Carocci editore - Patria e affari

Password dimenticata?

Registrazione

Patria e affari

Silvano Montaldo

Patria e affari

Tommaso Villa e la costruzione del consenso tra Unità e Grande Guerra

Edizione: 1999

Collana: Comitato di Torino per la Storia del Risorgimento Italiano

ISBN: 9788843014188

  • Pagine: 408
  • Prezzo:36,50 34,67
  • Acquista

In breve

Questo libro si inserisce nel consolidato filone di studi dedicati all'azione educativa svolta dalla classe dirigente nei riguardi delle masse, che in anni recenti ha pure fatto cadere l'accento sulle modalità delle diffusione di una idea di nazionalità e quindi sul rapporto tra élites e masse, sul consenso e sulla sua costruzione. Questo tema viene qui affrontato attraverso l'analisi del reticolo di interessi, individui, gruppi economici, fazioni politiche che assecondarono un notabile di primissimo piano, Tommaso Villa, impegnato in una decennale opera di pedagogia nazionale e di orientamento dell'opinione pubblica, e rappresentativo, nel suo essere personaggio di spicco del "partito degli avvocati", di una specifica tipologia del potere nell'Italia dell'Ottocento. Si evidenzia così la particolare dimensione che assunse il patriottismo nel post-risorgimento, quando fu inteso come un modo di fare politica per un ampio settore della classe dirigente: quella patria a cui si volevano radicare gli italiani era sì un fattore connettivo e di consenso che si voleva dare loro; così come nel proporla diveniva anche un fattore di legittimazione di chi gliela proponeva; ma per la prima volta apparve pure un diversivo rispetto ai fattori di movimento più drastici che la modernizzazione perseguita da quegli stessi uomini faceva emergere. In particolare, l'azione di Villa mette in rilievo la profondità di questa pedagogia, capace di assumere dimensioni massicce innestandosi sulle battaglie di opinione, sui simboli della rispettabilità sociale, sull'associazionismo operaio, la beneficenza, l'educazione femminile, le feste pubbliche in città e campagna, e la sua durata nel tempo, alimentata da un humus fertilissimo. D'altra parte, il percorso politico di questo personaggio, che prese le mosse dal mazzinianesimo e dal garibaldinismo per aderire al colonialismo, al crispismo e ai tentativi reazionari di fine secolo, e approdare, in ultimo, a un progetto di costruzione di un partito di massa e all'interventismo, mostra la connessione di una serie di intuizioni che, tra Ottocento e Novecento, posero il processo di nazionalizzazione degli italiani come un'alternativa a quello di democratizzazione dello Stato.

Indice

Introduzione Abbreviazioni e fondi archivistici 1. Parte prima: Il "partito" degli avvocati/Carriera di un avvocato nell'Italia degli scandali/Il governo della giustizia nell'età della Sinistra storica 2. Parte seconda: Borghesia e costume nazionale/Un fallito progetto di identità laica/Onore e consenso: gli ordini cavallereschi nell'Italia liberale 3. Parte terza: L'educazione del popolo/"Degne madri ai futuri italiani invocati dal Massimo d'Azeglio"/Mutualismo, beneficenza, solidarietà nazionale 4. Parte quarta: Un nuovo Medium per una società nuova: l'esposizione/Un modello torinese'/La costruzione del consenso all'espansionismo italiano attraverso le esposizioni(1884-1911) Epilogo. I vecchi e i giovani