Carocci editore - La ricerca sociale

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La ricerca sociale

Antonio Carbonaro, Domenico Venturi, Giovanna Ceccatelli Gurrieri

La ricerca sociale

Funzioni, metodi e strumenti

Edizione: 1989

Ristampa: 1^, 1992

Collana: Carocci Faber Servizio sociale

ISBN: 9788843006571

  • Pagine: 212
  • Prezzo:25,30 21,51
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In breve

Questo libro intende colmare alcune lacune conoscitive nella formazione degli assistenti sociali e allo stesso tempo aiutare a comprendere con semplicità il rapporto esistente fra metodologia della ricerca e conoscenza del sociale finalizzate all'intervento operativo; questo non solo al livello di programmazione della vita organizzata, ma anche di interazione con la vita quotidiana. Alle esigenze di formazione, il manuale cerca di rispondere con un'attenzione particolare alla ricerca e ai grandi temi della tradizione metodologica e pragmatica della sociologia. Affidandosi a una semplice e dettagliata esposizione, esamina i metodi di ricerca, il loro possibile collegamento con il lavoro sociale, con la programmazione degli interventi e con il loro controllo. Il tutto anche in una prospettiva storica e con l'ausilio di brevi brani antologici tratti da testi teorici e da ricerche classiche.

Indice

Introduzione Parte prima. Introduzione alla metodologia della ricerca sociale 1. Coordinate di lettura dell'approccio sociologico 1.1. Premessa 1.2. La varietà dei modelli metodologici e la loro possibile convergenza 1.3. Una parentesi sull'individualismo metodologico 1.4. La ricerca descrittiva e la ricerca esplicativa 1.4.1. La ricerca descrittiva – 1.4.2. La ricerca esplicativa 1.5. Il dibattito sul metodo sociologico 1.6. La sociologia come scienza esplicativa forte 1.7. La sociologia come scienza debole 1.8. Un positivismo sociologico ben temperato 1.9. Una valutazione complessiva Parte seconda. La ricerca sociale: dai problemi teorici agli esiti operativi 2. Necessità di spiegare e capacità di comprendere 2.1. Bisogno di teoria e rischi epistemologici 2.2. Che cosa fa lo scienziato sociale' 2.3. L'eredità positivista 2.4. Validità scientifica e autoconsapevolezza 2.5. L'approccio ermeneutico 2.6. Complessità e immaginazione sociologica 3. Teoria e ricerca: un rapporto circolare 3.1. Tre dimensioni per l'immaginazione sociologica 3.2. Specificità della ricerca sociale nel rapporto con la teoria 3.3. Paradigmi e pluralità di modelli: le prospettive micro e macro-sociologiche 3.4. La 'circolarità' e le 'teorie di medio raggio' 3.5. Le prospettive di integrazione interdisciplinare: il rapporto con la storia 4. La grande tradizione 4.1. L'analisi empirica del sociale: un patrimonio di 'sapere' e 'saper fare' 4.2. Ricerca e oggetto di indagine: una prima classificazione 4.3. Lo sviluppo della ricerca sociale: una ricostruzione delle fasi storiche 4.3.1. I primi tentativi di ricerca – 4.3.2. Agli albori del Novecento: 'inconsapevolezza' e movente sociale – 4.3.3. La nascita delle 'scuole' e la collaborazione interdisciplinare – 4.3.4. Tra tecnica quantitativa e approccio qualitativo 4.4. Occasioni e metodi di analisi del sociale: gli insegnamenti della grande ricerca 4.4.1. Il suicidio di Durkheim e l'uso del dato statistico – 4.4.2. Fra soggettività e struttura sociale: Il contadino polacco di Thomas e Znaniecki – 4.4.3. Il metodo dell'osservazione: la scuola di Chicago – 4.4.4. Modelli quantitativi e qualitativi di analisi: da Adorno all'etnometodologia Parte terza. La costruzione della ricerca 5. Fasi del processo metodologico 5.1. Funzioni sociali della ricerca 5.2. Il rapporto con l'oggetto 5.3. Ricercatore e committente 5.4. Tecniche e ricerca di base 5.5. L'oggetto della ricerca: problemi di definizione 5.6. Il processo metodologico di analisi di un evento: un esempio applicato al senso comune 5.7. Dai concetti alla costruzione delle ipotesi 5.8. Dalle proprietà alle variabili 5.9. Dalla definizione all'attuazione: il piano di ricerca 5.10. Il progetto di fattibilità 5.11. La ricerca di sfondo 5.12. Le fonti 6. Tecniche di rilevazione ed elaborazione dei dati 6.1. La rilevazione dei dati 6.1.1. Tecniche dell'osservazione – 6.1.2. Tecniche dell'interrogazione: l'intervista, il questionario, i test psicometrici e proiettivi – 6.1.3. Tecniche sperimentali – 6.1.4. Analisi del contenuto 6.2. L'analisi quantitativa 6.2.1. Il campione – 6.2.2. Problemi di misurazione e tecnica delle scale – 6.2.3. Elaborazione e presentazione dei dati 6.3. L'analisi qualitativa 6.3.1. Le omologie strutturali e l'analisi funzionale – 6.3.2. Tecniche non reattive e indagini di comunità – 6.3.3. Accounts e storie di vita 6.4. La relazione finale 7. La ricerca per il lavoro sociale 7.1. Servizio sociale, operatori e ricerca 7.2. Programmazione, intervento e ricerca valutativa 7.3. Note sui sistemi informativi Bibliografia

