti formali del ghazal di Rùmi