Carocci editore - «And love finds a voice of some sort»

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«And love finds a voice of some sort»

Michele Stanco

«And love finds a voice of some sort»

Omosessualità e (auto)censura nella letteratura inglese e francese (1870-1930)

Edizione: 2020

Collana: Lingue e Letterature Carocci

ISBN: 9788843099245

  • Pagine: 152
  • Prezzo:17,00 16,15
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In breve

L’amore tra due persone dello stesso sesso ha costituito a lungo un tabù innanzitutto lessicale, un peccatum mutum, la cui sola nominazione esponeva a pesanti sanzioni sia religiose sia legali. Di conseguenza, gli autori che nel corso dei secoli hanno avvertito il bisogno di parlare di omosessualità non solo hanno subito censure esterne, ma sono stati anche costretti a mettere in atto preventive forme di autocensura, relative sia al linguaggio sia alla diffusione delle proprie opere. Nel periodo storico 1870-1930 si assiste a un fenomeno, almeno in apparenza, paradossale: un’epoca generalmente considerata come una tra le più repressive e omofobe (a causa di una serie di riforme legislative e la messa in atto di condanne esemplari) è al contempo l’epoca che testimonia l’invenzione stessa del termine “omosessualità” e, dunque, la nascita di una “letteratura omosessuale” nel senso moderno del termine. A partire da tali premesse, il volume esplora l’emergere e il successivo consolidarsi di una letteratura velatamente o scopertamente omosessuale nell’Inghilterra fin de siècle e nella Francia della belle époque: da Wilde ai poeti uraniani, a un insieme di autori semiclandestini, fino a Forster e a Proust. Ne viene fuori un quadro ampio e variegato, in cui convergono storia della sessualità e storia del libro e in cui non solo si rileggono autori noti attraverso percorsi critici inediti, ma si ridà anche voce a un corpus di testi sommersi, strappandolo a quel silenzio al quale la censura del tempo l’aveva condannato.

Indice

Introduzione. “Il vizio innominabile”: omosessualità, letteratura e (auto)censura tra fine Ottocento e inizio Novecento di Michele Stanco
1. «I really can’t exhibit it». Omosessualità, autobiografia e (auto)censura in The Picture of Dorian Gray (1890-91) di Oscar Wilde di Michele Stanco
Considerazioni preliminari: The Picture of Dorian Gray tra autorivelazione e mascheramento/L’opera d’arte tra creazione e distruzione: Basil e Dorian come proiezioni dell’estro omo-creativo di Wilde/Paradigmi omoerotici nel romanzo/Dal ritratto ai disegni, alle foto di Dorian Gray/Le stratificazioni del testo tra censure e autocensure
2. «I need not speak». L’autocensura nella poesia uraniana (1888-1930) di Paola Di Gennaro
Lo specchio dell’Uranismo/Atene-Oxford-Londra, attraverso lo specchio/L’invisibile, silenzioso “amore greco” / «The full glare of publicity and ridicule»: censura, auto-censura, ludibrio/Scomposizione di un amore
3. L’autore che non osa dire il suo nome. Simboli e scandali nella letteratura pornografica tardovittoriana (1881-94) di Aureliana Natale
La narrazione dell’erotismo e la pornografia nell’età vittoriana/Le memorie di una “Mary-Ann”/L’Erotica di “Wilde”/Garofani verdi
4. «Publishable. But worth it?». E. M. Forster e le dinamiche dell’autocensura in Maurice (1913-14/1971) di Raffaella Antinucci
Un romanzo «senza precedenti»/Autocensura pubblica e privata/In difesa della letteratura: l’orizzonte sconfinato delle «free minds»/La versione di Forster: censura e autocensura nella Terminal Note/My Dearest Christopher...: tra le righe dell’autocensura
5. Identità e mascheramento in Àla recherche du temps perdu (1913-27) di Marcel Proust. Alcune considerazioni di Tiziano Mario Pellicanò
La “teoria della trasposizione”/Breve excursus tra paradigmi sociali e letterari/Tra psicanalisi e semiologia/La triade femminile
Indice dei nomi, delle opere e delle cose notevoli

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