Carocci editore - Scrivere di educazione

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In breve

L’abitudine di scrivere è assai diffusa nei diversi contesti educativi, essendo spesso legata alle necessità del servizio o ai compiti istituzionali dell’educatore e dell’insegnante: passaggio di informazioni, messa a punto di progetti, osservazioni. I saggi raccolti in questo volume intendono però focalizzare l’attenzione sull’uso intenzionale e mirato che ne fa chi ha scoperto nella pratica della scrittura uno strumento potente per mettere in forma la propria esperienza educativa, rielaborarla e, se si vuole, trasmetterla ad altri. Il libro intende dunque offrire alcune testimonianze di come la scrittura favorisca un autentico legame fra pensare e fare, fra teoria e prassi, in un determinato contesto educativo: a tale scopo, ai saggi dei quattro autori sono stati affiancati testi che contribuiscono a delineare modi e generi di scrittura utilizzabili all’interno dello sfaccettato insieme delle professioni legate alla cura e all’educazione prodotti da insegnanti ed educatrici in concrete situazioni lavorative.

Indice

Introduzione Alcuni appunti per collegare scrittura e impegno educativo, di A. Canevaro/Scrittura come possibilità e come potere/Scrittura come libertà in una storia/La struttura è il deposito di una durata/L’educazione come scelta di libertà/Un processo magmatico e un esercizio quotidiano/La scrittura, come l’educazione, è intrusiva rispettando/La responsabilità 1.La pratica della scrittura/La scrittura come strumento di lavoro, di E. Cocever/Modi e funzioni dello scrivere in educazione, di A. Chiantera/ 2.Modi di scrittura in educazione/I diari/ Le lettere/Le monografie/Scritture nella formazione Scrittura e cura. La scrittura nelle scienze dell’educazione e nelle scienze umane, di P. Perticari/Lentamente nell’ombra: la scrittura nelle scienze dell’educazione/ Scrittura di s  e cura degli altri/La scrittura e l’attualità/Clinica/Critica/Bartleby/Uno sguardo a distanza: la funzione dello straniamento e il lato Dostoevskij di tutte le cose/Scrittura che cura’