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Nel paese delle meraviglie

Nel paese delle meraviglie

Che cosa sono i parchi di divertimento

a cura di: Stefano Calabrese, Vanni Codeluppi

Edizione: 2009

Collana: Sfere (49)

ISBN: 9788843049738

  • Pagine: 188
  • Prezzo:22,50 19,13
  • Acquista

In breve

Diffusi ovunque e in grado di attirare ogni anno decine di milioni di visitatori, i parchi di divertimento sono una realtà importante delle società contemporanee, sia sul piano economico che su quello sociale. Forme interattive di entertainment che mettono il visitatore al centro della scena, uso magico della tecnologia più avanzata, modelli di ricostruzione architettonica di monumenti del passato che confondono storia e finzione rendono i parchi di divertimento esempi significativi delle attuali società postmoderne. Il volume, prima analisi rigorosa di questo mondo, conduce il lettore attraverso una ricostruzione dei primi luna park della storia, una classificazione efficace dei parchi di divertimento oggi esistenti (dai parchi d’attrazione a quelli aziendali), un’analisi degli artifici polisensoriali cui si ricorre spesso nei parchi a tema dove i visitatori, come Alice, passano attraverso lo specchio per andare dalla realtà alla finzione o dalla finzione alla realtà.

Indice

Presentazione di Stefano Calabrese e Vanni Codeluppi
1. I parchi d’attrazione di Vanni Codeluppi
2. I parchi Disney di Massimiliano Freddi
3. I parchi tematici di Stefano Calabrese
4. I parchi naturalistici di Alfonso Morone
5. I musei d’impresa di Sabrina Pomodoro
Appendice.
Classificazione dei parchi di divertimento esistenti di Cristina Bronzino
Bibliografia

