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Prove di memoria

Alberto Cotza

Prove di memoria

Origini e sviluppi della storiografia nella Toscana medievale (1080-1250 ca.)

Edizione: 2021

Collana: I tempi e le forme

ISBN: 9788829005499

  • Pagine: 352
  • Prezzo:35,00 33,25
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In breve

Tra il 1080 e il 1250 circa a Pisa e, in misura minore, nelle altre città della Toscana, intellettuali di diversa estrazione, ma tutti accomunati da un marcato protagonismo politico e sociale, cominciarono a scrivere la storia della loro città. Fu un’importante novità nel panorama culturale della regione, dove mai prima di allora si era sentita la necessità di raccontare il passato attraverso le cronache. Il libro spiega le radici profonde e le cause contingenti di questo fenomeno. In una fase di repentini cambiamenti, come fu il “lungo XII secolo”, l’ancoraggio al passato poteva fornire strumenti di legittimazione per governare il presente. Le storie narrate, tuttavia, non erano frutto di un progetto unitario e coerente, ma il riflesso dei numerosi tentativi di assestamento di una memoria in costruzione. Erano, in altre parole, prove di memoria.

Indice

Introduzione
Parte prima
Radici
1. Il Chronicon Pisanum

I temi: le guerre, le istituzioni e la genealogia politica/Memorie letterarie, documentarie, familiari/La guerra, i Franchi (e i Longobardi/Altri testi cronistici minori a Pisa e cataloghi di re e imperatori nella Tuscia dell’XI e del XII secolo
2. Progetti politici e memoria cittadina. Il carme pisano sull’impresa contro i Saraceni del 1087
Unità e frammentazione/Il carme e il diploma di Enrico iv del 1089 come soluzioni alternative alla crisi politica/La «superbia» nel carme e nel lodo del vescovo Daiberto (1090-91)/Il privilegio per Daiberto (1092): verso la nascita di una memoria condivisa?/Il fallimento di un progetto monumentale?/Le radici della continuità nelle forme di rappresentazione degli eventi
3. Esperimenti documentari e storiografici ad Arezzo
La cronaca dei custodi/Dalla cronaca ai documenti. Quale rapporto?/I documenti e la cronaca
Parte seconda
Ramificazioni
4. Memorie, orizzonti politici e quadri culturali a Pisa dopo la guerra balearica (1115-19)

L’epigrafe di Porta Aurea: il suo significato/L’epigrafe del console Rodolfo e di suo nipote Bonifacio. Verso un riallacciamento dei rapporti col papato?/Il Liber Guidonis: il problema politico e le tensioni culturali
5. Dai Gesta Triumphalia al Liber Maiorichinus (1119-26)
I Gesta Triumphalia per Pisanos facta/Riscrivere (meglio) una storia già scritta: il Liber Maiorichinus
6. Storiografia, politica, retorica tra la metà degli anni Venti e Sessanta del secolo XII
Gli anni Venti come soglia nella coscienza storiografica della Toscana/«Penis subactis»: una citazione del Liber Maiorichinus nella biografia di Bernardo di Chiaravalle?/«Diligentes se diligit»: Bernardo di Chiaravalle (1135), Urbano II (1092) e un rovesciamento polemico/Un riuso polemico? L’epigrafe del console Enrico/Una topica della guerra? Sulle “epigrafi storiche” sulla facciata del duomo/L’aggiornamento del Chronicon Pisanum e il suo contestuale riuso nella curia vescovile negli anni Quaranta del secolo XII/Parodia e storia. Il Liber Maiorichinus a Lucca?/Tracce di cultura storiografica dei laici a Pisa
Parte terza
Verso nuovi orizzonti
7. La cronaca di Bernardo Maragone e Salem

Bernardo, Salem e i giurisperiti nella seconda metà del XII secolo/Dentro il testo/La memoria del Barbarossa a Pisa negli anni di Enrico VI
8. La storiografia fiorentina tra XII e XIII secolo
Gli Annales Florentini/La Chronica de origine civitatis Florentie/L’opera del giudice Sanzanome
Conclusione
Fonti e bibliografia
Indice dei nomi e dei luoghi