Carocci editore - Africa

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Africa

Bernardo Bernardi

Africa

Tradizione e Modernità

Edizione: 1998

Ristampa: 7^, 2011

Collana: Studi Superiori (620)

ISBN: 9788843019861

  • Pagine: 252
  • Prezzo:22,10 18,79
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In breve

Giornali, televisione e radio non sono parchi di cronache africane, quasi sempre, peraltro, di eventi tragici. Ma qualcosa sfugge alla comprensione dei fatti d’Africa. Eppure, oggi non mancano conoscenze consolidate sulla storia, le culture, l’arte delle innumerevoli etnie africane, ma è un sapere degli studiosi non ancora penetrato nella cultura comune. Ciò che sfugge sono le tradizioni e le strutture antiche, la memoria di un passato, oggi rivalutato dagli studi storici, che ispira e segna in forme molteplici la vita africana moderna, pur pienamente inserita nel modello occidentale. Il processo dialettico tra africanizzazione e occidentalizzazione è, dunque, il tratto caratteristico dell’identità dell’Africa contemporanea. Questo libro ci vuole offrire quel patrimonio di conoscenze indispensabili per comprendere in modo non superficiale l’attuale realtà africana, nelle sue caratteristiche tensioni tra passato, presente, futuro. L’autore ci restituisce un affresco d’insieme di un mondo tanto complesso quanto ricco e affascinante, dalle formazioni sociali e politiche alle cosmologie e all’arte, dai rapporti con il cristianesimo e l’islam al ruolo della donna, in un libro davvero fondamentale per chiunque voglia oggi capire l’Africa.

Indice

Capire l’Africa / La lenta formazione dell’idea dell’Africa / Fonti bibliche e classiche / Dalle coste alle regioni interne / Antischiavismo e scoperte geografiche / La dominazione coloniale / Le nuove generazioni / Formazioni sociali / Etnicità e parentela / Società acefale, regni e capitanati / Cosmologia e culti / Cultura e religione / Riti e operatori del culto / L’africanizzazione del cristianesimo / L’evangelizzazione antica: perdite e sopravvenienze/Chiesa copta e Chiesa etiopica/La cristianità dell’antico Congo/Comunità cristiana del Mozambico/ Comunità cristiana dell’Angola/ L’evangelizzazione moderna/La fase dell’apertura/Le Chiese indipendenti/Quale ecumenismo’ / L’Africa e l’Islam/Le fasi dell´espansione/ L’afro-islamismo/Sufismo e confraternite/ Fondamentalismo e islamizzazione: il caso del Sudan/L’islamizzazione del Corno d´Africa/Le culture swahili/Occidentalizzazione e africanizzazione/ L’antitesi/Pluralismo linguistico e letterature/Filosofia africana/Le quattro correnti/Il movimento della teologia africana/Dall’università alla professione/La donna nell’Africa che cambia/La conferenza di Pechino: "piattaforma d’azione"/Oltre la lettera/Dalla coltivazione dei campi alla politica/La donna africana nella condizione urbana/L’arte africana/Creatività passata e presente/L’arte preistorica/Dal reperto etnografico all’opera d’arte/I filoni di acquisizione/L’uomo "liminale"/La "sintesi naturale".

Recensioni

Fabrizio Legger , www.dazebao.it, 03-01-2010
"Africa" (pagine 249, Euro 21,50), pubblicato dalla casa editrice romana Carocci, è il titolo di questo interessante libro di Bernardo Bernardi, docente di antropologia e di etnologia, studioso dell’Africa da molti anni. Oggi si parla molto dell’Africa a proposito di guerre dimenticate, carestie, disastri ambientali, dittature e golpe militari, mentre ci si informa assai poco sulle sue culture, sulle sue tradizioni, sulla complessità etniche del variegato mosaico di popoli che la abitano. Proprio su questi aspetti, sull’impatto provocato dalla modernizzazione (direi forzata) nei confronti del tradizionalismo africano, è incentrato questo libro, dal taglio scorrevole, ricco di lucide analisi, scritto da un autore perfettamente padrone della complessa materia trattata. Viene fuori un ritratto dell’Africa come continente dove si contrappongono antiche tradizioni e antiche culture, dove l’animismo e lo spiritismo contendono ancora molto terreno al Cristianesimo e all’Islam, dove la cultura (anche nei suoi aspetti letterari e filosofici, poetici e cosmologici) è un qualcosa di profondamente sentito da ogni etnia, anche se in molti casi tuttora legata all’oralità. L’Africa contemporanea mantiene un forte vitalismo identitario e culturale, possiede un patrimonio di conoscenze e di sapere davvero ricchissimo, affonda le proprie radici in una varietà notevole di popoli, culture e tradizioni. Molti sono gli elementi di scontro e di crisi: in primis, l’impatto devastante con la modernità occidentale, con gli strascichi della colonizzazione europea e con le devastazioni prodotti dalla Globalizzazione. Ma poi ci sono anche i mali endemici dell’Africa: le inestinguibili rivalità tra le etnie dominanti, l’assurdità feroce di certe lobbies di potere, le guerriglie endemiche, le carestie ricorrenti, le colossali tragedie (come quella del Rwanda, quella del Congo, quella del Ciad, quella della Somalia, quella del Darfur). Ma l’Africa ha molti volti, spesso contrastanti tra loro: è africa l’Etiopia cristiana ma anche al Libia del colonnello Gheddafi, è Africa la Nigeria dei signori del Petrolio ma anche la Somalia dei signori della Guerra, è Africa l’industrializzata repubblica Sudafricana ma sono anche Africa il misero Gambia o l’affamato Ciad. Un ritratto complesso ma sconvolgente dell’Africa è quello che emerge da molte pagine di questo libro, dedicate al ruolo della donna africana e ai suoi mutamenti, alla complessità dell’arte e delle culture che caratterizzano i popoli di questo continente, all’importanza tuttora reale del culto degli antenati, dei valori tradizionali rappresentati dallo sciamanesimo, della sopravvivenza di antichi culti, del dilagare dell’islamismo e dell’ampliarsi smodato e caotico dei grandi agglomerati urbani. Insomma, ne viene fuori un ritratto assai complesso ma molto interessante, ricco di spunti di riflessione ma, soprattutto, davvero utile per farci comprendere la complessità del "pianeta Africa". Un libro davvero indispensabile per chiunque voglia conoscere un po’ più a fondo l’affascinante Continente Nero. Lo potete richiedere nelle migliori librerie, oppure visitate il sito internet dell’editore: www.carocci.it
P.M., Left, 10-09-2010

