Dialogo. Innovazione nei sistemi educativi per migliorare la qualità dell’istruzione. Aspetti teorici e una comparazione Usa-Italia a cura di Paola Mengoli, Margherita Russo
Abstract Il saggio introduce le problematiche dell’innovazione nei sistemi educativi, concentrando poi l’attenzione lungo due direttrici. La prima riguarda i principali fattori che influenzano i processi di innovazione dei sistemi educativi. La seconda direttrice propone una lettura delle innovazioni nella governance dei sistemi educativi che evidenzia le criticità della dicotomia tra decentramento e accentramento, e mette in luce come l’efficacia delle innovazioni dipenda anche dagli strumenti di monitoraggio e valutazione a sostegno dei progetti di miglioramento. È lungo queste due direttrici che si delineano i principali punti emersi dalla discussione nel gruppo di ricerca miqua e presentati in questo fascicolo.
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Istruzione negli Stati Uniti: miglioramento dell’equità e della qualità dell’istruzione, di Eugene E. García, Mehmet “Dali” Öztürk, (pp. 25-32)
Abstract L’analisi dei cambiamenti del sistema educativo negli usa presenta elementi di grande interesse, sia per la comprensione di ciò che sta avvenendo in quel paese, sia per il confronto con la situazione in Europa e in Italia, in particolare. Gli Stati Uniti hanno sperimentato un cambiamento demografico radicale della popolazione in età scolare, con un aumento rilevante di giovani che vivono in un contesto di immigrazione, senza avere l’inglese come prima lingua. Gli educatori e i politici sono oggi più consapevoli del maggiore grado di concorrenza tra la forza lavoro interna e quella degli altri paesi, e cresce la preoccupazione sul livello qualitativo del sistema educativo. I politici, generalmente, ritengono che gli educatori siano responsabili dei risultati conseguiti dai loro studenti, senza grandi differenze tra orientamenti politici contrapposti. Infine, la pratica di basare le decisioni su prove empiriche è aumentata negli ultimi due decenni e sicuramente continuerà nell’avvenire. Nonostante la grave crisi economica, il presidente Obama ha avviato un programma decisamente importante di investimenti sul sistema educativo. Le sfide per la riforma dell’istruzione riguardano: la struttura generale del sistema, per ridurre la frammentazione e cambiare i meccanismi di finanziamento, la costruzione di un insieme di standard, comune ai diversi Stati, la costruzione di un sistema informativo che consenta di monitorare e valutare i cambiamenti. Il saggio analizza gli elementi costitutivi di queste sfide, sottolineando la necessità di assumere una prospettiva di lungo periodo, che superi i tempi di durata delle amministrazioni centrali.
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La sfida di Obama per l’istruzione durante la grande recessione del 2007: l’American Recovery and Reinvestment Act e lo State Fiscal Stabilizatio, di Lorenzo Fenech pp (33-37)
Abstract Il 17 febbraio 2009 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama pone la sua firma sull’American Recovery and Reinvestment Act (arra): una legge “storica” che prevede lo stanziamento di circa 800 miliardi di dollari con il duplice scopo di stimolare l’economia e di proteggere il welfare durante la recessione economica iniziata nel 2007. Il presente contributo dimostra che una delle priorità dell’arra è di sostenere l’istruzione pubblica e di avviare un processo di riforme per migliorarla. Per raggiungere tale obiettivo, l’arra alloca le risorse sia in programmi federali sia per creare lo State Fiscal Stabilization Fund, uno strumento innovativo volto a salvaguardare la spesa per l’istruzione nei programmi statali.
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La riorganizzazione territoriale del sistema scolastico. Il fallimento dell’amministrazione centralizzata, di Anna Maria Poggi (pp. 39-45)
Abstract In Italia, alcune importanti riforme del sistema educativo sono state introdotte negli anni Novanta, per limitare l’eccessiva burocratizzazione e centralizzazione e la separazione dalla realtà economica e produttiva. I principali provvedimenti hanno riguardato l’autonomia delle scuole, l’innalzamento dell’età dell’istruzione obbligatoria, la parità delle scuole private (non governative) e la distribuzione delle funzioni legislative e amministrative sull’istruzione e la formazione professionale. In un contesto di revisione della spesa pubblica, anche l’ammontare complessivo delle risorse umane e finanziarie del sistema educativo è messo sotto osservazione, specie perché sembra non influenzare il livello degli apprendimenti degli studenti, misurati attraverso test oggettivi: laddove sono state investite più risorse i risultati sembrano più scarsi. Il saggio analizza le principali modifiche del quadro normativo, con particolare attenzione alle fasi del processo di decentramento, osservando che la riforma dell’organizzazione complessiva del sistema educativo appare bloccata e la riduzione delle risorse a tutti i livelli potrebbe produrre effetti inattesi.
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Il sistema nazionale di valutazione come strumento di supporto per la qualità, di Piero Cipollone, Donatella Poliandri (pp. 47-59)
Abstract Il presente contributo si propone di illustrare i motivi secondo i quali l’istituzione di un sistema nazionale di valutazione è da considerarsi come uno strumento a supporto della qualità del sistema scolastico. Gli autori, alla luce della letteratura internazionale e dei risultati delle indagini comparative sui livelli delle conoscenze e competenze degli studenti, analizzano e discutono le principali strategie messe in campo per migliorare il servizio e l’offerta formativa delle scuole, illustrando quanto queste siano implicate nella costruzione di un sistema nazionale di valutazione.