Recensioni

Massimiliano Panarari, la Repubblica ed. Bologna, 13-10-2009
Viviamo in un mondo molto postmoderno, pieno di non luoghi e superluoghi. Come i parchi di divertimento - da quelli Disney a quelli tematici, dai parchi zoologici ai musei d'impresa - divenuti uno dei simboli, e uno dei maggiori attrattori sotto il profilo sociale ed economico, della nostra epoca. Due docenti dell'università di Modena e Reggio, Stefano Calabrese e Vanni Codeluppi, hanno curato la prima ricognizione completa sul tema, Nel paese delle meraviglie (Carocci), evidenziando come i parchi propongano una forma interattiva di entertainment, che funziona a meraviglia perché mette il visitatore al centro di un'esperienza unica, dalla realtà alla finzione, e viceversa.
Sabina Minardi, L'espresso, 22-10-2009
C’è ancora qualche mese da aspettare, ma l’annuncio, ormai, è ufficiale: "Il magico mondo di Harry Potter" aprirà i battenti a primavera. In Florida, naturalmente: come una nuova estensione dell’Universal Orlando’s Islands of Adventure. Intorno al Castello di Hogwarts ci saranno luoghi ricostruiti con grandiosi effetti speciali, e le principali attrazioni che hanno reso memorabile la saga di J. K. Rowling, dal villaggio delle gite al negozio di dolci, dai pub alla guferia. Orlando consolida così la sua posizione dominante nel campo dei parchi a tema: con gli studios Disney, Magie Kingdom e altri parchi minori, un magnete da più di 40 milioni di persone all’anno. La stima è di Stefano Calabrese e Vanni Codeluppi, docente di semiotica del testo l’uno e sociologo dei consumi l’altro, che all’industria dei parchi di divertimenti, e ai loro significati, simbolici e profondi, hanno appena dedicato un saggio colto e interessante, “Nel paese delle meraviglie" (pubblicato da Carocci): un viaggio tra modelli d’eccellenza e parchi aziendali, parchi naturalistici e musei d’impresa, strutture sofisticatissime e realtà più semplici. Luoghi dove s’intrecciano gioco e socialità, tecnologie avanzatissime e istigazione al consumo. Strutture emblematiche per svelare i messaggi e le strategie di queste realtà artificiali. E per sviscerarne l’attrazione, a tutte le età: il bisogno di passare attraverso lo specchio, dalla realtà alla finzione più assoluta.
Maria Isa D'Ursi, Conquiste del lavoro, 24-10-2009
In principio era Disneyland, modello per eccellenza dei parchi tematici e ancora oggi principale punto di riferimento per il settore parchi d'attrazione, da cui poi sono derivati tutti gli altri tipi di parchi di divertimento, e che nel loro insieme costituiscono oggi una realtà senza dubbio importante delle società contemporanee sia sotto il profilo economico che sociale. Di qui l'idea di Stefano Calabrese e Vanni Codeluppi di realizzare per Carocci la prima, rigorosa (e quanto possibile completa) analisi del fenomeno "luna park", dalle caratteristiche dei primi apparsi nella storia fino alla loro attuale evoluzione, tentando una loro classificazione (in parchi d'attrazione, Disney, tematici, naturalistici e i musei d'impresa), sino all'esame di come le diverse tecnologie contemporanee utilizzate abbiano permesso di realizzare negli anni artifici tali da consentire al visitatore quel meraviglioso viaggio che dalla realtà vola verso la fantasia (Stefano Calabrese, Vanni Codeluppi, "Nel paese delle meraviglie", Roma 2009, Carocci, pp. 184, euro 22,50). E diciamo pure ai seriosi disaffezionati del genere - che forse quel viaggio non l'hanno fatto mai - che il volume superfluo non è, anche solo considerando che i parchi divertimento rappresentano oggi una risorsa economica (e in alcuni casi, come per l'esperienza disneyana, addirittura un modello culturale), nel mondo come in Italia, non certo sottovalutabile. Qualche cifra. Solo i parchi Disney che si trovano in Florida ogni anno ricevono più di quaranta milioni di persone, di fronte ai ragguardevoli centosettanta milioni di visitatori che affollano nel complesso i parchi europei. In Italia, il più celebre, Gardaland (vicino Verona) ha una media annuale di tre milioni di adulti e bambini che lo visitano, un milione in più della pur famosa Mirabilandia (Ravenna). I parchi divertimento per le loro stesse finalità - coinvolgere fisicamente e psicologicamente il fruitore - sono dei luoghi complessi dove si intersecano elementi assai diversi. C'è, come accennavamo prima, l'artificio tecnologico che, dalla primordiale scoperta della luce elettrica che per la sua intrinseca natura spettacolare, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, è stata la grande protagonista delle esposizioni universali (embrioni per il successivo sviluppo dei parchi d'attrazione), è arrivato ad avere in questi luoghi le sue più avveniristiche e sofisticate applicazioni. Ci sono poi il gioco, l'intrattenimento, la socializzazione. O ancora finalità educative e d'istruzione come possono avere i parchi naturalistici (di vita marina, come gli acquari e i delfinari, faunistici, zoosafari ecc.) dove attraverso la riproduzione spettacolare dell'habitat naturale il visitatore si immerge e interagisce con luoghi che ospitano microclimi perfetti, ambienti virtuali ultratecnologici, animali viventi. Un ambizioso progetto sembrerebbe poi essere