Carocci editore - Le trasformazioni urbane di Varsavia nel Novecento

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Le trasformazioni urbane di Varsavia nel Novecento

Alfredo Boscolo

Le trasformazioni urbane di Varsavia nel Novecento

Una guida bibliografica

Edizione: 2005

Collana: Quaderni del Dipartimento di discipline storiche - Univ. Bologna

ISBN: 9788843036134

  • Pagine: 200
  • Prezzo:18,10 17,20
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In breve

Varsavia è stata una città simbolo del Novecento europeo. Sei differenti regimi politici vi si sono susseguiti nel corso del secolo. Quella che fino al 1915 era la terza città più popolosa dell'Impero degli zar divenne nel 1918, dopo tre anni di occupazione tedesca, la capitale di uno Stato polacco finalmente indipendente: le dominazioni straniere erano durate più di un secolo. Nuovamente invasa nel 1939, si ritrovò nel 1945, dopo sei pesantissimi anni di combattimenti, la capitale socialista di una repubblica popolare. Nel 1989, infine, ha termine il regime comunista e inizia una fase di transizione ricca di incertezze e di potenzialità che dura ancora oggi. Questi cambiamenti politici hanno segnato il tessuto urbano di Varsavia in maniera profonda, imponendo alla città differenti cicli di distruzione e di ricostruzione. Momento culminante di questo processo di evoluzione morfologica sono certamente gli anni della Seconda guerra mondiale e dell'occupazione nazista, che lasciarono ai sopravvissuti una città quasi completamente in rovine, e quelli della successiva ricostruzione, che videro impegnata «la nazione intera», come recita uno degli slogan dell'epoca scolpito sulla facciata di un palazzo del centro. La vicende di Varsavia nel Novecento vengono qui ripercorse dall'autore attraverso la presentazione di alcuni dei sei più significativi testi della letteratura specialistica polacca e internazionale.

Indice

Varsavia nel Novecento. Una città tra occidente e oriente, di Carla Tonini / Da "provincia della Vistola" a capitale della Seconda Repubblica / Varsavia capitale della Polonia indipendente / Sotto due occupazioni / Varsavia capitale della Repubblica popolare polacca / Varsavia post-comunista / Varsavia nel Novecento: una città europea, di Marzia Marchi / Varsavia, culla dell'urbanistica moderna / Varsavia e la cultura del "patrimonio urbano" / Verso la città post-socialista / Premessa / Varsavia agli inizi del Novecento, una città di provincia dell'Impero degli zar / Varsavia capitale della Polonia indipendente / Varsavia durante la seconda guerra mondiale / Varsavia nella Repubblica popolare: dalla rivoluzione urbanistica al "realismo socialista" / Varsavia nella Repubblica popolare: il post-totalitarismo / Varsavia nella teansizione post-1989.

Recensioni

, Costruire in laterizio, 01-12-2009
La vicende di Varsavia vengono qui ripercorse intrecciando gli aspetti storico politici a quelli urbanistici e costruttivi. Nel Novecento, si sono susseguiti, nella città, sei differenti regimi di governo, che hanno segnato il tessuto urbano in maniera profonda, imponendo cicli di distruzione e di ricostruzione. Momento culminante di questa evoluzione morfologica sono gli anni dell’occupazione nazista durante il secondo conflitto mondiale, che hanno lasciato ai sopravvissuti una città in rovine, e quelli della successiva ricostruzione, che videro impegnata "la nazione intera". Il primo saggio, di Carla Tonini, delinea la storia recente della società e della capitale polacca, dalla dominazione russa nell’Ottocento all’indipendenza, all’occupazione nazista, al periodo della Repubblica popolare, fino al consolidamento post comunista. Marina Marchi traccia, invece, le trasformazioni urbane contemporanee di questa “culla dell’urbanistica moderna", così definita per il suo emblematico attivismo pianificatorio, attento a determinare la ricostruzione in modo consapevole. Il curatore – docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna – introduce poi alla lettura di venticinque testi (pubblicati dal 1934 al 2003) di autori, ricercatori e studiosi polacchi, inglesi, tedeschi, francesi, su questioni e aspetti urbanistici e sociologici. Dopo qualche rapida indicazione sul passato della città, divenuta capitale nel 1596, la descrizione si sviluppa su altri sei capitoli: "Varsavia nel Novecento - Una città tra occidente e oriente"; "Capitale della Polonia indipendente"; “Durante la seconda guerra mondiale";“Nella Repubblica popolare: dalla rivoluzione urbanistica al realismo socialista"; “Il post-totalitarismo"; “Nella transizione post-1989". Prima del 1918, la bi-etnica Varsavia (di polacchi ed ebrei), pur se “città di provincia dell’Impero degli zar", era la terza città più popolosa della Russia. Nel 1918, dopo 123 anni, riacquista l’indipendenza e fino al 1939 cresce velocemente, secondo le nuove idee funzionaliste (che, dopo la guerra, saranno adottate ancora per la “più grande opera di ricostruzione del mondo"). Degli anni ’39-45, sono esaminati i piani elaborati dagli urbanisti collaborazionisti e la configurazione del ghetto ebraico; degli anni tra il 1956 e il 1989 - durante il regime di Gomul´ka e Gierek - della città si sottolinea la crescita sproporzionata e la costruzione di enormi quartieri, scarsamente dotati di servizi; dell’ultimo decennio del Novecento, viene commentata la crescita irrazionale dovuta alla privatizzazione edilizia. Boscolo inquadra sempre i cambiamenti urbanistici e costruttivi, nell’ambito degli avvenimenti storico politici, giustificando l’omogenenità e la poca qualità edilizia. Evidenzia gli aspetti pianificatori e tipologici, le divisioni del territorio, l’adozione e il superamento dell’assetto funzionalista, più raramente gli aspetti stilistici. Ricorda, infatti, le limitate espressività soggettive e i privilegi riservati alle forme neoclassiche o eclettiche. La sua analisi, che sostanzialmente offre una immagine negativa della città, definendola inadeguata rispetto alle esigenze dell’urbanistica contemporanea, si conclude senza offrire alcuna prospettiva, alcun segno costruttivo positivo per il futuro, senza selezionare alcun esempio almeno parzialmente apprezzabile. In fondo, la bibliografia cita testi riferiti ai periodi storici contemporanei; mentre l’appendice offre tabelle statistiche riguardanti aspetti demografici.

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