Carocci editore - Il film

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Il film

Vincenzo Buccheri

Il film

Dalla sceneggiatura alla distribuzione

Edizione: 2003

Ristampa: 19^, 2018

Collana: Quality paperbacks

ISBN: 9788843024629

  • Pagine: 292
  • Prezzo:22,00 18,70
  • Acquista

In breve

Come si realizza un film? Quali sono le tappe della lavorazione prima, durante e dopo le riprese? Quali le tecniche per scrivere, girare e montare un racconto per il grande schermo? Questo libro illustra il processo di produzione di un film, dalla formulazione dell’idea narrativa alla distribuzione del prodotto finito. Il ciclo produttivo viene ripercorso sia dal punto di vista tecnico-organizzativo, sia da quello estetico-creativo: vengono considerate le professioni, i modi di lavorazione e le attrezzature tecnologiche di una produzione cinematografica, ma anche i principi della narrazione e del linguaggio per immagini. Particolare attenzione è riservata alle tecniche della sceneggiatura, della regia e del montaggio, attraverso un ricco apparato iconografico e l’analisi di sequenze (riprodotte nel libro) che esemplificano alcuni "stili" della storia del cinema. Scopo del volume, che si pone all’incrocio tra la manualistica tecnica e gli studi sul linguaggio cinematografico, è infatti fornire un’introduzione al fare cinema che non parta da regole astratte, ma dall’analisi storico-critica dei film.

Indice

Premessa. La produzione cinematografica
Parte prima. La pre-produzione
1. L’ideazione
L’idea drammatica/Il soggetto/La scaletta/Il trattamento
2. La sceneggiatura
La struttura in tre atti/ Il viaggio dell’eroe/Altri modelli/La forma della sceneggiatura/Descrizioni e dialoghi
3. La pianificazione
Il piano di finanziamento/Lo spoglio della sceneggiatura/Il preventivo di spesa
4. La preparazione
Le locations/Il casting/La scenografia/I costumi/Lo storyboard/La sceneggiatura tecnica/Il piano di lavorazione
Parte seconda. La produzione
5. L’equipaggiamento tecnico
La macchina da presa/La pellicola/Gli obiettivi/Il parco lampade/Attrezzature di registrazione sonora/Supporti della macchina da presa/ Videocamere e standard video
6. La lavorazione
Obblighi di legge, amministrazione e organizzazione/Il set/Si gira/Il bollettino di edizione, il foglio di montaggio e il diario di lavorazione/L’ordine del giorno
7. La regia
Il regista/L’inquadratura/I movimenti di macchina/Pratiche di regia/La continuità visiva/Schemi per i dialoghi/Gli attori e la recitazione/Stili di regia: tre esempi storici
8. La fotografia
Il direttore della fotografia e il suo reparto/La luce/Tecniche di illuminazione/Piccola storia della fotografia
Parte terza. La post-produzione
9. Il montaggio
Strumenti e processi/Le funzioni del montaggio/Il montaggio narrativo
10. Dopo il montaggio
Il missaggio/ L’edizione/La diffusione
Bibliografia
Filmografia