Perchè la democrazia in Africa è ancora un’utopia? Il libro di Stefano Bellucci, docente di Storia e politica del mondo afroasiatico alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pavia, tenta di rispondere a questa domanda analizzando l’eredità coloniale degli Stati africani, le riforme delle istituzioni e il perpetuarsi della divisione etnica voluta dalle grandi potenze che hanno dominato il continente. Partendo dalle amministrazioni coloniali dispotiche e fortemente decentrate. Bellucci racconta le odierne crisi africane, segno di una ricomposizione che tarda a venire.

P.M., Left, 10-09-2010
Perchè la democrazia in Africa è ancora un’utopia? Il libro di Stefano Bellucci, docente di Storia e politica del mondo afroasiatico alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pavia, tenta di rispondere a questa domanda analizzando l’eredità coloniale degli Stati africani, le riforme delle istituzioni e il perpetuarsi della divisione etnica voluta dalle grandi potenze che hanno dominato il continente. Partendo dalle amministrazioni coloniali dispotiche e fortemente decentrate. Bellucci racconta le odierne crisi africane, segno di una ricomposizione che tarda a venire.
Cristiana Fiamingo, Il Mestiere di storico, 01-12-2011
È stato ambizioso il disegno d’affrontare la storia contemporanea dell’Africa subsahariana, ma sagace la scelta dell’a. d’esporla, anziché secondo una complessa prospettiva sincronica, attraverso un approccio diacronico, nell’accurata scelta di tematiche pregnanti, emerse dal dibattito storiografico recente. Nel farlo ha preso le mosse dalla rivoluzionaria interpretazione dello Stato africano contemporaneo di Mahmood Mamdani, quale «stato biforcuto»: viziato dal peccato originale di un «dispotismo decentrato» introdotto dalle amministrazioni coloniali d’ogni matrice e fondato su una parziale legittimazione del potere «tradizionale» su limitati settori della vita socio-economica degli autoctoni, a partire dal settore fondiario comunitario, contrapposto alla gestione del mercato e dei settori agro-commerciale e minerario, obbedienti a logiche e forme di diritto allogene/occidentali, cosiddette «moderne» (cfr. Citizen and Subject. Contemporary Africa and the Legacy of Late Colonialism, 1996). Tale interpretazione – ribadita dallo stesso Mamdani nell’introduzione al testo – è tra le più convincenti nello spiegare sia i meccanismi di potere delle leadership africane e le impasses di Stati che si riproducono in questa dicotomia egemone, tra ordini di diritto moderno e consuetudinario, sia gli elastici meccanismi di durata di quegli stati stessi, giocati sulla double loyalty: la contemporanea appartenenza degli individui a tali ordini. L’a. ha intrecciato tale chiave di lettura con le fondamentali interpretazioni delle declinazioni dello Stato africano post-coloniale e dei concetti di cittadinanza, società civile e governance elaborati dalle più raffinate penne dell’africanistica internazionale, attraverso le sei parti in cui è diviso il volume: nelle prime due emergono le problematiche pregnanti di tali Stati-nazione (I) e le diverse interpretazioni dell’impatto coloniale sulla loro costruzione (II); quindi si analizzano etnicismo e nativismo (III), per concentrarsi, infine, sull’evoluzione post-coloniale degli Stati (IV) fino ai processi di democratizzazione (V). Il libro si chiude con due studi di caso (VI).
Due le critiche che mi sento di muovere: Bellucci ha ritenuto di «bypassare», senza adeguata giustificazione, il fenomeno della regionalizzazione dell’Africa e, poi (e non è discorso campanilista ma di valorizzazione), forse ormai proiettato nella dimensione d’intellettuale emigrato (quale responsabile per l’Africa subsahariana dell’International Institute of Social History di Amsterdam), fatta eccezione per il proprio maestro, pur citando nei ringraziamenti numerosi africanisti italiani di valore verso i quali si dice in debito, non ha ritenuto di dover arricchire le prospettive del suo libro con l’apporto storico-politologico dell’africanistica italiana, affinato, specie il più recente, attraverso studi di campo e ricerche di respiro internazionale, sui temi d’identità, di governance, delle relazioni internazionali e d’accesso a risorse e potere alle coordinate africane, per non dire, poi, relativamente ai due specifici studi di caso cui sceglie d’accennare in chiusura: Zimbabwe e Sudafrica.
Piero Fornara, Il sole 24 ore - Domenica, 10-07-2016G.Mat, Avvenire, 03-01-2017Lia Quartapelle e Antonio M. Morone, L'Unità, 03-01-2017