quello perseguito dai musei d'impresa, un fenomeno nato da pochi anni ma che ha già assunto contorni rilevanti (in Italia si va dai 166.530 visitatori l'anno per la Galleria Ferrari ai 15.000 dell'Aboca Museum, cifre per realtà neonate e lontane dal contesto trascinante della città d'arte, certamente significative). Questi musei si porrebbero come un ponte tra impresa e cultura, offrendo testimonianze della storia e della tecnica, facendosi portavoce dei cambiamenti sociali, dei processi di modernizzazione industriale e culturale. Il libro di Calabrese e Codeluppi ricostruisce e documenta dettagliatamente il come e il perchè questi "paesi delle meraviglie" sono nati, fornendo la prima analisi scientifica dell'esigenza che le diverse tipologie di parchi cercano di soddisfare.
Maurizio Crisanti, www.parksmania.it, 28-12-2009
"Nel Paese delle meraviglie", questo il titolo di una saggio curato da Stefano Calabrese e Vanni Codeluppi, docenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia, per Carocci Editore. Il libro è composto di cinque capitoli, scritti da autori differenti, tra i quali spicca anche Massimiliano Freddi - uno dei fondatori di Parksmania - già in Walt Disney Italia ed oggi a Leolandia Minitalia Park. Il primo capitolo descrive la evoluzione dei luna park itineranti, sviluppatisi parallelamente ai “parchi d’attrazione", capaci appunto di attrarre il pubblico e realizzati nelle città in occasione di eventi internazionali. Codeluppi nel suo contributo racconta la storia dei primi parchi di divertimento sorti in occasione delle grandi esposizioni universali della fine dell’Ottocento, fino alle imponenti realizzazioni dei primi decenni del secolo scorso nell’area di Coney Island. La bella introduzione sulla nascita dei parchi di divertimento si chiude con alcune pagine sui principali parchi italiani. La storia ed evoluzione dei parchi Disney è curata da Massimilano Freddi, che offre il contributo molto ampio e godibile sulla nascita di Disneyland nel 1955 fino alle altre recenti realizzazioni. Freddi si sofferma su quella che definisce “la differenza Disney", ovvero su quello che rende i parchi del gruppo americano “praticamente unici, e se imitati, impossibili da replicare?, composta in sostanza da un mix di “storie affascinanti e servizi impeccabili". Il contributo di Freddi è ben costruito, perché offre una visione complessiva della storia di Walt Disney, della evoluzione societaria - con gli alti e bassi che ne contraddistinguono la storia recente – e della realizzazione dei parchi Disney e delle attrazioni in rapporto alla produzione dei film d’animazione più conosciuti al mondo. Molto interessante in questo senso anche il paragrafo “Disneylosophy & Guestology", nel quale vengono analizzati gli elementi chiave della filosofia Disney, che possono essere riassunti nell’esser riusciti a trasformare le semplici “giostre" in “attrazioni" ed i collaboratori del parco da “dipendenti" a “cast members". Il capitolo si chiude tentando di rispondere ad un interrogativo molto attuale: come potrà evolversi il modello di parco disneyano? L’autore ricorda a questo proposito che Walt Disney, all’inaugurazione  di Disneyland dichiarò “Disneyland non sarà mai completo; continuerà a crescere finché ci sarà immaginazione nel mondo". La terza parte del libro ospita un contributo di Stefano Calabrese sulla definizione di “parchi a tema" e sui temi che ispirano le realizzazioni nei parchi, in particolare la letteratura, il cinema ed elementi di storia ed archeologia. L’autore, titolare della cattedra di Semiotica del testo, offre un contributo piuttosto complesso – fatto di metalessi e non luoghi, di espressioni del tipo “finzionare il passato arcaico mescidando verità storicamente documentate" - che dà tuttavia l’idea di come anche un settore ludico possa essere analizzato secondo livelli diversi, che riguardano non solo la piacevolezza delle realizzazioni ma ciò che guida le scelte dei progettisti. Il quarto capitolo, a firma di Alfonso Morone, offre un’ampia carrellata sui parchi naturalistici, commentando la storia dei parchi zoologici e degli acquari ed inserendo una parentesi sui parchi naturali ed aree protette, alcune delle quali stanno sperimentando percorsi che prevedono “un’integrazione tra intrattenimento ed esperienze culturali e di apprendimento". Il testo, presenta anche le più recenti realizzazioni nel campo dei musei della scienza che in questi ultimi anni si sono posti come elemento di forte attrazioni per città quali San Francisco, Glasgow e Valencia, fino a presentare il progetto del Muse che aprirà a Trento nel 2012. Il quinto e ultimo capitolo è dedicato alla descrizione di un fenomeno recente: i luoghi creati da aziende famose per comunicare la loro storia e avvicinare i clienti ai propri prodotti. I musei d’impresa vengono descritti come attrazioni per rafforzare il brand a cui appartengono. Ne sono esempi Swarovski, Piaggio e BMW. La pubblicazione si chiude con un’ampia sitografia dei principali parchi di divertimento del mondo. Il libro "Nel Paese delle Meraviglie" è in vendita nelle librerie o tramite i siti internet che commercializzano libri.
Marianna Del Curto, www.ilrecensore.com, 05-01-2010