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Osservare le scuole, valutarle e accompagnarle verso il miglioramento: il modello “Valutazione e miglioramento” proposto dall’invalsi, di Donatella Poliandri, Sara Romiti (pp. 61-71)
Abstract Alla luce delle esperienze nazionali e internazionali di valutazione esterna delle istituzioni scolastiche, questo saggio illustra il progetto “Valutazione e miglioramento” realizzato dall’invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), avviato nel 2008 con il contributo dei fondi strutturali europei. Sperimentato su un campione di scuole delle regioni “Obiettivo convergenza”, il progetto ha consentito di mettere a punto una metodologia e un insieme di strumenti che rappresentano un punto di partenza per la costruzione di un futuro sistema di valutazione esterna delle scuole e per la formazione di nuove figure professionali in ambito valutativo, necessarie per indirizzare le scuole verso un processo di miglioramento supportato da esperti.
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Organizzazione del sistema educativo in Italia, di Paola Mengoli, (pp. 73-78)
Abstract Questo breve testo intende riassumere la struttura e le maggiori caratteristiche del sistema educativo italiano prima della recente riforma riguardante l’intero sistema e la scuola secondaria superiore in particolare.
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Saggi Dinamiche di transizione ed esiti lavorativi. Dimensione e caratteri del lavoro non standard, di Michele Giammatteo, Emiliano Mandrone, Massimiliano Tancion
Abstract Questo lavoro propone un’analisi delle dinamiche di transizione nel mercato del lavoro italiano, con riferimento particolare alla componente non standard del lavoro (il cosiddetto lavoro atipico). L’analisi, che si avvale dei dati elementari panel dell’indagine campionaria isfol-plus 2005-08, viene condotta sia in modo descrittivo, attraverso la costruzione di matrici di transizione, che inferenziale, attraverso l’utilizzo di modelli probit. L’indagine econometrica si sviluppa in tre fasi. Nella prima viene condotta un’analisi probit pseudo-sezionale, in cui gli stati osservati nell’ultima rilevazione vengono condizionati agli stati osservati nelle rilevazioni precedenti. Nella seconda fase, utilizzando modelli probit standard per dati sezionali, viene valutata la relazione tra transizioni ed alcuni caratteri individuali, la cui rilevanza nella determinazione delle transizioni è dibattuta nella letteratura sulla dinamica del mercato del lavoro. In particolare, oltre ai caratteri standard dell’intervistato (genere, età, educazione, residenza), viene dato rilievo al ruolo dei servizi pubblici per l’impiego, della formazione e di una variabile che intende cogliere l’attivazione di reti personali e/o familiari. Nella terza fase, attraverso l’utilizzo di modelli probit per dati longitudinali, viene verificata la caratterizzazione degli esiti occupazionali (stati). L’analisi evidenzia forti differenze tra caratterizzazione delle transizioni e degli stati e, all’interno di questi, tra stati tipici ed atipici. Nell’insieme, i risultati suggeriscono l’esistenza di fattori distinti nella determinazione della dinamica di accesso e di stabilizzazione nel mercato del lavoro.
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Sicurezza sul lavoro e rapporti di lavoro in Italia, di Martina Cioni, Marco Savioli, (pp. 105-126)
Abstract La sicurezza sul lavoro dipende da molteplici fattori. Con l’obiettivo di indagare sulle cause degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, si sono analizzati i dati provenienti dall’Indagine sulle forze di lavoro del 2007. Il tipo di rapporto di lavoro, in particolare il tipo di contratto (a tempo determinato o indeterminato), non sembra avere un effetto preciso sulla sicurezza sul lavoro. Maggiori probabilità di infortuni e malattie si hanno a causa di: cattive condizioni nelle quali di fatto si presta l’attività lavorativa, non essere al primo lavoro, insoddisfazione verso l’attuale lavoro, essere maschi (per gli infortuni) o femmine (per le malattie) e una propensione latente osservata attraverso il verificarsi di incidenti nel tragitto casa-lavoro. L’analisi evidenzia, inoltre, che gli infortuni e le malattie professionali sono due fenomeni fortemente correlati.
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Le città italiane come contesti di povertà e svantaggio sociale, di Ma
Abstract Questo articolo intende fornire una panoramica della situazione italiana e degli aspetti socio-economici di diverse città, come ad esempio: la struttura demografica e la composizione della popolazione, le caratteristiche di individui e famiglie, la situazione del mercato del lavoro e la struttura economica locale. L’obiettivo è di descrivere le diversità urbane, formulando ipotesi sul modo in cui le diverse configurazioni socio-economiche delle città prese in esame possono determinare differenti fattori di rischio e traiettorie di povertà e svantaggio sociale; anche e soprattutto in virtù dei processi di frammentazione del ciclo economico. In particolare, per quanto riguarda povertà e svantaggio sociale considereremo indicatori come il tasso di disoccupazione, la percentuale di persone prive di titolo di studio, la composizione delle famiglie e le condizioni di vita.
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Un nuovo patto sindacale, di Jim Grossfeld (pp. 159-165)
Abstract
Mentre i sindacati dell’impiego pubblico combattono per la sopravvivenza, Bob King propone di ricostruire la uaw (il sindacato dei lavoratori dell’industria automobilistica) per affrontare il nuovo secolo, che si preannuncia pieno di difficoltà.
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Note e commenti Italia Lavoro, neet: i giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazioneAbstract
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Recensioni
Abstract
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