Carocci editore - Attraverso la prosa italiana

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Attraverso la prosa italiana

Pier Vincenzo Mengaldo

Attraverso la prosa italiana

Analisi di testi esemplari

Edizione: 2021

Collana: Aulamagna

ISBN: 9788829005369

  • Pagine: 264
  • Prezzo:13,00 12,35
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In breve

Il volume comprende una serie di analisi o letture di brani eccellenti di prosa italiana, anche in latino e in dialetto, da Salimbene da Parma alla Tregua di Primo Levi. Il metodo principale di indagine è quello della critica stilistica, arricchito in particolare, data la natura dei brani esaminati, da strumenti che attingono alla narratologia, alla teoria dell’argomentazione e all’analisi del discorso: il tutto sempre in funzione dell’interpretazione del significato e del valore del testo. Nella scelta dei brani è dato un posto particolarmente importante, accanto alle opere narrative, a quelle di carattere concettuale e saggistico (scienza, filosofia, critica), che per molti aspetti costituiscono la maggior ricchezza della prosa italiana, almeno nell’età moderna.

Indice

Parole introduttive
1. Salimbene De AdamDelitti e fine di Alberico da Romano (dalla Cronica)
2. AnonimoI tre anelli e le tre fedi (dal Novellino)
3. Dante AlighieriL’apparizione di Beatrice (dalla Vita nuova)
4. Francesco PetrarcaFrancesco e Agostino (dal Secretum)
5. Giovanni BoccaccioFrate Cipolla e Guccio Imbratta (dal Decameron, VI 10)
6. Anonimo romanoLa morte di Cola di Rienzo (dalla Cronica)
7. Leon Battista AlbertiLa buona moglie (dai Libri della famiglia)
8. Iacobo SannazaroDesolazione di Sincero e del mondo (dall’Arcadia)
9. Niccolò Machiavelli: il Prologo del Principe (dal De Principatibus)
10. Niccolò MachiavelliTecnica dell’imbroglio (dalla Mandragola)
11. Angelo Beolco detto Il RuzanteIl contadino omicida (dal Secondo Dialogo {Bilora})
12. Anonimo venezianoAnzola (da La Veniexiana)
13. Giorgio VasariIl Giudizio universale di Michelangelo (dalle Vite)
14. Francesco GuicciardiniLa storia e lo storico (dalla Storia d’Italia)
15. Galileo GalileiLe maree (dal Dialogo sopra i massimi sistemi)
16. Giambattista BasileLa colomba (dal Cunto de li cunti)
17. Giovanni DiodatiTutto è vanità (da La Sacra BibbiaEcclesiaste I)
18. Daniello BartoliLe lumache (dalla Ricreazione del savio)
19. Giambattista VicoAlcune “degnità? (dalla Scienza nuova)
20. Carlo GoldoniLa ragazza e la matrigna (dai Rusteghi)
21. Cesare BeccariaLa tortura (da Dei delitti e delle pene)
22. Luigi LanziRaffaello (dalla Storia pittorica della Italia)
23. Ugo FoscoloLa tentazione di Jacopo (da Le ultime lettere di Jacopo Ortis)
24. Alessandro ManzoniQuel ramo del lago di Como (dai Promessi sposi)
25. Giacomo LeopardiIl piacere (dallo Zibaldone)
26. Giacomo LeopardiIl venditore d’almanacchi e il passeggere (dalle Operette morali)
27. Francesco De SanctisIl periodo del Boccaccio (dalla Storia della letteratura italiana)
28. Ippolito NievoLa Pisana e Carlino (dalle Confessioni d’un italiano)
29. Carlo CollodiPinocchio e Geppetto (da Le avventure di Pinocchio)
30. Giovanni VergaUn idillio rusticano (da Mastro-don Gesualdo)
31. Federico De RobertoUna scena di massa (da I Viceré)
32. Italo SvevoL’amante (da La coscienza di Zeno)
33. Benedetto CroceIl sogno dell’amore sopravvivente alla passione (su Petrarca)
34. Federigo TozziLa capanna (dalle Novelle)
35. Roberto LonghiLa grandezza del Lotto (da Viatico per cinque secoli di pittura veneziana)
36. Carlo Emilio GaddaIl corpo di Liliana (da Quer pasticciaccio brutto de via Merulana)
37. Gianfranco ContiniIl linguaggio di Pascoli (da Varianti e altra linguistica)
38. Elsa MoranteI due cugini (da Menzogna e sortilegio)
39. Italo CalvinoCosimo e Viola (da Il barone rampante)
40. Beppe Fenoglio: I partigiani ad Alba (da I ventitre giorni della città di Alba)
41. Primo LeviLa liberazione di Auschwitz (da La tregua)

 

Recensioni

Alfonso Berardinelli, Avvenire, 14-03-2009
Pier Vincenzo Mengaldo diffida delle storie letterarie. Critico stilistico, storico della lingua e studioso della Tradizione del Novecento (con questo titolo ha pubblicato nel corso degli anni ben quattro volumi) Mengaldo ritiene che il modo migliore di insegnare letteratura non è farne la storia, ma leggere, analizzare e interpretare testi. La letteratura, per capirla, bisogna guardarla da vicino, non da lontano. Dato che le connessioni possibili fra diversi autori e diverse opere, fra testo e contesto sono innumerevoli e straordinariamente variabili, la prima cosa da fare nell’insegnamento è trasmettere un’abitudine di fedeltà a quello che gli scrittori hanno scritto.
Così, in due agili volumi, Mengaldo ci offre una serie di Analisi di testi esemplari (Carocci editore). Il volume sulla poesia parte da «La Madre e il Cristo» di Iacopone e arriva alle IX Egloghe di Zanotto. La prosa parte dalla Cronica di Salimbene e conclude con alcune pagine da La tregua di Primo Levi. Nell’introduzione il critico avverte che la sua scela di testi non va considerata un Canone, «cosa o fantasma a cui non credo né in teoria né in pratica». Avendo poche pagine a disposizione (ne risultano 207 per la poesia e 266 per la prosa) la selezione è stata drastica, ma «non troppo idiosincratica»: i testi analizzati sono definiti «esemplari» non per caso, «ma perché si tratta di capolavori certi».
Ho trovato interessante che Mengaldo concluda dicendo che le sue note bibliografiche, ridotte al minimo, sottintendono «il rimando, tutte le volte che è possibile, alle grandi visioni critiche di Francesco De Sanctis». Essendo certo che De Sanctis fu uno storico della letteratura (il più grande che abbiamo avuto) questo richiamo vorà dire che Mengaldo non rifiuta le storie letterarie: rifiuta l’uso che se ne fa, la loro quantità eccessiva e quella dubbia. Gli storici della letteratura, cioè, prima di mettersi all’opera, dovrebbero chiedersi se le loro "visioni critiche" meritano di essere comunicate, se insegnano qualcosa di nuovo, e a chi.