Recensioni

Maria Grazia Falà, il Manifesto, 07-04-2009
Negoziazione attiva tra lo spettatore e i testi mediali: questo modello teorico, che sta prendendo corpo in tutta la sua pienezza in questi anni, si è rivelato molto importante per studiare le soap e la fiction. Anchedi questo parla Gianni Losito, Ordinario di Sociologia nella facoltà di psicologia 2 dell’università di Roma, nel suo ultimo libro, La Ricerca sui media (Carocci, 2009).
Quali sono stati i primi studi sulle soap opera?
I primi lavori su questo genere radiofonico e poi televisivo risalgono agli anniquaranta e riguardano le soap radiofoniche. Ma gli studi più interessanti cominciano a partire daglianni Settanta, nell’ambito dei Cultural Studies, nati a Birmingham (UK).Negli anni ottanta si caratterizza all’interno di questa teoria, una specie di filone «femminista». Le soap e la fiction in generale vengono rivalutate, in quanto si pensa che ci siano due modi di fruire la tivvù, uno maschile e uno femminile, e che ci fosse anche uno specifico femminile nella fruizione. Si riteneva così che solo le donne potessero avere la capacità di coinvolgimento emotivo e affettivo per «leggere» una soap.
Dopo questi filoni di studio si arriva agli anni Novanta…
Già a partire dagli anni Settanta viene fuori, e gradualmente si consolida nel tempo, l’idea dello spettatore attivo del consumo televisivo. Lo dimostrano anche i titoli dei libri che escono: l’ultimo, pubblicato in Italia, dalla psicologa sociale Sonia Livingstone, non a caso si intitola Lo spettatore intraprendente. Tramontano i Cultural Studies, in quanto effettuano ricerche qualitative un po’
troppo disinvolte nella metodologia e quindi in parte inattendibili (anche le ricerche delle femministe erano qualitative).
Poi vi sono degli studi, sempre sulla fruizione e sull’immagine della donna nella tivvù Italiana che lei ha diretto per conto del Cnel nel 2002...
Si tratta di una ricerca effettuata dall’0sservatorio di Pavia. Si strutturava in due parti: una, quantitativa, che analizzava un campione di programmi di fiction e di soap, una, qualitativa, che verteva sull’intrattenimento televisivo, sempre con riferimento alla figura della donna. Da quanto esaminato è emerso, come peraltro da altre content analysìs, che ora la donna occupa moli professionali prima tradizionalmente appartenenti agli uomini. Ma, pur trattando le soap anche temi delicati come il divorzio, l’aborto, ecc., questi argomenti più moderni sono declinati secondo i temi tipici della fiction ma soprattutto della soap, riportandosi ai grandi archetipi come bontà/cattiveria, amore/odio, ecc..
Recentemente quali sono le sue ricerche sul modello della fruizione nella fiction?
Io e il mio staff abbiamo individuato tre possibili dimensioni nelle quali si manifesta il ruolo attivo dello spettatore: la selettività dell’esposizione ai media (ognuno si costruisce i propri percorsi di consumo mediale diversi da quelli di qualsiasi altro); l’attribuzione semantica dei significati, cioè la selettività dei processi cognitivi coinvolti nel processo ditale fruizione; la reinterpretazione collettiva (se un testo mediale diventa oggetto di interazione, si ricostruiscono nuovi significati). Attualmente stiamo usando come materiale un vecchio film Usa per la tv, Ho imparato ad amarti, scelto perché le persone a cui lo facciamo vedere sono i nostri studenti, siamo sicuri che non l’abbiano già visto. Èuna storia piuttosto problematica, quindi può essere argomento di discussione. Abbiamo fatto varie rilevazioni (l’ultima l’anno scorso e sempre sullo stesso film), e non abbiamo pubblicato nulla perché vogliamo vedere se nei diversi campioni nel corso degli anni riusciamo a trovare dei risultati tendenzialmente costanti per risalire da essi ai meccanismi della comprensione e della interpretazione.