Carocci editore - Il movimento cooperativo fra le due guerre

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Il movimento cooperativo fra le due guerre

Tito Menzani

Il movimento cooperativo fra le due guerre

Il caso italiano nel contesto europeo
Prefazione di Vera Zamagni

Edizione: 2009

Collana: Saggi e monografie del Dip. Discipline storiche Univ. Bologna (13)

ISBN: 9788843050901

  • Pagine: 264
  • Prezzo:27,30 23,21
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In breve

Tra le due guerre mondiali i movimenti cooperativi europei vissero una fase cruciale della propria storia. In molti paesi, un ampio e variegato fronte conservatore individuò nella cooperazione uno dei principali obiettivi polemici, e invocò provvedimenti legislativi contro questo genere d’impresa. Proprio il caso italiano è centrale per comprendere questo dibattito politico; infatti, il fascismo attaccò violentemente il movimento cooperativo, legato a culture antifasciste come il socialismo, il cattolicesimo sociale o il repubblicanesimo, ma una volta conquistato il potere si fece carico di un intento riformatore e provò ad elaborare una nuova cultura cooperativa. Nella pratica, però, i risultati furono alquanto controversi. Menzani analizza gli effetti che il fascismo ebbe sulla cooperazione italiana, sullo sfondo di quello che contemporaneamente accadeva nei principali paesi europei. Questo approccio comparativo consente di esprimere nuove valutazioni sulla politica fascista in materia cooperativa, di metterne in luce i difetti e i pregi, e di constatare che tipo di eredità fu lasciata ai cooperatori del secondo dopoguerra.

Indice

Prefazione di Vera Zamagni
Elenco delle abbreviazioni
Introduzione
1. Lo sfondo e la cornice. Il background economico e istituzionale
Il contesto europeo: uno sguardo d’insieme/L’Italia: società e politica negli anni Venti e Trenta/L’economia italiana e le sue trasformazioni
2. La culla del movimento: la cooperazione anglosassone
I modelli di riferimento europei: modalità di un confronto/La struttura del movimento cooperativo inglese/La base della cooperazione/I principali temi e i grandi dibattiti/L’agricoltura e gli altri contesti/A latere: Galles, Scozia e Irlanda
3. La cooperazione nel resto d’Europa
L’estremo Nord: la Danimarca e i paesi scandinavi/Oltralpe: Francia, Belgio e Paesi Bassi/Mitteleuropa: i casi tedesco e austriaco/Verso il Mediterraneo: uno sguardo alla Spagna
4. La cooperazione italiana: aspetti quantitativi e dinamiche settoriali
I numeri del movimento in Italia/L’agricoltura/La produzione e lavoro/Il consumo/Il credito
5. Momenti e percorsi della cooperazione italiana
La frammentazione del movimento/Dallo squadrismo al controllo/Vecchi concetti per un nuovo quadro ideologico/Impresa, clientelismo e propaganda: la cooperazione negli anni Trenta/La cooperazione italiana vista dall’Europa/Cooperazione fascista o cooperazione sotto il fascismo?
Conclusioni: un bilancio comparativo
Indice dei nomi

Recensioni

Lorenzo Lovato, www.comunicati-stampa.net, 07-05-2010
Appuntamento dedicato alla storia del novecento con lo storico Tito Menzani che presenterà il suo libro "Il movimento cooperativo fra le due guerre" edito quest’anno da Carocci. A introdurre l’incontro e a discutere con l’autore sarà Fiorenzo Landi, lo storico già ospite in diverse occasioni della nostra rassegna letteraria. Come buona abitudine di Caffè Letterario anche in questo caso l’appuntamento terminerà con il consueto brindisi aperitivo offerto a tutti i presenti. Tra le due guerre, i movimenti cooperativi europei vissero una fase cruciale della propria storia. In molti paesi, un ampio e variegato fronte conservatore individuò nella cooperazione uno dei principali obiettivi polemici, e invocò provvedimenti legislativi contro questo genere d’impresa. Proprio il caso italiano è centrale per comprendere questo dibattito politico; infatti, il fascismo denigrò e attaccò violentemente il movimento cooperativo, legato a culture antifasciste, come il socialismo, il cattolicesimo sociale o il repubblicanesimo, ma una volta conquistato il potere volle farsi carico di un intento riformatore e, fra ombre e luci, tentò di elaborare una nuova cultura cooperativa. Nella pratica, però, i risultati furono alquanto controversi. Questo volume analizza, per singoli settori economici e con opportuni distinguo, gli effetti che il fascismo ebbe sulla cooperazione italiana, sullo sfondo di quello che contemporaneamente stava accadendo nei principali paesi europei. Questo approccio comparativo, su basi quantitative e qualitative, ci consente di esprimere nuove valutazioni sulla politica fascista in materia cooperativa, di metterne in luce i difetti e i pregi, e di constatare che tipo di eredità fu lasciata ai cooperatori del secondo dopoguerra. Tito Menzani, dottore di ricerca in Storia dell’impresa, è assegnista presso il Dipartimento di scienze economiche dell’Università di Bologna, ed è stato recentemente visiting fellow alla London School of Economics. Lavora a vari progetti di ricerca di storia economica con specifica attenzione a quelle organizzazioni che si muovono tra mercato e finalità sociali, come le imprese cooperative. Tra le sue recenti pubblicazioni: La cooperazione in Emilia-Romagna - Dalla Resistenza alla svolta degli anni settanta, Bologna 2007; Le Bonifiche in Romagna – La realizzazione del Canale in destra di Reno (secc.XVIII-XX), Imola 2008.