Quello dei parchi di divertimento, analizzato nel volume "Nel paese delle meraviglie" (Carocci, 2009), a cura di Stefano Calabrese e Vanni Codeluppi, è un fenomeno economico e sociale importante. Che ben rappresenta il contesto postmoderno in cui viviamo: un vortice di contrazioni spazio temporali della nostra percezione. Più di 40 milioni di visitatori si intrattengono in un anno nei parchi di divertimento Disney in Florida, a Orlando, e più di 170 milioni visitano i parchi europei. L’individuo è coinvolto in numerose esperienze che intrattengono fisico e mente, attraverso un uso magico di tecnologie avanzate, sono forme evolute di entertainment che lo mettono al centro della scena in un continuo passaggio da realtà a finzione, e viceversa (in quel processo chiamato metalessi). I parchi, di cui il libro redige un elenco a livello mondiale, sono qui classificati in cinque categorie, ciascuna approfondita attraverso cenni storici, caratteristiche tipiche ed esempi significativi: si tratta di parchi di attrazione (i luna park), di parchi a tema modello Disney, di parchi che traggono spunto da altri temi, come cinema e letteratura per esempio, di parchi naturali e, infine, di musei aziendali. I primi parchi di divertimento della storia risalgono ai luna park, che rientrano nella classificazione dei "parchi di attrazione", preceduti solo da forme di spettacolo popolare che viaggiavano in occasione di fiere e sagre, dove le maggiori attrazioni erano prove di forza tra uomini, figure "mostruose", prime rudimentali attrazioni meccaniche (nell’800). È a Coney Island, negli Stati Uniti, che prende forma, tra Ottocento e Novecento, un sistema di parchi di dimensioni tali da essere considerato uno dei massimi risultati raggiunti. La città di New York ne è trasformata, non solo a livello turistico, ma anche morfologico: da qui prenderanno forma diverse soluzioni urbanistiche, che in seguito Manhattan ha fatto sue. I parchi di Disney rappresentano, nella seconda metà del Novecento, il modello per eccellenza dei parchi tematici, e, tutt’oggi punti di riferimento di settore, sono qui descritti per la loro abilità di sapersi aggiornare e innovare costantemente. Di pari passo si stanno diffondendo sempre più numerosi parchi tematici, che hanno scelto il proprio tema sulla base di contenuti derivati da letteratura, cinema, archeologia, storia: non-luoghi dove l’utente svolge un’azione di riconoscimento degli elementi, più che di scoperta, grazie all’isomorfismo vigente (tutto si identifica tendenzialmente con tutto). In merito ai parchi naturalistici, si osserva un’evoluzione generale sia per quel che riguarda i primi musei naturalistici, nati per lo più per scopi di archivio e catalogazione degli esperti, che si stanno trasformando in "Science Centres", con funzioni di edutainment; sia per le versioni "outdoor", di aree protette e parchi, che oltrepassano la loro funzione iniziale di tutela ambientale per abbracciare obiettivi più di tipo "esperienziale". Questo vale anche per zoo e acquari. In ultima analisi viene dedicato uno spazio per una forma di musei che negli ultimi anni stanno assumendo sempre più rilievo, i musei aziendali: luoghi creati dalle aziende dove la loro storia e il loro mondo viene messo in scena e comunicato per coinvolgere lo spettatore, fino a divenire dei veri e propri parchi di divertimento. Alcuni esempi trattati riguardano Swarovsky, BMW, Guinnes, sino a casi italiani quali Alfa, Alessi, Ducati, solo per citarne alcuni.