Recensioni

Martino Cervo, Libero, 25-03-2010
I blockbuster sono come i bagni pubblici: tutti li disprezzano, ma li frequentano e, alla fine, sono quelli che reggono la baracca. È la tesi, documentata quanto originale, del libro di Marco Cucco, in libreria da oggi per Carocci (“Il film blockbuster", pp. 114, euro 13). Frutto delle ricerche postlauream all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, il testo di Cucco è la vivisezione di un fenomeno, quello dei film di largo consumo, di imponente costo e (atteso) enorme ricavo, sotto gli occhi di tutti ma proprio per questo sottratto finora a uno sguardo scientifico, o quanto meno analitico. I blockbuster (il temine deriva dall’industria bellica: bomba in grado di devastare un intero complesso di edifici, il block) sono definiti alla stregua di “macro-genere?, intreccio post-moderno tra complessità e semplicità. La prima è quella di un meccanismo economico delicatissimo, vasto e rischioso, che sostiene l’intero impianto industriale del cinema, coprendo con ricavi a otto zeri i mancanti introiti dei progetti sfortunati. La seconda è quella dell'high concept, termine che i sociologi hanno scovato per descrivere l'atmosfera ricreata dai blockbuster: storie facili eppure eroiche, clima da frontiera capace di fondere quotidianità e fantasia, cultura popolare e star da sognare e riprodurre in film per dvd, fotografie, gadget. Figlio di una lunga evoluzione che passa dalla sentenza Paramount del 1948 (divieto per le major di possedere sale) alla crisi degli anni Sessanta, fino al boom del cosiddetto rinascimento hollywoodiano di Scorsese, Altman, Coppola e tanti altri, il blockbuster ha i1 pioniere "moderno" in "Lo squalo" di Spielberg (1975) soprattutto per la strategia di distribuzione, che punta sull'invasione immediata di numerosissime sale cinematografiche, unita a un massiccio bombardamento pubblicitario televisivo sulla scorta del successo del romanzo cui si ispirava. Da lì in poi la strada è tracciata: i blockbuster oggi sono mastodonti da 70 milioni di dollari di produzione, pensati per fare, da subito, massa, precedendo e scavalcando critiche negative sui contenuti. Grease , Guerre Stellari, Superman, Harry Potter, Shrek, Avatar, prima che buone o cattive pellicole sono film "da vedere". Macchine da soldi nate per funzionare, competitive nella distribuzione ma cooperative nell'indotto mediatico. In tutto questo, il blockbuster ha un'ideologia? Non direttamente: pur avendo beneficiato della deregulation reaganiana, spesso alcune opere, specie nel genere catastrofico, paiono più orientate a istanze progressiste. Destra o sinistra, belli o brutti, i blockbuster - come spiega Cucco – tengono in piedi tutta l'industria cinematografica, coi loro fatturati da 10 miliardi di dollari l'anno. Cominciano a farlo m che in Europa, dove le coproduzioni per sfruttare le economie di scala stanno diventando regola.
Laura Borselli, Tempi, 31-03-2010
C'e il cinema d'essai a cui si va con aria sofisticata e senza timore di tirare fuori un taccuino per gli appunti. Poi ci sono le pellicole da pop corn e occhialini 3D, collocate, come i multisala che generalmenteli ospitano alle periferiedelle grandi città, ai confinidel perimetro che definisce il cinema più "nobile" e culturalmente significativo. Se alla prima categoria appartengono generalmente film d'autore, la seconda e il regno dei blockbuster, vale a dire quei prodotti pensati appositamente per sbarcare il botteghino e in cui Hollywood è maestra. È a quei film spesso snobbati dalla critica che si dedica Marco Cucco nel libro Il film blockbuster. Storia e caratteristiche delle grandi produzioni hollywoodiane ( Carocci, 13 euro), in libreria dal 26 marzo. La convinzione di Cucco, ricercatore presso I'Istituto Media e Giornalismo dell'Università della Svizzera italiana, è che queste pellicole facilmente etichettate come "la solita americanata" non siano inevitabilmente sinonimo di povertà culturale, bensì prodotti che nelle proprie caratteristiche (dalla struttura narrativa a quella distributiva) rispecchiano con straordinario acume tensioni, tendenze e gusti della nostra società. Cucco ripercorre allora la storia del cinema dal Dopoguerra ad oggi, soffermandosi in particolar modo su quello che la critica definisce il primo blockbuster in senso moderno Lo squalo. Nel 1975 la famosa pellicola di Steven Spielberg rappresento un punto di svolta nell'economia in crisi dell'industria hollywoodiana, realizzando la convergenza di una serie di strategie e accorgimenti che avrebbero definito la formula magica del blockbuster, dall’essere trasposizione di libro di successo alla predilezione per un pubblico giovane che chiede al cinema una gratificazione immediata. Come accadde per Lo squalo, così anche oggi sulle spalle dei tanto vituperati blockbuster grava il peso del resto della produzione delle grandi major: un  film dall'incasso sicuro permette l'esistenza nel carnet delle case di produzione di pellicole magari più sofisticate, ma di certo meno redditizie. Ecco perché un blockbuster che non può permettersi di fallire deve contare anche su una distribuzione particolare; per questo punta a uscire contemporaneamente nel maggior numero di sale nei primi weekend di programmazione prima ancora che l'effetto passaparola informi il pubblico, il blockbuster deve incassare tanto da coprire i costi di realizzazione. Dura la vita per chi deve portare a casa la pagnotta per tenere in piedi l’industria hollywoodiana.